COSI' E' (SE VI PARE), di Luigi Pirandello - pagina 5
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AMALIA E saremo ricevute?
AGAZZI Oh Dio, direi....
DINA Restituiamo la visita....
AMALIA Ma se lui non vuol permettere che la signora ne faccia e ne riceva?
SIRELLI Prima sì....
perché ancora non si sapeva niente.
Ma ormai che la signora, costretta, ha parlato, spiegando a modo suo la ragione del suo ritegno....
SIGNORA SIRELLI Forse avrà piacere, anzi, di parlarci della figliuola....
DINA È così affabile! - Ah, per me non c è dubbio, sapete : il pazzo è lui !
AGAZZI Non precipitiamo il giudizio.
- Dunque, statemi a sentire.
Guarda l'orologio.
Vi tratterrete poco, un quarto d'ora, non più.
SIRELLI (alla moglie) Per carità, sta' attenta!
SIGNORA SIRELLI E perché dici a me?
SIRELLI Se ti metti a parlare....
DINA (per prevenire una lite fra i due) Un quarto d'ora, un quarto d'ora; starò attenta io.
AGAZZI Io arrivo alla Prefettura, e sarò qui di ritorno alle undici.
Fra una ventina di minuti.
SIRELLI E io?
AGAZZI Aspetta.
Alle donne.
Con una scusa, un poco prima, voi indurrete la signora Frola a venire qua.
AMALIA E che....
che scusa?
AGAZZI Una scusa qualunque! La troverete conversando....
Manca a voi? C'è Dina, c'è la signora....
- Entrerete, s intende, nel salotto.
Si reca all'uscio a sinistra e lo apre bene, scostando la tenda .
Quest'uscio deve restare così - bene aperto - così! per modo che di qua vi si senta parlare.
- Io lascio sulla scrivania queste carte, che dovrei portare con me.
È una pratica d'ufficio preparata apposta per il signor Ponza.
Fingo di scordarmela, e con questo pretesto me lo conduco qua.
Allora...
SIRELLI Scusa, ma io quando devo venire?
AGAZZI Qualche minuto dopo le undici, tu - quando già le signore saranno nel salotto, e io qua con lui.
Vieni per prendere la tua signora.
Ti fai introdurre da me.
Io allora le inviterò tutte a favorire qua da noi ....
LAUDISI (subito) E la verità sarà scoperta!
DINA Ma scusa, zietto, quando saranno tutt'e due di fronte....
AGAZZI Non gli date retta! Andate, andate....
Non c'è tempo da perdere!
SIGNORA SIRELLI Andiamo, sì, andiamo.
Io neanche lo saluto!
LAUDISI Ecco, mi saluto per lei, signora!
Si stringe una mano con l'altra.
Buona fortuna!
Via Amalia, Dina e la Signora Sirelli.
AGAZZI (a Sirelli) Andiamo anche noi, eh? Subito....
SIRELLI Sì, andiamo.
Addio, Lamberto.
LAUDISI Addio, addio....
Agazzi e Sirelli, via.
SCENA TERZA
LAUDISI solo, poi il CAMERIERE
LAUDISI (Va un po' in giro per lo studio, sogghignando tra sé e tentennando il capo; poi si ferma davanti al grande specchio su la mensola del camino, guarda la propria immagine e parla con essa) Eccoti qua....
La saluta con due dita, strizzando furbescamente un occhio, e sghigna.
Eh caro....
Chi è il pazzo di noi due?
Alza una mano con l'indice appuntato contro la sua immagine che, a sua volta, appunta l'indice contro di lui.
Sghigna ancora, poi.
Eh, lo so: io dico: tu - e tu dici: io! - Tu! tu! - E già, io...- Va' là, che così a tu per tu, ci conosciamo bene noi due! - Il guajo è che come ti vedo io, non ti vedono gli altri! E allora, caro mio, che diventi tu? Dico per me che, qua di fronte a te, mi vedo e mi tocco - tu, per come ti vedono gli altri - che diventi? - Un fantasma, caro, un fantasma! - Eppure, vedi questi pazzi? Senza badare al fantasma che portano con sé, in sé stessi, vanno correndo, pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui! E credono che sia una cosa diversa....
Il cameriere, entrato, resta sbalordito a sentir le ultime parole del Laudisi allo specchio.
Poi chiama
CAMERIERE Signor Lamberto....
LAUDISI Eh?
CAMERIERE Ci sono due signore.
La signora Cini e un'altra....
LAUDISI Vogliono me?
CAMERIERE Hanno chiesto della signora.
Ho detto che si trovava a visita dalla signora qua accanto, e allora....
LAUDISI Ebbene?
CAMERIERE Si sono guardate negli occhi, poi hanno detto: - "Ah sì? ah sì?" - e m'hanno domandato, se non c'era proprio nessuno in casa.
LAUDISI Tu avrai risposto che non c'era nessuno....
CAMERIERE Ho risposto che c'era lei.
LAUDISI Io? No.
- Quello che conoscono loro, se mai!
CAMERIERE Come dice?
LAUDISI Ma scusa, ti pare lo stesso?
CAMERIERE Non capisco.
LAUDISI Con chi stai parlando tu?
CAMERIERE Come....
con chi sto parlando ?....
Con lei....
LAUDISI E sei proprio sicuro che io sia lo stesso di quello che chiedono codeste signore?
CAMERIERE Ma....
non saprei....
Hanno detto il fratello della signora....
LAUDISI Caro! Ah....
- Eh sì, allora sono io, va bene....- Falle entrare, falle entrare....
II cameriere si ritira
SCENA QUARTA
DETTO la SIGNORA CINI, la SIGNORA NENNI.
SIGNORA CINI Permesso?
LAUDISI Avanti, avanti, signora....
SIGNORA CINI M'hanno detto che la signora non c'è.
Io avevo portato con me la mia amica signora Nenni
La presenta: è una vecchia più goffa e smorfiosa di lei, piena anch'essa di cupida curiosità, ma guardinga, sgomenta:
che aveva tanto desiderio di conoscere la signora....
LAUDISI (subito) Frola?
