COSI' E' (SE VI PARE), di Luigi Pirandello - pagina 4
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e anche lei, mia buona signora, come una povera pazza, è vero?
AMALIA No, signora - che dice?
SIGNORA FROLA Abbiano pazienza un momento (con profondo rammarico) Ah, meglio lo sgarbo, signora, di lasciarla dietro la porta, come feci la prima volta! Non avrei mai supposto che lei dovesse ritornare e costringermi a questa visita, di cui purtroppo avevo previsto le conseguenze!
AMALIA Ma no - perché?
DINA Quali conseguenze, signora?
SIGNORA FROLA Non è uscito di qua or ora mio genero?
AGAZZI Ah, sì....
- Ma è venuto...
è venuto, signora, per parlare a me di....
certe cose d'ufficio....
SIGNORA FROLA (ferita, costernata) Eh....
codesta pietosa bugia che ella mi dice per tranquillarmi....
AGAZZI No no, signora, stia sicura....
le dico la verità....
SIGNORA FROLA (ferita, costernata) Era calmo, almeno? Ha parlato calmo ?
AGAZZI Ma sì, calmo, calmissimo - è vero?
Tutti annuiscono, confermano.
SIGNORA FROLA Oh Dio, signori, loro credono di rassicurare me, mentre vorrei io, al contrario, rassicurar loro sul conto di lui!
SIGNORA SIRELLI E su che cosa, signora? Ma no, creda....
AGAZZI Se ha parlato con me di cose d'ufficio....
SIGNORA FROLA Ma io vedo come mi guardano....
Abbiano pazienza! Non si tratta di me! - Dal modo come mi guardano, m'accorgo ch'egli è venuto qua a dar prova di ciò che io per tutto l'oro del mondo non avrei mai rivelato! Mi sono tutti testimonii che poc'anzi io qua, alle loro domande che - credano - sono state per me molto crudeli, non ho saputo come rispondere....
ho dato loro di questo nostro modo di vivere una spiegazione che non può soddisfare nessuno, lo so! Ma potevo dirne loro la vera ragione? O potevo dir loro - come va dicendo lui - che la mia figliuola è morta da quattr'anni e che io sono una povera pazza che la crede ancora viva e che lui non me la vuol far vedere?
AGAZZI (stordito dal profondo accento di sincerità con cui la signora Frola ha parlato) Ah...
ma come? La sua figliuola?
SIGNORA FROLA (subito, con ansia costernata) Vedono che è vero? Perché vogliono negarlo? Ha detto loro così, è vero?
SIRELLI (esitando, ma studiandola) Sì....
difatti....
ha detto....
SIGNORA FROLA Ma lo so! E so quale turbamento gli cagiona il vedersi costretto a dir questo di me! - È una disgrazia, signor Consigliere, che con tanti stenti, attraverso tanti palpiti e tanti dolori, s'è potuta superare - ma così, a patto di vivere come viviamo....
Purtroppo, capisco, deve dar nell'occhio alla gente, provocare scandalo, sospetti....
Ma d'altra parte, se lui è un ottimo impiegato, zelante, scrupoloso....
Lei lo avrà già sperimentato, certo....
AGAZZI No....
per dir la verità, ancora....
SIGNORA FROLA Per carità non creda alle apparenze! - È ottimo - lo hanno dichiarato tutti i suoi superiori! E perché si deve allora tormentarlo con questa indagine della sua vita familiare, della sua disgrazia - ripeto - già superata e che - a rivelarla - potrebbe comprometterlo nella carriera?
AGAZZI Ma no, signora, non s'affigga così....
Nessuno vuol tormentarlo....
Che compromissione?
SIGNORA FROLA Dio mio, come vuole che non m'affligga nel vederlo costretto a dare a tutti una spiegazione....
assurda, via, inverosimile....
Possono loro credere sul serio che la mia figliuola è morta? che io sia pazza? che questa che ha con sé è una seconda moglie? - Ma è un bisogno, credano....
è un bisogno per lui! - Gli s'è potuto ridar la calma, la fiducia, solo a questo patto.
Si eccita solo, si sconvolge tutto, quando è costretto a parlarne, perché sente lui stesso la violenza che fa, a dir certe cose - lo avranno veduto....
AGAZZI Sì, difatti...
difatti era eccitato....
SIGNORA SIRELLI O Dio, ma come?...
ma allora - è lui?
SIRELLI Ma sì, che dev'esser lui!
Trionfante:
Signori, io ve l'ho detto!
AGAZZI Ma via! Possibile?
Agitazione in tutti gli altri.
SIGNORA FROLA (subito, giungendo le mani) No, per carità, signori! Che credono? È solo questo tasto che non gli dev'esser toccato! Ma scusino, lascerei io forse la mia figliuola così sola con lui, chiusa?....
Ma poi la prova è lì, all'ufficio, dove adempie a tutti i suoi doveri come meglio non si potrebbe!
AGAZZI Ah, ma bisogna che lei ci spieghi, signora! Possibile che suo genero sia venuto qua a inventarci tutta una storia?
SIGNORA FROLA Sissignore, sì, ecco, spiegherò loro tutto! Ma bisogna compatirlo, signor Consigliere!
AGAZZI Ma come? Non è vero niente che la sua figliuola è morta?
SIGNORA FROLA Oh no! Dio liberi!
AGAZZI Ma allora il pazzo è lui!
SIGNORA FROLA No, no...
guardi...
SIRELLI Ma sì, perdio, dev'esser lui!
SIGNORA FROLA No, guardino....
guardino....
Non è neanche lui!...
Mi lascino dire....
Lo hanno veduto - è così forte di complessione....
violento...
Sposando, fu preso da una vera frenesia d'amore....
Rischiò di distruggere, quasi, la mia figliuola, ch'era delicatina....
Per consiglio dei medici e di tutti i parenti - anche dei suoi (che ora poverini non ci sono più!) - gli si dovette sottrarre la moglie di nascosto, per chiuderla in una casa di salute.
E allora lui, già un po' alterato, naturalmente, a causa di quel suo.....
soverchio amore - non trovandosela più in casa....
- ah, signore mie....
cadde in una disperazione furiosa....
credette davvero che la moglie fosse morta, non volle sentir più niente, si volle vestir di nero; fece tante pazzie; e non ci fu verso di smuoverlo più da quest'idea.
Tanto che - quando, dopo appena un anno, la mia figliuola, già rimessa, rifiorita, gli fu ripresentata - disse di no, che non era più lei, no, no....
la guardava....
ma no, no....
non era, non era più lei....
Signore mie, uno strazio....
le si accostava....
pareva che la riconoscesse....
e poi di nuovo, no, no....
E per fargliela riprendere, con l'ajuto degli amici, si dovette simulare un secondo matrimonio....
SIGNORA SIRELLI Ah, dice dunque per questo che...?
SIGNORA FROLA Sì; ma non ci crede più, certo, da un pezzo, neanche lui! Ha bisogno di darlo a intendere agli altri; non può farne a meno! Per star sicuro, capiscono? Perché forse, di tanto in tanto, gli balena ancora la paura che la mogliettina gli possa essere di nuovo sottratta.
A bassa voce, sorridendo confidenzialmente.
Se la tiene chiusa a chiave, perciò - tutta per sé.