SIGNORA CINI No, sua sorella!
LAUDISI Oh, verrà, sarà qui tra poco.
Anche la signora Frola.
S'accomodino, prego.
C'è anche la signora Sirelli.
SIGNORA CINI Già lo sapevamo....
LAUDISI Tutto concertato.
Sarà una scena interessantissima.
Tra poco, alle undici.
Sì.
SIGNORA CINI Hanno concertato....
che cosa?
LAUDISI (misterioso, prima con un gesto delle dita, poi, con la voce) L'incontro.
Gesto d'ammirazione, poi:
Un'idea grande!
SIGNORA CINI Che...
che incontro?
LAUDISI Dei due.
Prima, lui qua.
SIGNORA CINI Il signor Ponza?
LAUDISI E lei là....
Indica il salotto.
SIGNORA CINI La signora Frola?
LAUDISI Sissignora.
Daccapo, prima con un gesto espressivo della mano, poi con la voce.
Ma poi, tutti qua.
Un'idea grande!
SIGNORA CINI Per venire a scoprire....
LAUDISI (subito) La verità! Ma già s'è scoperta, sa? Si tratta adesso di smascherarla.
SIGNORA CINI (con sorpresa e vivissima ansia) Ah! s'è scoperta? E chi è? Chi è dei due? chi è?
LAUDISI Vediamo un po'.
Indovini.
Lei chi dice?
SIGNORA CINI (gongolante, esitante).
Ma....
io....
ecco....
LAUDISI Lei o lui? Non saprebbe? Vediamo....
Coraggio!
SIGNORA CINI Io...
io lui dico....
LAUDISI ( la guarda un po'.
Poi: ) È lui!
SIGNORA CINI Sì? Ah! Ecco! ecco! Ma sì! Era evidente!
SIGNORA NENNI Tutte, tutte lo dicevamo, noi donne!
SIGNORA CINI E come, come s'è scoperto? Son venute fuori prove, è vero? atti....
SIGNORA NENNI Per mezzo della Prefettura, eh? Lo dicevamo! Non era possibile che non si scoprisse!
LAUDISI (fa segno con le mani d'accostarsi di più a lui: poi dice loro piano, con tono di mistero, quasi pesando le sillabe) L'atto del secondo matrimonio.
SIGNORA CINI (stordita, interdetta) Del secondo?
SIGNORA NENNI (stordita, interdetta) Come, come? Del secondo matrimonio?
SIGNORA CINI Ma allora....
allora ha ragione lui?
LAUDISI Eh....
i dati di fatto, signore mie! L'atto del secondo matrimonio - a quanto pare - parla chiaro.
SIGNORA NENNI Ma allora la pazza è lei!
LAUDISI E già! Parrebbe lei....
SIGNORA CINI Ma come? Aveva detto lui!
LAUDISI Sì.
Ma perché l'atto, signora mia, può essere benissimo - come ha assicurato la signora Frola - un atto simulato, messo su con l'ajuto degli amici per secondare in lui la fissazione che la moglie non fosse più quella, ma un'altra.
SIGNORA CINI Ah, ma allora un atto....
così, senza valore?...
LAUDISI Cioè, cioè....
Con quel valore, signora, con quel valore che ognuno gli vuol dare! Non ci sono, scusi, anche le letterine che la signora Frola dice di ricevere ogni giorno dalla figliuola per mezzo del panierino, là, nel cortile? Ci sono queste letterine, è vero?
SIGNORA CINI Sì, ebbene?
LAUDISI Ebbene: documenti, signora! Documenti, anche queste letterine! Ma secondo il valore che lei vuol dar loro! Viene il signor Ponza e dice che sono finte, fatte per secondare la fissazione della signora Frola.
SIGNORA CINI Ma, allora, oh Dio! di certo non si sa niente....
LAUDISI Come niente, come niente, scusi....
non esageriamo! I giorni della settimana, quanti sono? Sette: lunedì, martedì, mercoledì....
E i mesi dell'anno? Dodici: gennajo, febbrajo, marzo....
SIGNORA CINI Ah, abbiamo capito! Lei vuole scherzare....
SCENA QUINTA
DETTI e DINA
DINA (sopravviene di corsa dall'uscio in fondo) Zietto, per favore....
Si arresta vedendo la signora Cini.
Oh, signora, lei qui?...
SIGNORA CINI Sì, ero venuta....
LAUDISI Con la signora Cenni....
SIGNORA NENNI No, Nenni, prego....
LAUDISI Nenni, già....
Che ha tanto desiderio di conoscere la signora Frola.
SIGNORA NENNI Ma, no....
scusi....
SIGNORA CINI Seguita a burlarsi di noi!...
Se sapesse, signorina, come ci ha burlate....
DINA È tanto cattivo, in questo momento, anche con tutti noi, sa? Abbiano pazienza un pochino....
Non ho più bisogno di niente.
Vado a dire alla mamma che ci sono qua loro e questo basterà....
Ah zio, se la sentissi....
È un tesorino di vecchietta....
come parla!...
che bontà!...
Ci ha mostrate tutte le letterine della figliuola.
SIGNORA CINI Già....
ma....
se, come ci stava dicendo il signor Laudisi....
DINA E che ne sa lui? Non le ha mica lette lui!
SIGNORA NENNI Non possono esser finte?
DINA Ma che finte! Sono così chiare, evidenti! Può mai ingannarsi una madre su le espressioni della propria figliuola! L'ultima letterina, di jeri....
S'interrompe, udendo nel salotto accanto, attraverso l'uscio rimasto aperto, rumor di voci.
Ah, eccole....
sono qua, sono qua senz'altro!
Va a l'uscio e guarda.
SIGNORA CINI (correndole appresso) Con lei? con lei?
DINA Sì, vengano, vengano....
Bisogna che stiamo tutte nel salotto....
Sono già le undici, zio?
SCENA SESTA
DETTI, la signora AMALIA
AMALIA (sopravvenendo agitata dall'uscio a sinistra) Se se ne potesse fare a meno! Non c'è più assolutamente bisogno di prove!
DINA Ma già! Ci pensavo, sì, è inutile!
AMALIA (salutando in fretta, costernata, la signora Cini) Cara signora....
SIGNORA CINI (presentando la signora Nenni) La signora Nenni, ch'era venuta con me ....
AMALIA (salutando in fretta, costernata, la signora Nenni) Piacere, signora....
Poi:
Non c'è più dubbio! È lui!
SIGNORA CINI È lui, è vero? è lui?
DINA Perché quest'inganno, alla povera signora?
AMALIA Un tradimento!
LAUDISI Ma sì! È indegno, è indegno, avete ragione! Tanto più che comincia a parermi evidente che dev'esser lei!
AMALIA Lei? Come! Che dici?
LAUDISI Lei, lei, lei....
AMALIA Ma va' là! Se tu la sentissi parlare!
DINA Ne siamo ormai così sicure noi!
SIGNORA CINI e SIGNORA NENNI (gongolanti) Sì? sì, eh?
LAUDISI Ma appunto perché ne siete così sicure vojaltre: dev'esser lei!
DINA Andiamo, via, andiamo di là; non lo vedete che lo fa apposta?
AMALIA Andiamo, sì, andiamo, signore....
Davanti all'uscio a sinistra.
Favoriscano, prego....
Via la signora Cini, la signora Nenni, Amalia.
Dina fa per uscire anche lei.
LAUDISI (chiamandola a sé) Dina!
DINA Non ti voglio dare ascolto! No! no!
LAUDISI Richiudi codesto uscio, se, ormai, la prova è inutile.
DINA E il babbo? L'ha lasciato lui così aperto....
Sta per venire con quell'altro.
Se lo trova chiuso....
Sai com'è, il babbo....
LAUDISI Ma lo persuaderete voi....
tu, specialmente....che non ce n'era più bisogno.
Non ne sei convinta tu?
DINA Convintissima!
LAUDISI (con sorriso di sfida) E chiudi allora!
DINA Tu vorresti pigliarti il piacere di vedermi dubitare ancora.
Non chiudo.
Ma solo per il babbo.
LAUDISI (con sorriso di sfida) Vuoi che chiuda io?
DINA Su la tua responsabilità!
LAUDISI Ma io non ho acquistato come te la certezza che il pazzo sia lui.
DINA E tu vieni; sentila parlare! Vedrai che l'acquisterai anche tu, senza dubbio.
Vieni?
LAUDISI Sì, vengo.
E posso chiudere, sai? Su la mia responsabilità.
DINA Ah, vedi? Anche prima di sentirla!
LAUDISI No, cara.
Perché son sicuro che tuo padre, a quest'ora, pensa anche lui, come vojaltre, che questa prova è inutile.
DINA Ne sei sicuro?
LAUDISI Ma sì! Sta parlando con lui! Avrà acquistato senza dubbio la certezza che la pazza è lei.
S'appressa all'uscio risolutamente.
Chiudo.
DINA (subito trattenendolo) No.
Poi, interdetta:
Scusa....
se pensi così....
lasciamolo aperto....
LAUDISI (ride al suo solito) Ah ah ah....
vedi?
DINA Io dico per il babbo!
LAUDISI E il babbo dirà per voi....
Lasciamolo aperto....
Si sente sonare nel salotto accanto, sul pianoforte, un'antica aria piena di dolce e mesta grazia, della Povera Nina del Pergolesi.
DINA Ah, è lei....
senti? suona! suona lei!
LAUDISI La vecchietta?
DINA Sì, ci ha detto che la figliuola, prima, la sonava sempre, questa vecchia aria...
Senti con quanta dolcezza la suona?...
Andiamo, andiamo....
Escono tutt'e due per l'uscio a sinistra.
SCENA SETTIMA
AGAZZI, il SIGNOR PONZA, poi SIRELLI
La scena, appena usciti Laudisi e Dina, resta vuota per un pezzo.
Seguita dall'interno il suono del pianoforte.
Il signor Ponza, entrando per l'uscio in fondo col consigliere Agazzi, udendo le note, si turba profondamente, e il suo turbamento andrà a mano a mano crescendo durante la scena.
AGAZZI (davanti all'uscio in fondo) Passi, passi, prego....
Fa entrare il signor Ponza, poi entra lui e si dirige alla scrivania per prendere le carte che ha finto di dimenticarsi lassù.
Ecco, devo averle lasciate qua....
S'accomodi, prego....
Il signor Ponza resta in piedi, guardando con agitazione verso il salotto, donde viene il suono del pianoforte.
Eccole qua....
Prende le carte e s'appressa al signor Ponza sfogliandole.
È una vecchia pratica....
una contesa, come le dicevo, aggrovigliata, aggrovigliata e molto seria, che si trascina da anni....
Si volta anche lui a guardare verso il salotto, urtato dal suono del pianoforte.
Ma questa musica....
Giusto ora!...
Fa un gesto di dispetto, nel voltarsi, come per dire tra sé: Che stupide!
Chi suona?
Si fa a guardare, attraverso l'uscio, nel salotto, scorge al pianoforte la signora Frola, fa un atto di meraviglia.
Ah!...
PONZA (appressandoglisi, convulso) In nome di Dio, è lei? suona lei?...
AGAZZI Sì...
È sua suocera...
Come suona bene!...
PONZA Ma come? Se la sono portata qua, di nuovo? E la fanno sonare ?...
AGAZZI Perché no, scusi?...
che male?
PONZA Ma no, per carità!...
Questa musica!...
È quella della sua figliuola!
AGAZZI Ah....
forse fa male a lei?
PONZA Non a me! non a me! Fa male a lei....
un male incalcolabile!...
Ma scusi, signor consigliere, io ho pur detto a lei, alle signore, le condizioni di quella povera disgraziata!...
AGAZZI (procurando di calmarlo nell'agitazione sempre crescente) Sì, sì...
ma veda....
PONZA (seguitando) Che dev'essere lasciata in pace! Che non può ricever visite, né farne! So io solo come si deve trattare con lei! La rovinano! la rovinano!
AGAZZI Ma no, creda....