Ma l'adora!...
Sono sicura, e la mia figliuola è contenta.
Si alza.
Me ne scappo, perché non vorrei che tornasse subito da me, se è così eccitato....
Sospira dolcemente, scotendo le mani giunte.
Ci vuol pazienza....
Quella poverina deve fingere di non esser lei, ma un'altra....
e io....
eh! io - d'esser pazza, signore mie! Ma come si fa? Purché stia tranquillo lui....
Non s'incomodino, prego, so la via....
Riverisco, signori, riverisco....
Salutando e inchinandosi si ritira in fretta, per l'uscio comune.
Restano tutti, sbalorditi, come basiti.
Silenzio.
LAUDISI (facendosi in mezzo) Vi guardate tutti negli occhi? Eh! La verità?
Scoppia a ridere forte.
Ah! ah! ah! ah!
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ATTO SECONDO
Studio in casa del Consigliere Agazzi.
- Mobili antichi; vecchi quadri alle pareti; uscio in fondo, con tenda; uscio laterale a sinistra, che dà nel salotto, anch'esso con tenda; a destra, un ampio camino, su la cui mensola poggia un grande specchio; su la scrivania, apparecchio telefonico; canapè, poltrone, seggiole, ecc.
SCENA PRIMA
AGAZZI, LAUDISI, SIRELLI
Agazzi è in piedi presso la scrivania, col ricevitore dell'apparecchio telefonico all'orecchio.
Laudisi e Sirelli, seduti, guardano verso di lui, in attesa.
AGAZZI Pronto!...
- Sì....
Parlo con Centuri?...
Ebbene?...
Sì, bravo....
Ascolta a lungo, poi.
Ma come, scusi? è possibile?
Ascolta di nuovo a lungo, poi.
Lo capisco, ma mettendocisi con un po' d'impegno!...
Altra pausa lunga, poi.
È proprio strano, scusi, che non si possa....
Pausa.
Capisco, sì....
capisco....
Pausa.
Basta, veda un po'....
A rivederla....
Posa il ricevitore, e viene avanti.
SIRELLI (ansioso) Ebbene?
AGAZZI Niente.
SIRELLI Non si trova niente?
AGAZZI Tutto disperso, tutto distrutto....
Municipio....
archivio....
stato civile....
SIRELLI Ma la testimonianza almeno di qualche superstite?...
AGAZZI Niente....
Dice che non si ha notizia di superstiti, se pure ce ne sono....
Ricerche difficilissime!
SIRELLI Cosicché non ci resta che o da credere all'uno o da credere all'altra - senza prove?
AGAZZI Purtroppo!
LAUDISI (alzandosi) Volete seguire il mio consiglio? Credete a tutti e due!
AGAZZI Ma come! che dici?
SIRELLI Se una dice una cosa e l'altro ne dice un'altra!
LAUDISI E allora, non credete a nessuno dei due!
SIRELLI Tu vuoi scherzare.
Mancano le prove, i dati di fatto; ma la verità, perdio, sarà da una parte o dall'altra!
LAUDISI I dati di fatto....
già! Che vorresti desumerne?
AGAZZI Ma scusa! Purtroppo non c'è più - ma c'era - se la signora Frola è lei la pazza - c'era, doveva esserci, si potrà trovare domani l'atto di morte della figliuola.
- Oppure, non c'è e non si potrà trovare perché non c'è stato mai - e allora il pazzo è lui, il signor Ponza suo genero!
SIRELLI Potresti negar l'evidenza, se domani quest'atto ti venisse presentato?
LAUDISI Io? Ma non nego nulla io! Me ne guardo bene! Siete voi che avete bisogno dei dati di fatto, dei documenti, per affermare o per negare! Io non so che farmene, perché per me la realtà non consiste in essi, ma nell'animo di quei due, in cui non posso entrare, se non per quel tanto che essi me ne dicono.
SIRELLI Benissimo! E non dicono appunto che uno dei due è pazzo? - O pazza lei, o pazzo lui - di qui non si scappa! Quale dei due?
AGAZZI È qui la questione!
LAUDISI Prima di tutto, non è vero che lo dicano entrambi.
Lo dice lui, il signor Ponza, di sua suocera.
La signora Frola lo nega, non soltanto per sé, ma anche per lui.
Se mai, lui - dice - fu un po' alterato di mente per soverchio amore.
Ma ora, sano, sanissimo....
SIRELLI Ah dunque tu propendi, come me, verso ciò che dice lei, la suocera?
AGAZZI Certo che, stando a ciò che dice lei, si può spiegar tutto....
LAUDISI Ma si può spiegar tutto ugualmente, stando a ciò che dice lui, il genero!...
SIRELLI E allora - pazzo - nessuno dei due? Ma uno dev'essere, perdio!
LAUDISI E quale? Non potete dirlo voi, né può dirlo nessuno! E non già perché codesti dati di fatto, che andate cercando, siano stati annullati da un accidente qualsiasi - un incendio, un terremoto -; ma perché li hanno annullati essi in sé, nell'animo loro, volete capirlo? - creando lei a lui, o lui a lei, un fantasma che ha la stessa consistenza della realtà, dov'essi vivono perfettamente, di pieno accordo! E non potrà essere distrutta, quella loro realtà, da nessun documento, poiché essi ci respirano dentro, la vedono, la sentono, la toccano! - Al più, per voi potrebbe servire il documento, per togliervi voi una sciocca curiosità.
Vi manca, ed eccovi dannati al meraviglioso supplizio d'aver davanti, accanto, qua il fantasma e qua la realtà, e di non poter distinguere l'uno dall'altra!
AGAZZI Filosofia, caro, filosofia! - Lo vedremo, lo vedremo adesso se non sarà possibile!
SIRELLI Abbiamo inteso prima l'uno, poi l'altra; mettendoli insieme, ora, di fronte, vuoi che non si scopra dove sia il fantasma, dove la realtà?
LAUDISI Io vi chiedo licenza di seguitare a ridere alla fine.
AGAZZI Va bene, va bene; vedremo chi riderà meglio alla fine.
Non perdiamo tempo!
Si fa all'uscio a sinistra e chiama.
Amalia! Signora! Venite, venite qua!
SCENA SECONDA
SIGNORA AMALIA, SIGNORA SIRELLI, DINA, DETTI.
SIGNORA SIRELLI (a Laudisi, minacciandolo con un dito) Ancora? ancora, lei?
SIRELLI È incorreggibile !
SIGNORA SIRELLI Ma come non si lascia prendere dalla smania, dall'ossessione che è in tutti ormai, di strappare questo mistero che rischia di fare impazzire tutti quanti? - Io non ci ho dormito stanotte!
AGAZZI Per carità, signora, lo lasci stare!
LAUDISI Dia retta a mio cognato piuttosto, che le prepara il sonno per questa notte.
AGAZZI Dunque.
Stabiliamo.
Ecco.
Voi andate dalla signora Frola....
AMALIA E saremo ricevute?
AGAZZI Oh Dio, direi....
DINA Restituiamo la visita....
AMALIA Ma se lui non vuol permettere che la signora ne faccia e ne riceva?
SIRELLI Prima sì....
perché ancora non si sapeva niente.