Le mie donne sapranno bene anche loro....
S'interrompe improvvisamente al cessare della musica nel salotto, da cui viene ora un coro d'approvazioni.
Ecco, guardi....
può ascoltare....
Dall'interno giungono, spiccatamente, queste battute di dialogo:
DINA Ma lei suona ancora meravigliosamente, signora!
SIGNORA FROLA Io? Eh....
la mia Lina! dovrebbe sentire la mia Lina, come la suona!...
PONZA (fremendo, strizzandosi le mani) La sua Lina!...
la sua Lina!
AGAZZI La figliuola.
PONZA Ma sente? dice suona! dice suona!
Di nuovo, dall'interno, spiccatamente:
SIGNORA FROLA Eh, no, non può, non può più sonare, da allora! E forse è questo il suo maggior dolore, poverina !
AGAZZI Mi sembra naturale....
La crede ancora viva....
PONZA Ma non le si deve far dire così! Non deve....
non deve dirlo....
Ha sentito? Da allora....
Ha detto, da allora....
Per quel pianoforte....
certo!...
Lei non sa....
Per il pianoforte della povera morta...
Ma Dio mio, Dio mio....
loro mi vogliono daccapo rovinare....
Sopravviene a questo punto Sirelli, il quale, udendo le ultime parole del Ponza e notandone l'estrema esasperazione, resta come basito.
Agazzi, anche lui sbigottito, gli fa cenno di appressarsi.
AGAZZI Ma no....
ma perché, scusi....
A Sirelli.
Ti prego, fa' venire qua le signore....
Sirelli, tenendosi al largo, si fa all'uscio a sinistra e chiama le signore.
PONZA Le signore? Qua....
No, no....
Piuttosto....
SCENA OTTAVA
La SIGNORA FROLA, la SIGNORA AMALIA, la SIGNORA SIRELLI, DINA, la SIGNORA CINI la SIGNORA NENNI, LAUDISI, DETTI.
Le signore, al cenno di Sirelli pieno di sbigottimento, entrano, sgomente.
La signora Frola, scorgendo il genero in quello stato d'orgasmo, se n'atterrisce.
Investita da lui con estrema violenza durante la scena seguente, farà, di tratto in tratto, con gli occhi, alle signore cenni espressivi d'intelligenza.
La scena si svolgerà rapida, concitata e violentissima.
PONZA Lei, qua? Come qua? Che è venuta a fare qua?
SIGNORA FROLA Ero venuta, abbi pazienza....
PONZA È venuta qua a dire...
- Che ha detto? che ha detto a queste signore?
SIGNORA FROLA Niente....
ti giuro....
Niente....
PONZA Niente? Come niente? Ho sentito io!...
Ha sentito qua con me questo signore! Lei ha detto suona! Chi suona! Lina suona? Lei lo sa bene che è morta da quattro anni la sua figliuola!
SIGNORA FROLA Ma sì!...
caro, calmati....
sì....
sì....
PONZA "E non può più sonare da allora!" Sicuro che non può più sonare da allora! Come vuole che suoni, se è morta?
SIGNORA FROLA Ma certo, sì! E non l'ho detto, signore mie? L'ho detto, che non può più, da allora....
Certo! se è morta....
PONZA E perché pensa ancora a quel pianoforte, dunque?
SIGNORA FROLA No, no, non ci penso più!
PONZA L'ho sfasciato io! Lei lo sa! Quando la sua figliuola è morta! Per non farlo toccare a quest'altra, che del resto non sa sonare! Lei lo sa che non suona quest'altra....
SIGNORA FROLA Ma se non sa sonare!...
certo!
PONZA E scusi; si chiamava Lina, è vero? la sua figliuola.
Ora dica, dica qua come si chiama la mia seconda moglie! Lo dica qua a tutti, perché lei lo sa bene! - Come si chiama?
SIGNORA FROLA Giulia....
Giulia si chiama!....
- Sì, sì, è vero, signori; si chiama Giulia!
PONZA Giulia si chiama! Non si chiama mica Lina!! E non cerchi di ammiccare lei intanto, dicendo che si chiama Giulia!
SIGNORA FROLA Io? no! Non ho ammiccato....
Ma no!
PONZA Me ne sono accorto! Me ne sono accorto bene! Lei vuole rovinarmi! Vuole dare a intendere a questi signori che io voglia tenermi ancora tutta per me la sua figliuola, come se non fosse morta....
Rompe in spaventosi singhiozzi.
Come se non fosse morta!
SIGNORA FROLA (subito con infinita dolcezza e umiltà, accorrendo a lui) Io....
no, no....
figliuolo mio caro, càlmati per carità....
Io non ho detto mai questo....
- È vero? è vero, signore?
AMALIA, SIGNORA SIRELLI, DINA Ma sì....
sì....
- Non lo ha detto mai! - Ha detto che è morta!
SIGNORA FROLA È vero? -Che è morta, ho detto!...
- Come no? E che tu sei tanto buono per me....
è vero? è vero?....
Io, rovinarti? - Io, comprometterti?
PONZA E va cercando nelle case il pianoforte degli altri? per farci le sonatine della sua figliuola, e andar dicendo che Lina le suona così, e meglio di così?
SIGNORA FROLA No....
è stato....
è stato così....
tanto....
tanto per provare...
PONZA Lei non può! Lei non deve! Come le può venire in mente di sonare ancora ciò che sonava la sua figliuola morta?
SIGNORA FROLA Hai ragione....
sì, ah poverino....
poverino!
Intenerita, si mette a piangere.
Non lo farò più!...
non lo farò più!
PONZA (investendola davvicino) Vada! vada via! vada via!
SIGNORA FROLA Sì....
sì....
vado, vado....
Oh Dio!...
Fa cenni supplichevoli a tutti, arretrando, di aver riguardo al genero, e si ritira piangendo.
SCENA NONA
DETTI, meno la SIGNORA FROLA
Restano tutti compresi di pietà e terrore a mirare il signor Ponza.
Ma subito, questi, appena uscita la suocera, riprende la sua aria normale, di cupa affannata tristezza e dice con profonda commozione:
PONZA Chiedo scusa a lor signori di questo triste spettacolo che ho dovuto dar loro per rimediare al male che, senza volerlo, senza saperlo, con la loro pietà, fanno a questa infelice....
AGAZZI (stupito) Ma come....
lei ha finto?
PONZA Per forza, signori! E non intendono che l'unico mezzo è questo, per tenerla nella sua illusione, che io le gridi così la verità, come se fosse una mia pazzia? - Mi perdonino, e mi permettano: bisogna che io corra ora da lei....
Via di fretta per l'uscio comune.
Restano tutti, di nuovo, sbalorditi.
Un silenzio.
LAUDISI (facendosi in mezzo) Ed ecco, signori, scoperta la verità!
Scoppia a ridere.
Ah! ah! ah! ah!
Tela
ATTO TERZO
La stessa scena del secondo atto.
SCENA PRIMA
LAUDISI, CAMERIERE, il commissario CENTURI.
Laudisi è sdrajato su una poltrona e legge.
Attraverso l'uscio a sinistra che dà nel salotto, giunge il rumore confuso di molte voci.
Il cameriere, dall'uscio in fondo, dà il passo al commissario Centuri.
CAMERIERE Favorisca qua.
Vado ad avvertire il signor Commendatore.
LAUDISI (voltandosi e scorgendo il Centuri) Oh, il signor Commissario!
Si alza in fretta e richiama il cameriere che sta per uscire.
Ps! Aspetta.
A Centuri.
Notizie?
CENTURI (alto, rigido, aggrondato, sui quarant'anni) Sissignore.
LAUDISI Ah bene!
Al cameriere.
Lascia.
Lo chiamerò io di qua, mio cognato.
Indica, con una mossa del capo, l'uscio a sinistra.
Il cameriere s'inchina, e via.
Lei ha fatto il miracolo! Salva una città! Sente? sente come gridano? Ebbene: notizie certe?
CENTURI Di persone che si son potute rintracciare....
LAUDISI - del paese del signor Ponza? Persone che sanno?
CENTURI Sissignore.
Alcuni dati, non molti, ma sicuri.
LAUDISI Ah, bene! bene! Per esempio?
CENTURI Per esempio....
ecco, ho qua le....
le comunicazioni che mi sono state trasmesse.
Trae dalla tasca interna della giacca una busta gialla aperta con un foglio dentro e la porge a Laudisi.
LAUDISI Vediamo....
vediamo....
Cava il foglio dalla busta e si mette a leggerlo con gli occhi, intercalando di tratto in tratto, con diversi toni, degli ah! e degli eh!: prima un ah! di compiacimento, poi un altro ah! che l'attenua di molto; poi un eh! quasi commiserativo, infine un altro eh! di piena disillusione.
Ma no! E che c'è di certo qua, signor Commissario?
CENTURI Tutto quello che s'è potuto sapere.
LAUDISI Ma niente, lei lo capisce! Tutti i dubbii sussistono.
Niente di sicuro.
Lo guarda; poi, con risoluzione improvvisa:
Vuol fare un bene davvero, signor Commissario? Vuol rendere un segnalato servizio alla cittadinanza, di cui Dio certamente le darà merito?
CENTURI (guardandolo perplesso) E che vuole che faccia?
LAUDISI Ecco, guardi.
Segga lì.
Indica la scrivania.
Strappi questo mezzo foglio d'informazioni che non dicono nulla; e qua, sull'altro mezzo, scriva qualche informazione precisa!
CENTURI Io? Come? Che informazione?
LAUDISI Ma una qualunque, a suo piacere, purché sia precisa! Che è la signora Frola, per esempio! Oppure, se le piace meglio, che è stata una finzione il secondo matrimonio del signor Ponza!...
CENTURI Ma come? Che dice mai, signor Laudisi? Io?
LAUDISI (incalzando) A nome di questi due stessi signori che si son potuti rintracciare! - Per il bene di tutti! Per ridar la tranquillità a tutto il paese! Sia superiore! - Non vede? Vogliono una verità, così....
esteriore, non importa quale, purché sia categorica - e si quieterebbero!
CENTURI Ma che verità, scusi! Vuole che faccia un falso? Mi fa meraviglia che lei osi propormelo? E dico meraviglia per non dire altro....
- Mi faccia il piacere d'annunziarmi al signor Consigliere.
LAUDISI (apre le braccia desolato) La servo subito.
S'avvia all'uscio a sinistra.
Apre l'uscio a sinistra e subito si fanno sentire più alte le grida confuse.
Appena Laudisi varca la soglia, le grida però cessano d'un tratto.
Il commissario Centuri, nell'attesa, fiero, soddisfatto, si carezza la punta di un baffo.
Ma all'improvviso le grida prorompono di nuovo altissime, giulive ora, miste a battimani.
Il commissario Centuri si scuote, si turba, non sapendo che pensarne.
SCENA SECONDA
DETTO, AGAZZI, SIRELLI, LAUDISI, la SIGNORA AMALIA, DINA, la SIGNORA SIRELLI, la SIGNORA CINI, la SIGNORA NENNI, molti altri signori e signore.
Entrano tutti per l'uscio a sinistra, con Agazzi alla testa, accesi, esultanti, battendo le mani e gridando: Bravo! bravo!
AGAZZI (con le mani protese) Caro Centuri! Lo volevo dire io! Non era possibile che lei non RIUSCISSE!
TUTTI Bravo! Bravo! Vediamo! vediamo! Le prove, subito! Chi è? chi è?
CENTURI (stupito, frastornato, smarrito) Ma no....
ecco....
io, signor Consigliere....
AGAZZI Signori, per carità! Piano!
CENTURI Ho fatto di tutto....
sì....
Ma....
non so che ha potuto dir loro il signor Laudisi....
AGAZZI Che lei ci reca notizie certe!
SIRELLI Dati precisi!
LAUDISI (forte, risoluto, prevenendo) Non molti, sì, ma precisi! Di persone che si son potute rintracciare! Del paese del signor Ponza! Persone che sanno!