Ma ormai che la signora, costretta, ha parlato, spiegando a modo suo la ragione del suo ritegno....
SIGNORA SIRELLI Forse avrà piacere, anzi, di parlarci della figliuola....
DINA È così affabile! - Ah, per me non c è dubbio, sapete : il pazzo è lui !
AGAZZI Non precipitiamo il giudizio.
- Dunque, statemi a sentire.
Guarda l'orologio.
Vi tratterrete poco, un quarto d'ora, non più.
SIRELLI (alla moglie) Per carità, sta' attenta!
SIGNORA SIRELLI E perché dici a me?
SIRELLI Se ti metti a parlare....
DINA (per prevenire una lite fra i due) Un quarto d'ora, un quarto d'ora; starò attenta io.
AGAZZI Io arrivo alla Prefettura, e sarò qui di ritorno alle undici.
Fra una ventina di minuti.
SIRELLI E io?
AGAZZI Aspetta.
Alle donne.
Con una scusa, un poco prima, voi indurrete la signora Frola a venire qua.
AMALIA E che....
che scusa?
AGAZZI Una scusa qualunque! La troverete conversando....
Manca a voi? C'è Dina, c'è la signora....
- Entrerete, s intende, nel salotto.
Si reca all'uscio a sinistra e lo apre bene, scostando la tenda .
Quest'uscio deve restare così - bene aperto - così! per modo che di qua vi si senta parlare.
- Io lascio sulla scrivania queste carte, che dovrei portare con me.
È una pratica d'ufficio preparata apposta per il signor Ponza.
Fingo di scordarmela, e con questo pretesto me lo conduco qua.
Allora...
SIRELLI Scusa, ma io quando devo venire?
AGAZZI Qualche minuto dopo le undici, tu - quando già le signore saranno nel salotto, e io qua con lui.
Vieni per prendere la tua signora.
Ti fai introdurre da me.
Io allora le inviterò tutte a favorire qua da noi ....
LAUDISI (subito) E la verità sarà scoperta!
DINA Ma scusa, zietto, quando saranno tutt'e due di fronte....
AGAZZI Non gli date retta! Andate, andate....
Non c'è tempo da perdere!
SIGNORA SIRELLI Andiamo, sì, andiamo.
Io neanche lo saluto!
LAUDISI Ecco, mi saluto per lei, signora!
Si stringe una mano con l'altra.
Buona fortuna!
Via Amalia, Dina e la Signora Sirelli.
AGAZZI (a Sirelli) Andiamo anche noi, eh? Subito....
SIRELLI Sì, andiamo.
Addio, Lamberto.
LAUDISI Addio, addio....
Agazzi e Sirelli, via.
SCENA TERZA
LAUDISI solo, poi il CAMERIERE
LAUDISI (Va un po' in giro per lo studio, sogghignando tra sé e tentennando il capo; poi si ferma davanti al grande specchio su la mensola del camino, guarda la propria immagine e parla con essa) Eccoti qua....
La saluta con due dita, strizzando furbescamente un occhio, e sghigna.
Eh caro....
Chi è il pazzo di noi due?
Alza una mano con l'indice appuntato contro la sua immagine che, a sua volta, appunta l'indice contro di lui.
Sghigna ancora, poi.
Eh, lo so: io dico: tu - e tu dici: io! - Tu! tu! - E già, io...- Va' là, che così a tu per tu, ci conosciamo bene noi due! - Il guajo è che come ti vedo io, non ti vedono gli altri! E allora, caro mio, che diventi tu? Dico per me che, qua di fronte a te, mi vedo e mi tocco - tu, per come ti vedono gli altri - che diventi? - Un fantasma, caro, un fantasma! - Eppure, vedi questi pazzi? Senza badare al fantasma che portano con sé, in sé stessi, vanno correndo, pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui! E credono che sia una cosa diversa....
Il cameriere, entrato, resta sbalordito a sentir le ultime parole del Laudisi allo specchio.
Poi chiama
CAMERIERE Signor Lamberto....
LAUDISI Eh?
CAMERIERE Ci sono due signore.
La signora Cini e un'altra....
LAUDISI Vogliono me?
CAMERIERE Hanno chiesto della signora.
Ho detto che si trovava a visita dalla signora qua accanto, e allora....
LAUDISI Ebbene?
CAMERIERE Si sono guardate negli occhi, poi hanno detto: - "Ah sì? ah sì?" - e m'hanno domandato, se non c'era proprio nessuno in casa.
LAUDISI Tu avrai risposto che non c'era nessuno....
CAMERIERE Ho risposto che c'era lei.
LAUDISI Io? No.
- Quello che conoscono loro, se mai!
CAMERIERE Come dice?
LAUDISI Ma scusa, ti pare lo stesso?
CAMERIERE Non capisco.
LAUDISI Con chi stai parlando tu?
CAMERIERE Come....
con chi sto parlando ?....
Con lei....
LAUDISI E sei proprio sicuro che io sia lo stesso di quello che chiedono codeste signore?
CAMERIERE Ma....
non saprei....
Hanno detto il fratello della signora....
LAUDISI Caro! Ah....
- Eh sì, allora sono io, va bene....- Falle entrare, falle entrare....
II cameriere si ritira
SCENA QUARTA
DETTO la SIGNORA CINI, la SIGNORA NENNI.
SIGNORA CINI Permesso?
LAUDISI Avanti, avanti, signora....
SIGNORA CINI M'hanno detto che la signora non c'è.
Io avevo portato con me la mia amica signora Nenni
La presenta: è una vecchia più goffa e smorfiosa di lei, piena anch'essa di cupida curiosità, ma guardinga, sgomenta:
che aveva tanto desiderio di conoscere la signora....
LAUDISI (subito) Frola?
SIGNORA CINI No, sua sorella!
LAUDISI Oh, verrà, sarà qui tra poco.
Anche la signora Frola.
S'accomodino, prego.
C'è anche la signora Sirelli.
SIGNORA CINI Già lo sapevamo....
LAUDISI Tutto concertato.
Sarà una scena interessantissima.
Tra poco, alle undici.
Sì.
SIGNORA CINI Hanno concertato....
che cosa?
LAUDISI (misterioso, prima con un gesto delle dita, poi, con la voce) L'incontro.
Gesto d'ammirazione, poi:
Un'idea grande!
SIGNORA CINI Che...
che incontro?
LAUDISI Dei due.
Prima, lui qua.
SIGNORA CINI Il signor Ponza?
LAUDISI E lei là....
Indica il salotto.
SIGNORA CINI La signora Frola?
LAUDISI Sissignora.
Daccapo, prima con un gesto espressivo della mano, poi con la voce.
Ma poi, tutti qua.
Un'idea grande!
SIGNORA CINI Per venire a scoprire....
LAUDISI (subito) La verità! Ma già s'è scoperta, sa? Si tratta adesso di smascherarla.
SIGNORA CINI (con sorpresa e vivissima ansia) Ah! s'è scoperta? E chi è? Chi è dei due? chi è?
LAUDISI Vediamo un po'.
Indovini.
Lei chi dice?
SIGNORA CINI (gongolante, esitante).
Ma....
io....
ecco....
LAUDISI Lei o lui? Non saprebbe? Vediamo....
Coraggio!
SIGNORA CINI Io...
io lui dico....