TUTTI Finalmente! Ah, finalmente! finalmente!
CENTURI (porgendo il foglio ad Agazzi) Sì....
ecco, signor Consigliere....
AGAZZI (aprendo il foglio tra la ressa di tutti attorno) Ah, vediamo! vediamo !
CENTURI Ma lei, signor Laudisi....
LAUDISI (subito, forte) Lasci leggere, per carità! Lasci leggere!
AGAZZI Un momento di pazienza, signori....
Ecco....
leggo....
LAUDISI Ma ho già letto io! ho già letto io!
TUTTI (lasciando il consigliere Agazzi e precipitandosi attorno a lui) Ah sì? Ebbene? Ebbene? Che dice? Che si sa? Ci è? Chi è?
LAUDISI (scandendo bene le parole) È certo, indubitabile, per testimonianza d'un compaesano del Signor Ponza, che la signora Frola è stata in una casa di salute!
TUTTI (con rammarico e delusione) Oh!
SIGNORA SIRELLI La signora Frola?
DINA Ma dunque è proprio lei?
AGAZZI Ma no! ma no!
Facendosi avanti, agitando il foglio.
Qua non dice niente affatto così!
SIRELLI Ah, come! Che dice? che dice?
Si agitano tutti.
LAUDISI (tenendo testa) Ma sì! Dice la signora! Dice precisamente la signora!
AGAZZI Nient'affatto! Gli pare, dice questo signore....
Non ne è certo! E non sa, a ogni modo, se la madre o la figlia!
TUTTI (con soddisfazione) Ah !
LAUDISI (tenendo testa) Ma sì! Ma dev'essere lei, la madre, senza dubbio!
SIRELLI Che! É la figlia, signori! La figlia!
SIGNORA SIRELLI come ha detto lei stessa, la signora!
AMALIA Precisamente! Quando la sottrassero di nascosto al marito!
DINA Sì, la signora dice appunto che la figliuola fu chiusa in una casa di salute!
AGAZZI E del resto non è neanche del paese quest'informatore! Dice che ci andava spesso....
che non ricorda bene....
che gli pare d'aver inteso così....
SIRELLI Ah! Notizia per aria, dunque!
LAUDISI Ma scusate tanto, se siete tutti così convinti che la signora Frola ha ragione lei, che andate cercando più? Finitela!
SIRELLI Se non ci fosse il Prefetto che crede a lui! Al signor Ponza, capisci?
CENTURI Sissignore, è vero! II signor Prefetto l'ha detto anche a me!
AGAZZI Ma perché il signor Prefetto non ha parlato ancora con la signora qua accanto!
SIGNORA SIRELLI Sfido! Ha parlato solo con lui!
SIRELLI E del resto, ci son altri qua che credono come il Prefetto!
UN SIGNORE Io, io per esempio, sissignori! Perché so d'un caso simile, io, d'una madre impazzita per la morte della figliuola, la quale crede che il genero non voglia fargliela vedere: tal e quale!
SECONDO SIGNORE C'è in più, no, c'è in più che il genero è rimasto vedovo, oh! Qui almeno, questo, ha una in casa con sé....
LAUDISI (acceso da un subito pensiero) Oh Dio, signori! Avete sentito? Ma eccolo trovato, il bandolo! Dio mio! L'uovo di Colombo....
TUTTI Ma che è? che è?
SECONDO SIGNORE (stordito) Che ho detto? Io non so....
LAUDISI Eh, un po' di pazienza, signori!
Ad Agazzi.
Il Prefetto deve venire qua?
AGAZZI Sì, lo aspettiamo....
Ma che hai trovato?
LAUDISI È inutile che venga qua per parlare con la signora Frola! Finora crede al genero....
Quando avrà parlato con la suocera, non saprà più neanche lui a chi credere dei due! - No, no! Qua bisogna che faccia altro il signor Prefetto.
Una cosa che può fare lui solo!
TUTTI Che cosa? che cosa?
LAUDISI (raggiante) Ma la moglie, scusate! Colei che il signor Ponza ha con sé! Me l'ha suggerito questo signore!
SIRELLI Far parlare la moglie?...
Eh già! Eh già!
DINA Ma come, se è tenuta in carcere quella poveretta?
SIRELLI Bisogna che il Prefetto s'imponga e la faccia parlare!
AMALIA Certo è l'unica che possa dire la verità!
SIGNORA SIRELLI Ma che! Dirà ciò che vuole il marito....
LAUDISI Già! Se dovesse parlare davanti a lui! Certo!
SIRELLI Dovrebbe parlare da sola a solo col Prefetto!
AGAZZI E il Prefetto potrebbe - sicuro! - con la sua autorità, imporre a questo signore la confessione esplicita della moglie a lui.
Sicuro! Sicuro! Non le sembra, Centuri?
CENTURI Eh, senza dubbio....
se il signor Prefetto volesse....
AGAZZI È l'unica veramente! Bisognerebbe avvertirlo, e risparmiargli per ora l'incomodo di venire qua.
Vada, vada lei, caro Centuri.
CENTURI Sissignore.
La riverisco.
Signore, signori.
S'inchina e via.
SIGNORA SIRELLI Ma sì! Bravo Laudisi!
DINA Bravo! bravo zietto! Che bell'idea!
TUTTI - Bravo! bravo! Sì, è l'unica! è l'unica!
AGAZZI Ma già! Come non ci avevamo pensato?
SIRELLI Sfido! Nessuno l'ha mai veduta! Come se non ci fosse, quella poverina!
LAUDISI (come colpito all'improvviso) Oh! Ma scusate....
E siete proprio sicuri che ci sia?
AMALIA Come? Ma Dio mio, Lamberto!
SIRELLI (fingendo di ridere) Vorresti ora metterne anche in dubbio l'esistenza?
LAUDISI Eh, ma chi ve lo dice? chi ve l'assicura?
DINA Ma se c'è la signora che la vede e le parla ogni giorno?
SIGNORA SIRELLI E l'asserisce di lui, anche!
LAUDISI Sì, sì....
Non dico!...
Ma scusate....