LAUDISI ( la guarda un po'.
Poi: ) È lui!
SIGNORA CINI Sì? Ah! Ecco! ecco! Ma sì! Era evidente!
SIGNORA NENNI Tutte, tutte lo dicevamo, noi donne!
SIGNORA CINI E come, come s'è scoperto? Son venute fuori prove, è vero? atti....
SIGNORA NENNI Per mezzo della Prefettura, eh? Lo dicevamo! Non era possibile che non si scoprisse!
LAUDISI (fa segno con le mani d'accostarsi di più a lui: poi dice loro piano, con tono di mistero, quasi pesando le sillabe) L'atto del secondo matrimonio.
SIGNORA CINI (stordita, interdetta) Del secondo?
SIGNORA NENNI (stordita, interdetta) Come, come? Del secondo matrimonio?
SIGNORA CINI Ma allora....
allora ha ragione lui?
LAUDISI Eh....
i dati di fatto, signore mie! L'atto del secondo matrimonio - a quanto pare - parla chiaro.
SIGNORA NENNI Ma allora la pazza è lei!
LAUDISI E già! Parrebbe lei....
SIGNORA CINI Ma come? Aveva detto lui!
LAUDISI Sì.
Ma perché l'atto, signora mia, può essere benissimo - come ha assicurato la signora Frola - un atto simulato, messo su con l'ajuto degli amici per secondare in lui la fissazione che la moglie non fosse più quella, ma un'altra.
SIGNORA CINI Ah, ma allora un atto....
così, senza valore?...
LAUDISI Cioè, cioè....
Con quel valore, signora, con quel valore che ognuno gli vuol dare! Non ci sono, scusi, anche le letterine che la signora Frola dice di ricevere ogni giorno dalla figliuola per mezzo del panierino, là, nel cortile? Ci sono queste letterine, è vero?
SIGNORA CINI Sì, ebbene?
LAUDISI Ebbene: documenti, signora! Documenti, anche queste letterine! Ma secondo il valore che lei vuol dar loro! Viene il signor Ponza e dice che sono finte, fatte per secondare la fissazione della signora Frola.
SIGNORA CINI Ma, allora, oh Dio! di certo non si sa niente....
LAUDISI Come niente, come niente, scusi....
non esageriamo! I giorni della settimana, quanti sono? Sette: lunedì, martedì, mercoledì....
E i mesi dell'anno? Dodici: gennajo, febbrajo, marzo....
SIGNORA CINI Ah, abbiamo capito! Lei vuole scherzare....
SCENA QUINTA
DETTI e DINA
DINA (sopravviene di corsa dall'uscio in fondo) Zietto, per favore....
Si arresta vedendo la signora Cini.
Oh, signora, lei qui?...
SIGNORA CINI Sì, ero venuta....
LAUDISI Con la signora Cenni....
SIGNORA NENNI No, Nenni, prego....
LAUDISI Nenni, già....
Che ha tanto desiderio di conoscere la signora Frola.
SIGNORA NENNI Ma, no....
scusi....
SIGNORA CINI Seguita a burlarsi di noi!...
Se sapesse, signorina, come ci ha burlate....
DINA È tanto cattivo, in questo momento, anche con tutti noi, sa? Abbiano pazienza un pochino....
Non ho più bisogno di niente.
Vado a dire alla mamma che ci sono qua loro e questo basterà....
Ah zio, se la sentissi....
È un tesorino di vecchietta....
come parla!...
che bontà!...
Ci ha mostrate tutte le letterine della figliuola.
SIGNORA CINI Già....
ma....
se, come ci stava dicendo il signor Laudisi....
DINA E che ne sa lui? Non le ha mica lette lui!
SIGNORA NENNI Non possono esser finte?
DINA Ma che finte! Sono così chiare, evidenti! Può mai ingannarsi una madre su le espressioni della propria figliuola! L'ultima letterina, di jeri....
S'interrompe, udendo nel salotto accanto, attraverso l'uscio rimasto aperto, rumor di voci.
Ah, eccole....
sono qua, sono qua senz'altro!
Va a l'uscio e guarda.
SIGNORA CINI (correndole appresso) Con lei? con lei?
DINA Sì, vengano, vengano....
Bisogna che stiamo tutte nel salotto....
Sono già le undici, zio?
SCENA SESTA
DETTI, la signora AMALIA
AMALIA (sopravvenendo agitata dall'uscio a sinistra) Se se ne potesse fare a meno! Non c'è più assolutamente bisogno di prove!
DINA Ma già! Ci pensavo, sì, è inutile!
AMALIA (salutando in fretta, costernata, la signora Cini) Cara signora....
SIGNORA CINI (presentando la signora Nenni) La signora Nenni, ch'era venuta con me ....
AMALIA (salutando in fretta, costernata, la signora Nenni) Piacere, signora....
Poi:
Non c'è più dubbio! È lui!
SIGNORA CINI È lui, è vero? è lui?
DINA Perché quest'inganno, alla povera signora?
AMALIA Un tradimento!
LAUDISI Ma sì! È indegno, è indegno, avete ragione! Tanto più che comincia a parermi evidente che dev'esser lei!
AMALIA Lei? Come! Che dici?
LAUDISI Lei, lei, lei....
AMALIA Ma va' là! Se tu la sentissi parlare!
DINA Ne siamo ormai così sicure noi!
SIGNORA CINI e SIGNORA NENNI (gongolanti) Sì? sì, eh?
LAUDISI Ma appunto perché ne siete così sicure vojaltre: dev'esser lei!
DINA Andiamo, via, andiamo di là; non lo vedete che lo fa apposta?
AMALIA Andiamo, sì, andiamo, signore....
Davanti all'uscio a sinistra.
Favoriscano, prego....
Via la signora Cini, la signora Nenni, Amalia.
Dina fa per uscire anche lei.
LAUDISI (chiamandola a sé) Dina!
DINA Non ti voglio dare ascolto! No! no!
LAUDISI Richiudi codesto uscio, se, ormai, la prova è inutile.
DINA E il babbo? L'ha lasciato lui così aperto....
Sta per venire con quell'altro.
Se lo trova chiuso....
Sai com'è, il babbo....
LAUDISI Ma lo persuaderete voi....
tu, specialmente....che non ce n'era più bisogno.
Non ne sei convinta tu?
DINA Convintissima!
LAUDISI (con sorriso di sfida) E chiudi allora!
DINA Tu vorresti pigliarti il piacere di vedermi dubitare ancora.
Non chiudo.
Ma solo per il babbo.
LAUDISI (con sorriso di sfida) Vuoi che chiuda io?
DINA Su la tua responsabilità!
LAUDISI Ma io non ho acquistato come te la certezza che il pazzo sia lui.
DINA E tu vieni; sentila parlare! Vedrai che l'acquisterai anche tu, senza dubbio.
Vieni?
LAUDISI Sì, vengo.
E posso chiudere, sai? Su la mia responsabilità.
DINA Ah, vedi? Anche prima di sentirla!
LAUDISI No, cara.
Perché son sicuro che tuo padre, a quest'ora, pensa anche lui, come vojaltre, che questa prova è inutile.
DINA Ne sei sicuro?
LAUDISI Ma sì! Sta parlando con lui! Avrà acquistato senza dubbio la certezza che la pazza è lei.