- se ci pensate bene: - ha ragione la signora Frola? e allora chi c'è là, per lui? Il fantasma d'una seconda moglie.
O ha ragione lui, il signor Ponza, e allora là, per casa, c'è il fantasma della figliuola! - Tutto sta ora, signori, se questo fantasma per l'uno o per l'altra è poi una persona per sé! Arrivati a questo punto, mi sembra che sia anche il caso di dubitarne!
AGAZZI Ma va' là! Tu vorresti farci impazzire tutti quanti appresso a te!
LAUDISI No, signori, badate, badate che forse in quella casa non c'è altro che un fantasma!
SIGNORA NENNI Oh Dio, mi s'aggricciano, quasi, le carni!
SIGNORA CINI Non so che gusto provi a farci impaurire!
TUTTI Ma che! ma che! Scherza! scherza!
LAUDISI Non scherzo affatto, signori miei! - Chi l'ha veduta? Scusate! Non l'ha mai veduta nessuno! - Ne parla lui; e lo dice lei, la signora Frola, che la vede....
SIRELLI Ma come! Se le s'affaccia, là, dal cortile!
LAUDISI Chi le si affaccia?
SIRELLI Ma una donna! una donna in carne ed ossa, che è stata veduta! e che si può far parlare, perdio!
LAUDISI Ne siete sicuri?
AGAZZI Ma come no? ma come no? Ma se l'hai detto tu stesso, scusa!
LAUDISI Io, sì, se lassù c'è veramente una donna....
una donna qualunque.
Ma badate che una donna qualunque, signori miei, lassù non ci può essere! non c'è! non c'è di certo! Io almeno dubito adesso che ci sia!
SIGNORA SIRELLI Dio mio, davvero vuol farci impazzire tutti quanti!
LAUDISI Eh....
vedremo, vedremo....
TUTTI E chi c'è allora? - Se l'hanno veduta! - Chi c'è? chi c'è? - Se s'affaccia dal balcone!...
SCENA TERZA
DETTI, CENTURI di ritorno.
CENTURI (tra l'agitazione di tutti s'introduce, accaldato, annunziando:) Il signor Prefetto! il signor Prefetto!
AGAZZI Come? Qua? Ma lei?
CENTURI L'ho incontrato per via, ch'era diretto qua, a due passi....
È col signor Ponza!
SIRELLI Ah, con lui?
AGAZZI Oh Dio, no! se viene con lui, entrerà dalla signora qua accanto! Per piacere, Centuri, si metta davanti la porta e lo preghi a nome mio di favorire prima qua da me un momento, come m'aveva promesso.
CENTURI Sissignore, non dubiti.
Vado.
Via di fretta per l'uscio in fondo.
AGAZZI Signori, vi prego di ritirarvi un poco di qua nel salotto....
SIGNORA SIRELLI Glielo dica bene, sa! È l'unica! è l'unica!
AMALIA (davanti all'uscio a sinistra) Avanti, favoriscano, signore....
AGAZZI Tu resta, Sirelli.
E anche tu, Lamberto.
Tutti gli altri, signori e signore, escono per l'uscio a sinistra.
Agazzi a Laudisi:
Ma lascia parlare a me, ti prego!
LAUDISI Per me, figùrati! Se anzi vuoi che me ne vada anch'io....
AGAZZI No no: è meglio che tu ci sia....
- Ah, eccolo qua.
SCENA QUARTA
DETTI, il SIGNOR PREFETTO, CENTURI.
IL PREFETTO (sui sessanta, alto, grasso, aria di bonomia facilona) Caro Agazzi....
Oh, il signor Sirelli....
Caro Laudisi....
Stringe la mano a tutti.
AGAZZI (invitandolo col gesto a sedere) Scusami, se t'ho fatto pregare d'entrare prima da me.
IL PREFETTO Ma no, sarei venuto, come t'avevo promesso....
AGAZZI (scorgendo indietro e ancora in piedi Centuri) Prego, Centuri, venga avanti; segga qua....
IL PREFETTO (bonariamente, a Sirelli) Eh lei, Sirelli - ho saputo! - è uno dei più accesi, dei più inquieti per questo benedetto affare del nostro nuovo segretario....
SIRELLI Oh no, creda, signor Prefetto, tutti siamo inquieti!
AGAZZI È la verità, sì, inquietissimi....
IL PREFETTO Ma perché, ma perché, santo Dio?
AGAZZI Scusami: tu non puoi fartene ancora un'idea chiara! Noi abbiamo qui accanto la signora.
IL PREFETTO Ma sì, ho capito....
SIRELLI No, mi perdoni, signor Prefetto....
Lei non la ha ancora sentita, questa povera signora....
IL PREFETTO Mi recavo appunto da lei.
Ad Agazzi:
Ti avevo promesso che l'avrei fatto qua da te.
Ma il genero stesso è venuto a pregarmi, a implorare la grazia - per far cessare tutte queste chiacchiere - che mi recassi in casa di lei.
Scusate, vi pare che lo avrebbe fatto, se non fosse più che sicuro...?
AGAZZI Ma sfido! Perché davanti a lui, quella poveretta....
SIRELLI (attaccando subito) Dirà come vuol lui, signor Prefetto! E questa è la prova che la pazza non è lei!
AGAZZI Ne abbiamo fatto l'esperimento qua, noi, jeri!
IL PREFETTO Ma sì, caro: perché egli le fa credere che il pazzo sia lui! - Me ne ha prevenuto.
Scusate, come potrebbe illudersi, altrimenti, codesta disgraziata? È un martirio, credete, un martirio per quel pover'uomo!
SIRELLI Già! Se non dà lei, invece, che dà a lui l'illusione di credere che la figliuola sia morta, perché possa star sicuro che la moglie non gli sarà di nuovo sottratta! In questo caso, vede bene, signor Prefetto, il martirio è della signora; non più di lui!
AGAZZI Quando questo dubbio t'è entrato....capisci? E se tu la sentissi parlare - ma da sola - entrerebbe anche in te, stai sicuro!
SIRELLI L'abbiamo tutti!