S'appressa all'uscio risolutamente.
Chiudo.
DINA (subito trattenendolo) No.
Poi, interdetta:
Scusa....
se pensi così....
lasciamolo aperto....
LAUDISI (ride al suo solito) Ah ah ah....
vedi?
DINA Io dico per il babbo!
LAUDISI E il babbo dirà per voi....
Lasciamolo aperto....
Si sente sonare nel salotto accanto, sul pianoforte, un'antica aria piena di dolce e mesta grazia, della Povera Nina del Pergolesi.
DINA Ah, è lei....
senti? suona! suona lei!
LAUDISI La vecchietta?
DINA Sì, ci ha detto che la figliuola, prima, la sonava sempre, questa vecchia aria...
Senti con quanta dolcezza la suona?...
Andiamo, andiamo....
Escono tutt'e due per l'uscio a sinistra.
SCENA SETTIMA
AGAZZI, il SIGNOR PONZA, poi SIRELLI
La scena, appena usciti Laudisi e Dina, resta vuota per un pezzo.
Seguita dall'interno il suono del pianoforte.
Il signor Ponza, entrando per l'uscio in fondo col consigliere Agazzi, udendo le note, si turba profondamente, e il suo turbamento andrà a mano a mano crescendo durante la scena.
AGAZZI (davanti all'uscio in fondo) Passi, passi, prego....
Fa entrare il signor Ponza, poi entra lui e si dirige alla scrivania per prendere le carte che ha finto di dimenticarsi lassù.
Ecco, devo averle lasciate qua....
S'accomodi, prego....
Il signor Ponza resta in piedi, guardando con agitazione verso il salotto, donde viene il suono del pianoforte.
Eccole qua....
Prende le carte e s'appressa al signor Ponza sfogliandole.
È una vecchia pratica....
una contesa, come le dicevo, aggrovigliata, aggrovigliata e molto seria, che si trascina da anni....
Si volta anche lui a guardare verso il salotto, urtato dal suono del pianoforte.
Ma questa musica....
Giusto ora!...
Fa un gesto di dispetto, nel voltarsi, come per dire tra sé: Che stupide!
Chi suona?
Si fa a guardare, attraverso l'uscio, nel salotto, scorge al pianoforte la signora Frola, fa un atto di meraviglia.
Ah!...
PONZA (appressandoglisi, convulso) In nome di Dio, è lei? suona lei?...
AGAZZI Sì...
È sua suocera...
Come suona bene!...
PONZA Ma come? Se la sono portata qua, di nuovo? E la fanno sonare ?...
AGAZZI Perché no, scusi?...
che male?
PONZA Ma no, per carità!...
Questa musica!...
È quella della sua figliuola!
AGAZZI Ah....
forse fa male a lei?
PONZA Non a me! non a me! Fa male a lei....
un male incalcolabile!...
Ma scusi, signor consigliere, io ho pur detto a lei, alle signore, le condizioni di quella povera disgraziata!...
AGAZZI (procurando di calmarlo nell'agitazione sempre crescente) Sì, sì...
ma veda....
PONZA (seguitando) Che dev'essere lasciata in pace! Che non può ricever visite, né farne! So io solo come si deve trattare con lei! La rovinano! la rovinano!
AGAZZI Ma no, creda....
Le mie donne sapranno bene anche loro....
S'interrompe improvvisamente al cessare della musica nel salotto, da cui viene ora un coro d'approvazioni.
Ecco, guardi....
può ascoltare....
Dall'interno giungono, spiccatamente, queste battute di dialogo:
DINA Ma lei suona ancora meravigliosamente, signora!
SIGNORA FROLA Io? Eh....
la mia Lina! dovrebbe sentire la mia Lina, come la suona!...
PONZA (fremendo, strizzandosi le mani) La sua Lina!...
la sua Lina!
AGAZZI La figliuola.
PONZA Ma sente? dice suona! dice suona!
Di nuovo, dall'interno, spiccatamente:
SIGNORA FROLA Eh, no, non può, non può più sonare, da allora! E forse è questo il suo maggior dolore, poverina !
AGAZZI Mi sembra naturale....
La crede ancora viva....
PONZA Ma non le si deve far dire così! Non deve....
non deve dirlo....
Ha sentito? Da allora....
Ha detto, da allora....
Per quel pianoforte....
certo!...
Lei non sa....
Per il pianoforte della povera morta...
Ma Dio mio, Dio mio....
loro mi vogliono daccapo rovinare....
Sopravviene a questo punto Sirelli, il quale, udendo le ultime parole del Ponza e notandone l'estrema esasperazione, resta come basito.
Agazzi, anche lui sbigottito, gli fa cenno di appressarsi.
AGAZZI Ma no....
ma perché, scusi....
A Sirelli.
Ti prego, fa' venire qua le signore....
Sirelli, tenendosi al largo, si fa all'uscio a sinistra e chiama le signore.
PONZA Le signore? Qua....
No, no....
Piuttosto....
SCENA OTTAVA
La SIGNORA FROLA, la SIGNORA AMALIA, la SIGNORA SIRELLI, DINA, la SIGNORA CINI la SIGNORA NENNI, LAUDISI, DETTI.
Le signore, al cenno di Sirelli pieno di sbigottimento, entrano, sgomente.
La signora Frola, scorgendo il genero in quello stato d'orgasmo, se n'atterrisce.
Investita da lui con estrema violenza durante la scena seguente, farà, di tratto in tratto, con gli occhi, alle signore cenni espressivi d'intelligenza.
La scena si svolgerà rapida, concitata e violentissima.
PONZA Lei, qua? Come qua? Che è venuta a fare qua?
SIGNORA FROLA Ero venuta, abbi pazienza....
PONZA È venuta qua a dire...
- Che ha detto? che ha detto a queste signore?
SIGNORA FROLA Niente....
ti giuro....
Niente....
PONZA Niente? Come niente? Ho sentito io!...
Ha sentito qua con me questo signore! Lei ha detto suona! Chi suona! Lina suona? Lei lo sa bene che è morta da quattro anni la sua figliuola!
SIGNORA FROLA Ma sì!...
caro, calmati....
sì....
sì....
PONZA "E non può più sonare da allora!" Sicuro che non può più sonare da allora! Come vuole che suoni, se è morta?
SIGNORA FROLA Ma certo, sì! E non l'ho detto, signore mie? L'ho detto, che non può più, da allora....
Certo! se è morta....
PONZA E perché pensa ancora a quel pianoforte, dunque?
SIGNORA FROLA No, no, non ci penso più!
PONZA L'ho sfasciato io! Lei lo sa! Quando la sua figliuola è morta! Per non farlo toccare a quest'altra, che del resto non sa sonare! Lei lo sa che non suona quest'altra....
SIGNORA FROLA Ma se non sa sonare!...
certo!
PONZA E scusi; si chiamava Lina, è vero? la sua figliuola.
Ora dica, dica qua come si chiama la mia seconda moglie! Lo dica qua a tutti, perché lei lo sa bene! - Come si chiama?
SIGNORA FROLA Giulia....
Giulia si chiama!....
- Sì, sì, è vero, signori; si chiama Giulia!
PONZA Giulia si chiama! Non si chiama mica Lina!! E non cerchi di ammiccare lei intanto, dicendo che si chiama Giulia!
SIGNORA FROLA Io? no! Non ho ammiccato....
Ma no!
PONZA Me ne sono accorto! Me ne sono accorto bene! Lei vuole rovinarmi! Vuole dare a intendere a questi signori che io voglia tenermi ancora tutta per me la sua figliuola, come se non fosse morta....
Rompe in spaventosi singhiozzi.
Come se non fosse morta!
SIGNORA FROLA (subito con infinita dolcezza e umiltà, accorrendo a lui) Io....
no, no....
figliuolo mio caro, càlmati per carità....
Io non ho detto mai questo....
- È vero? è vero, signore?
AMALIA, SIGNORA SIRELLI, DINA Ma sì....
sì....
- Non lo ha detto mai! - Ha detto che è morta!
SIGNORA FROLA È vero? -Che è morta, ho detto!...
- Come no? E che tu sei tanto buono per me....
è vero? è vero?....
Io, rovinarti? - Io, comprometterti?
PONZA E va cercando nelle case il pianoforte degli altri? per farci le sonatine della sua figliuola, e andar dicendo che Lina le suona così, e meglio di così?
SIGNORA FROLA No....
è stato....
è stato così....
tanto....
tanto per provare...
PONZA Lei non può! Lei non deve! Come le può venire in mente di sonare ancora ciò che sonava la sua figliuola morta?
SIGNORA FROLA Hai ragione....
sì, ah poverino....
poverino!
Intenerita, si mette a piangere.
Non lo farò più!...
non lo farò più!
PONZA (investendola davvicino) Vada! vada via! vada via!
SIGNORA FROLA Sì....
sì....
vado, vado....
Oh Dio!...
Fa cenni supplichevoli a tutti, arretrando, di aver riguardo al genero, e si ritira piangendo.
SCENA NONA
DETTI, meno la SIGNORA FROLA
Restano tutti compresi di pietà e terrore a mirare il signor Ponza.
Ma subito, questi, appena uscita la suocera, riprende la sua aria normale, di cupa affannata tristezza e dice con profonda commozione:
PONZA Chiedo scusa a lor signori di questo triste spettacolo che ho dovuto dar loro per rimediare al male che, senza volerlo, senza saperlo, con la loro pietà, fanno a questa infelice....
AGAZZI (stupito) Ma come....
lei ha finto?
PONZA Per forza, signori! E non intendono che l'unico mezzo è questo, per tenerla nella sua illusione, che io le gridi così la verità, come se fosse una mia pazzia? - Mi perdonino, e mi permettano: bisogna che io corra ora da lei....
Via di fretta per l'uscio comune.
Restano tutti, di nuovo, sbalorditi.
Un silenzio.
LAUDISI (facendosi in mezzo) Ed ecco, signori, scoperta la verità!
Scoppia a ridere.
Ah! ah! ah! ah!
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ATTO TERZO
La stessa scena del secondo atto.
SCENA PRIMA
LAUDISI, CAMERIERE, il commissario CENTURI.
Laudisi è sdrajato su una poltrona e legge.
Attraverso l'uscio a sinistra che dà nel salotto, giunge il rumore confuso di molte voci.
Il cameriere, dall'uscio in fondo, dà il passo al commissario Centuri.
CAMERIERE Favorisca qua.
Vado ad avvertire il signor Commendatore.
LAUDISI (voltandosi e scorgendo il Centuri) Oh, il signor Commissario!
Si alza in fretta e richiama il cameriere che sta per uscire.
Ps! Aspetta.
A Centuri.
Notizie?
CENTURI (alto, rigido, aggrondato, sui quarant'anni) Sissignore.
LAUDISI Ah bene!
Al cameriere.
Lascia.
Lo chiamerò io di qua, mio cognato.
Indica, con una mossa del capo, l'uscio a sinistra.
Il cameriere s'inchina, e via.
Lei ha fatto il miracolo! Salva una città! Sente? sente come gridano? Ebbene: notizie certe?
CENTURI Di persone che si son potute rintracciare....
LAUDISI - del paese del signor Ponza? Persone che sanno?
CENTURI Sissignore.
Alcuni dati, non molti, ma sicuri.
LAUDISI Ah, bene! bene! Per esempio?
CENTURI Per esempio....
ecco, ho qua le....
le comunicazioni che mi sono state trasmesse.
Trae dalla tasca interna della giacca una busta gialla aperta con un foglio dentro e la porge a Laudisi.
LAUDISI Vediamo....
vediamo....
Cava il foglio dalla busta e si mette a leggerlo con gli occhi, intercalando di tratto in tratto, con diversi toni, degli ah! e degli eh!: prima un ah! di compiacimento, poi un altro ah! che l'attenua di molto; poi un eh! quasi commiserativo, infine un altro eh! di piena disillusione.
Ma no! E che c'è di certo qua, signor Commissario?
CENTURI Tutto quello che s'è potuto sapere.
LAUDISI Ma niente, lei lo capisce! Tutti i dubbii sussistono.
Niente di sicuro.
Lo guarda; poi, con risoluzione improvvisa:
Vuol fare un bene davvero, signor Commissario? Vuol rendere un segnalato servizio alla cittadinanza, di cui Dio certamente le darà merito?
CENTURI (guardandolo perplesso) E che vuole che faccia?
LAUDISI Ecco, guardi.
Segga lì.
Indica la scrivania.
Strappi questo mezzo foglio d'informazioni che non dicono nulla; e qua, sull'altro mezzo, scriva qualche informazione precisa!
CENTURI Io? Come? Che informazione?
LAUDISI Ma una qualunque, a suo piacere, purché sia precisa! Che è la signora Frola, per esempio! Oppure, se le piace meglio, che è stata una finzione il secondo matrimonio del signor Ponza!...
CENTURI Ma come? Che dice mai, signor Laudisi? Io?
LAUDISI (incalzando) A nome di questi due stessi signori che si son potuti rintracciare! - Per il bene di tutti! Per ridar la tranquillità a tutto il paese! Sia superiore! - Non vede? Vogliono una verità, così....
esteriore, non importa quale, purché sia categorica - e si quieterebbero!
CENTURI Ma che verità, scusi! Vuole che faccia un falso? Mi fa meraviglia che lei osi propormelo? E dico meraviglia per non dire altro....
- Mi faccia il piacere d'annunziarmi al signor Consigliere.
LAUDISI (apre le braccia desolato) La servo subito.
S'avvia all'uscio a sinistra.
Apre l'uscio a sinistra e subito si fanno sentire più alte le grida confuse.
Appena Laudisi varca la soglia, le grida però cessano d'un tratto.
Il commissario Centuri, nell'attesa, fiero, soddisfatto, si carezza la punta di un baffo.
Ma all'improvviso le grida prorompono di nuovo altissime, giulive ora, miste a battimani.
Il commissario Centuri si scuote, si turba, non sapendo che pensarne.
SCENA SECONDA
DETTO, AGAZZI, SIRELLI, LAUDISI, la SIGNORA AMALIA, DINA, la SIGNORA SIRELLI, la SIGNORA CINI, la SIGNORA NENNI, molti altri signori e signore.
Entrano tutti per l'uscio a sinistra, con Agazzi alla testa, accesi, esultanti, battendo le mani e gridando: Bravo! bravo!
AGAZZI (con le mani protese) Caro Centuri! Lo volevo dire io! Non era possibile che lei non RIUSCISSE!
TUTTI Bravo! Bravo! Vediamo! vediamo! Le prove, subito! Chi è? chi è?
CENTURI (stupito, frastornato, smarrito) Ma no....
ecco....
io, signor Consigliere....
AGAZZI Signori, per carità! Piano!
CENTURI Ho fatto di tutto....
sì....
Ma....
non so che ha potuto dir loro il signor Laudisi....
AGAZZI Che lei ci reca notizie certe!
SIRELLI Dati precisi!
LAUDISI (forte, risoluto, prevenendo) Non molti, sì, ma precisi! Di persone che si son potute rintracciare! Del paese del signor Ponza! Persone che sanno!
TUTTI Finalmente! Ah, finalmente! finalmente!
CENTURI (porgendo il foglio ad Agazzi) Sì....
ecco, signor Consigliere....
AGAZZI (aprendo il foglio tra la ressa di tutti attorno) Ah, vediamo! vediamo !
CENTURI Ma lei, signor Laudisi....
LAUDISI (subito, forte) Lasci leggere, per carità! Lasci leggere!
AGAZZI Un momento di pazienza, signori....
Ecco....
leggo....
LAUDISI Ma ho già letto io! ho già letto io!
TUTTI (lasciando il consigliere Agazzi e precipitandosi attorno a lui) Ah sì? Ebbene? Ebbene? Che dice? Che si sa? Ci è? Chi è?
LAUDISI (scandendo bene le parole) È certo, indubitabile, per testimonianza d'un compaesano del Signor Ponza, che la signora Frola è stata in una casa di salute!
TUTTI (con rammarico e delusione) Oh!
SIGNORA SIRELLI La signora Frola?
DINA Ma dunque è proprio lei?
AGAZZI Ma no! ma no!
Facendosi avanti, agitando il foglio.
Qua non dice niente affatto così!
SIRELLI Ah, come! Che dice? che dice?
Si agitano tutti.
LAUDISI (tenendo testa) Ma sì! Dice la signora! Dice precisamente la signora!
AGAZZI Nient'affatto! Gli pare, dice questo signore....
Non ne è certo! E non sa, a ogni modo, se la madre o la figlia!
TUTTI (con soddisfazione) Ah !
LAUDISI (tenendo testa) Ma sì! Ma dev'essere lei, la madre, senza dubbio!
SIRELLI Che! É la figlia, signori! La figlia!
SIGNORA SIRELLI come ha detto lei stessa, la signora!
AMALIA Precisamente! Quando la sottrassero di nascosto al marito!
DINA Sì, la signora dice appunto che la figliuola fu chiusa in una casa di salute!
AGAZZI E del resto non è neanche del paese quest'informatore! Dice che ci andava spesso....
che non ricorda bene....
che gli pare d'aver inteso così....
SIRELLI Ah! Notizia per aria, dunque!
LAUDISI Ma scusate tanto, se siete tutti così convinti che la signora Frola ha ragione lei, che andate cercando più? Finitela!
SIRELLI Se non ci fosse il Prefetto che crede a lui! Al signor Ponza, capisci?
CENTURI Sissignore, è vero! II signor Prefetto l'ha detto anche a me!
AGAZZI Ma perché il signor Prefetto non ha parlato ancora con la signora qua accanto!
SIGNORA SIRELLI Sfido! Ha parlato solo con lui!
SIRELLI E del resto, ci son altri qua che credono come il Prefetto!
UN SIGNORE Io, io per esempio, sissignori! Perché so d'un caso simile, io, d'una madre impazzita per la morte della figliuola, la quale crede che il genero non voglia fargliela vedere: tal e quale!
SECONDO SIGNORE C'è in più, no, c'è in più che il genero è rimasto vedovo, oh! Qui almeno, questo, ha una in casa con sé....
LAUDISI (acceso da un subito pensiero) Oh Dio, signori! Avete sentito? Ma eccolo trovato, il bandolo! Dio mio! L'uovo di Colombo....
TUTTI Ma che è? che è?
SECONDO SIGNORE (stordito) Che ho detto? Io non so....
LAUDISI Eh, un po' di pazienza, signori!
Ad Agazzi.
Il Prefetto deve venire qua?
AGAZZI Sì, lo aspettiamo....
Ma che hai trovato?
LAUDISI È inutile che venga qua per parlare con la signora Frola! Finora crede al genero....
Quando avrà parlato con la suocera, non saprà più neanche lui a chi credere dei due! - No, no! Qua bisogna che faccia altro il signor Prefetto.
Una cosa che può fare lui solo!
TUTTI Che cosa? che cosa?
LAUDISI (raggiante) Ma la moglie, scusate! Colei che il signor Ponza ha con sé! Me l'ha suggerito questo signore!
SIRELLI Far parlare la moglie?...
Eh già! Eh già!
DINA Ma come, se è tenuta in carcere quella poveretta?
SIRELLI Bisogna che il Prefetto s'imponga e la faccia parlare!
AMALIA Certo è l'unica che possa dire la verità!
SIGNORA SIRELLI Ma che! Dirà ciò che vuole il marito....
LAUDISI Già! Se dovesse parlare davanti a lui! Certo!
SIRELLI Dovrebbe parlare da sola a solo col Prefetto!
AGAZZI E il Prefetto potrebbe - sicuro! - con la sua autorità, imporre a questo signore la confessione esplicita della moglie a lui.
Sicuro! Sicuro! Non le sembra, Centuri?
CENTURI Eh, senza dubbio....
se il signor Prefetto volesse....
AGAZZI È l'unica veramente! Bisognerebbe avvertirlo, e risparmiargli per ora l'incomodo di venire qua.
Vada, vada lei, caro Centuri.
CENTURI Sissignore.
La riverisco.
Signore, signori.
S'inchina e via.
SIGNORA SIRELLI Ma sì! Bravo Laudisi!
DINA Bravo! bravo zietto! Che bell'idea!
TUTTI - Bravo! bravo! Sì, è l'unica! è l'unica!
AGAZZI Ma già! Come non ci avevamo pensato?
SIRELLI Sfido! Nessuno l'ha mai veduta! Come se non ci fosse, quella poverina!
LAUDISI (come colpito all'improvviso) Oh! Ma scusate....
E siete proprio sicuri che ci sia?
AMALIA Come? Ma Dio mio, Lamberto!
SIRELLI (fingendo di ridere) Vorresti ora metterne anche in dubbio l'esistenza?
LAUDISI Eh, ma chi ve lo dice? chi ve l'assicura?
DINA Ma se c'è la signora che la vede e le parla ogni giorno?
SIGNORA SIRELLI E l'asserisce di lui, anche!
LAUDISI Sì, sì....
Non dico!...
Ma scusate....
- se ci pensate bene: - ha ragione la signora Frola? e allora chi c'è là, per lui? Il fantasma d'una seconda moglie.
O ha ragione lui, il signor Ponza, e allora là, per casa, c'è il fantasma della figliuola! - Tutto sta ora, signori, se questo fantasma per l'uno o per l'altra è poi una persona per sé! Arrivati a questo punto, mi sembra che sia anche il caso di dubitarne!
AGAZZI Ma va' là! Tu vorresti farci impazzire tutti quanti appresso a te!
LAUDISI No, signori, badate, badate che forse in quella casa non c'è altro che un fantasma!
SIGNORA NENNI Oh Dio, mi s'aggricciano, quasi, le carni!
SIGNORA CINI Non so che gusto provi a farci impaurire!
TUTTI Ma che! ma che! Scherza! scherza!
LAUDISI Non scherzo affatto, signori miei! - Chi l'ha veduta? Scusate! Non l'ha mai veduta nessuno! - Ne parla lui; e lo dice lei, la signora Frola, che la vede....
SIRELLI Ma come! Se le s'affaccia, là, dal cortile!
LAUDISI Chi le si affaccia?
SIRELLI Ma una donna! una donna in carne ed ossa, che è stata veduta! e che si può far parlare, perdio!
LAUDISI Ne siete sicuri?
AGAZZI Ma come no? ma come no? Ma se l'hai detto tu stesso, scusa!
LAUDISI Io, sì, se lassù c'è veramente una donna....
una donna qualunque.
Ma badate che una donna qualunque, signori miei, lassù non ci può essere! non c'è! non c'è di certo! Io almeno dubito adesso che ci sia!
SIGNORA SIRELLI Dio mio, davvero vuol farci impazzire tutti quanti!
LAUDISI Eh....
vedremo, vedremo....
TUTTI E chi c'è allora? - Se l'hanno veduta! - Chi c'è? chi c'è? - Se s'affaccia dal balcone!...
SCENA TERZA
DETTI, CENTURI di ritorno.
CENTURI (tra l'agitazione di tutti s'introduce, accaldato, annunziando:) Il signor Prefetto! il signor Prefetto!
AGAZZI Come? Qua? Ma lei?
CENTURI L'ho incontrato per via, ch'era diretto qua, a due passi....
È col signor Ponza!
SIRELLI Ah, con lui?
AGAZZI Oh Dio, no! se viene con lui, entrerà dalla signora qua accanto! Per piacere, Centuri, si metta davanti la porta e lo preghi a nome mio di favorire prima qua da me un momento, come m'aveva promesso.
CENTURI Sissignore, non dubiti.
Vado.
Via di fretta per l'uscio in fondo.
AGAZZI Signori, vi prego di ritirarvi un poco di qua nel salotto....
SIGNORA SIRELLI Glielo dica bene, sa! È l'unica! è l'unica!
AMALIA (davanti all'uscio a sinistra) Avanti, favoriscano, signore....
AGAZZI Tu resta, Sirelli.
E anche tu, Lamberto.
Tutti gli altri, signori e signore, escono per l'uscio a sinistra.
Agazzi a Laudisi:
Ma lascia parlare a me, ti prego!
LAUDISI Per me, figùrati! Se anzi vuoi che me ne vada anch'io....
AGAZZI No no: è meglio che tu ci sia....
- Ah, eccolo qua.
SCENA QUARTA
DETTI, il SIGNOR PREFETTO, CENTURI.
IL PREFETTO (sui sessanta, alto, grasso, aria di bonomia facilona) Caro Agazzi....
Oh, il signor Sirelli....
Caro Laudisi....
Stringe la mano a tutti.
AGAZZI (invitandolo col gesto a sedere) Scusami, se t'ho fatto pregare d'entrare prima da me.
IL PREFETTO Ma no, sarei venuto, come t'avevo promesso....
AGAZZI (scorgendo indietro e ancora in piedi Centuri) Prego, Centuri, venga avanti; segga qua....
IL PREFETTO (bonariamente, a Sirelli) Eh lei, Sirelli - ho saputo! - è uno dei più accesi, dei più inquieti per questo benedetto affare del nostro nuovo segretario....
SIRELLI Oh no, creda, signor Prefetto, tutti siamo inquieti!
AGAZZI È la verità, sì, inquietissimi....
IL PREFETTO Ma perché, ma perché, santo Dio?
AGAZZI Scusami: tu non puoi fartene ancora un'idea chiara! Noi abbiamo qui accanto la signora.
IL PREFETTO Ma sì, ho capito....
SIRELLI No, mi perdoni, signor Prefetto....
Lei non la ha ancora sentita, questa povera signora....
IL PREFETTO Mi recavo appunto da lei.
Ad Agazzi:
Ti avevo promesso che l'avrei fatto qua da te.
Ma il genero stesso è venuto a pregarmi, a implorare la grazia - per far cessare tutte queste chiacchiere - che mi recassi in casa di lei.
Scusate, vi pare che lo avrebbe fatto, se non fosse più che sicuro...?
AGAZZI Ma sfido! Perché davanti a lui, quella poveretta....
SIRELLI (attaccando subito) Dirà come vuol lui, signor Prefetto! E questa è la prova che la pazza non è lei!
AGAZZI Ne abbiamo fatto l'esperimento qua, noi, jeri!
IL PREFETTO Ma sì, caro: perché egli le fa credere che il pazzo sia lui! - Me ne ha prevenuto.
Scusate, come potrebbe illudersi, altrimenti, codesta disgraziata? È un martirio, credete, un martirio per quel pover'uomo!
SIRELLI Già! Se non dà lei, invece, che dà a lui l'illusione di credere che la figliuola sia morta, perché possa star sicuro che la moglie non gli sarà di nuovo sottratta! In questo caso, vede bene, signor Prefetto, il martirio è della signora; non più di lui!
AGAZZI Quando questo dubbio t'è entrato....capisci? E se tu la sentissi parlare - ma da sola - entrerebbe anche in te, stai sicuro!
SIRELLI L'abbiamo tutti!
IL PREFETTO M no, mi pare che in voi, anzi, non l'abbiate! Come vi confesso che non l'ho neppure io, da un altro canto....
- E lei, Laudisi?
LAUDISI Mi scusi, signor Prefetto.
Io ho promesso a mio cognato di non parlare.
AGAZZI (scattando) Ma va' là, che dici! Se ti domanda....
- Gli avevo detto di non parlare, sai perché? Si diverte da due giorni a intorbidare peggio le acque!
LAUDISI Non lo creda, signor Prefetto.
Io ho fatto di tutto, invece, per rischiararle, le acque.
SIRELLI Già! Sa come? Sostenendo che non è possibile scoprire la verità, e ora facendo sorgere il dubbio che in casa del signor Ponza non ci sia una donna, ma un fantasma!
IL PREFETTO (godendoci) Come! come! Oh bella!
AGAZZI Per carità! Lo comprendi: è inutile dare ascolto a lui!
LAUDISI Eppure, signor Prefetto, lei è stato invitato a venire qua, per me!
IL PREFETTO Pensa anche lei che farei bene a parlare con la signora qua accanto?
LAUDISI No, per carità! Lei fa benissimo a stare a ciò che le dice il signor Ponza!
IL PREFETTO Ah, bene! Perché crede anche lei che il signor Ponza...?
LAUDISI (subito) No.
Come vorrei che tutti qua stessero a ciò che dice la signora Frola, signor Prefetto - e la facessero finita!
AGAZZI Hai capito? Ti pare un ragi
...
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