IL PREFETTO M no, mi pare che in voi, anzi, non l'abbiate! Come vi confesso che non l'ho neppure io, da un altro canto....
- E lei, Laudisi?
LAUDISI Mi scusi, signor Prefetto.
Io ho promesso a mio cognato di non parlare.
AGAZZI (scattando) Ma va' là, che dici! Se ti domanda....
- Gli avevo detto di non parlare, sai perché? Si diverte da due giorni a intorbidare peggio le acque!
LAUDISI Non lo creda, signor Prefetto.
Io ho fatto di tutto, invece, per rischiararle, le acque.
SIRELLI Già! Sa come? Sostenendo che non è possibile scoprire la verità, e ora facendo sorgere il dubbio che in casa del signor Ponza non ci sia una donna, ma un fantasma!
IL PREFETTO (godendoci) Come! come! Oh bella!
AGAZZI Per carità! Lo comprendi: è inutile dare ascolto a lui!
LAUDISI Eppure, signor Prefetto, lei è stato invitato a venire qua, per me!
IL PREFETTO Pensa anche lei che farei bene a parlare con la signora qua accanto?
LAUDISI No, per carità! Lei fa benissimo a stare a ciò che le dice il signor Ponza!
IL PREFETTO Ah, bene! Perché crede anche lei che il signor Ponza...?
LAUDISI (subito) No.
Come vorrei che tutti qua stessero a ciò che dice la signora Frola, signor Prefetto - e la facessero finita!
AGAZZI Hai capito? Ti pare un ragionamento, questo?
IL PREFETTO Permetti?
A Laudisi.
Secondo lei, dunque, si può prestar fede anche a ciò che dice la signora?
LAUDISI Altro che! Perfettamente.
Come a ciò che dice lui !
IL PREFETTO Ma allora, scusi?
SIRELLI Se dicono il contrario!
AGAZZI (irritato, risolutamente) Da' ascolto a me, per favore! Io posso non essere né per l'una né per l'altro.
Può aver ragione lui, può aver ragione lei.
Bisogna venirne a capo! C'è un solo mezzo.
SIRELLI E l'ha suggerito lui appunto!
Indica Laudisi.
IL PREFETTO Ah sì?...
- E dunque!...
Sentiamo....
AGAZZI Poiché ci manca ogni altra prova di fatto, l'unica che ci resti è questa: che tu, con la tua autorità, ottenga la confessione della moglie.
IL PREFETTO Della signora Ponza?
SIRELLI Ma senza la presenza del marito, s'intende!
AGAZZI Perché possa dir la verità!
SIRELLI Se è la figlia della signora, come sembra a noi di dover credere....
AGAZZI O una seconda moglie che si presta a rappresentare la parte della figlia, come dice il signor Ponza....
IL PREFETTO E come io credo senz'altro! - Ma sì! Pare l'unica anche a me.
Quel poverino, credete, non desidera altro che far tacere tutte queste voci.
L'ho trovato così arrendevole....
Ne sarà felicissimo! E voi vi tranquillerete subito, amici miei.
- Mi faccia il favore, Centuri.
II Centuri si alza
Vada a chiamarmi il signor Ponza qua accanto.
Lo preghi a nome mio di venire qua un momento.
CENTURI Vado subito!
S'inchina, e via per l'uscio in fondo.
AGAZZI Eh, se accettasse....
IL PREFETTO Ma vedrai che accetta subito! La faremo finita in un quarto d'ora! Qua, qua davanti a voi stessi....
AGAZZI Come! Qua?
SIRELLI Che voglia portare la moglie qua stesso?
IL PREFETTO Lasciate fare a me! Qua stesso, sì.
Perché, altrimenti - io lo so - tra voi, qua, seguiterete a supporre che io....
AGAZZI Ma no, per carità!
SIRELLI Questo, mai!
IL PREFETTO Andate là.
Sapendomi così sicuro che la ragione sta dalla parte di lui....
- pensereste che per mettere in tacere la cosa, trattandosi d'un pubblico funzionario....
- No no: voglio che ascoltiate anche voi.
Poi, ad Agazzi.
La tua signora?
AGAZZI È di là, con altre signore....
IL PREFETTO Eh....
voi avete stabilito qua un vero quartiere di congiura, eh?
SCENA QUINTA
DETTI, CENTURI, il SIGNOR PONZA
CENTURI Permesso? - Ecco il signor Ponza.
IL PREFETTO Grazie, Centuri.
Il signor Ponza si presenta su la soglia.
Venga, venga avanti, caro Ponza.
Il signor Ponza s'inchina.
AGAZZI S 'accomodi, prego.
Il signor Ponza s'inchina e siede.
IL PREFETTO Lei conosce i signori....
- Sirelli....
II signor Ponza si alza e s'inchina.
AGAZZI Sì, l'ho già presentato.
Mio cognato Laudisi.
Il signor Ponza s'inchina.
IL PREFETTO L'ho fatto chiamare, caro Ponza, per dirle che qua, coi miei amici....
S'interrompe, notando che il signor Ponza a queste prime parole dà a vedere un gran
turbamento e una viva agitazione.
Ha da dire qualche cosa?
PONZA Sì.
Che io intendo, signor Prefetto, di domandare oggi stesso il mio trasferimento.
IL PREFETTO Ma perché? - Scusi....
Come? poc'anzi, così ragionevole, parlava con me....
PONZA Io sono fatto segno qua, signor Prefetto, a una vessazione inaudita!
IL PREFETTO Ma no, via....
non esageriamo....
AGAZZI Vessazione, scusi....
- intende, da parte mia?
PONZA Di tutti.
E me ne vado! Me ne vado, signor Prefetto, perché non posso tollerare quest'inchiesta accanita, feroce, che finirà di compromettere, guasterà irreparabilmente un'opera di carità che mi costa tanta pena e tanti sacrifizii! - Io venero più che una madre quella povera vecchia, e mi sono veduto costretto, qua, jeri, a investirla con la più crudele violenza.
Ora l'ho trovata di là, in tale stato d'avvilimento e d'agitazione....
AGAZZI È strano! Perché la signora, con noi, ha parlato sempre calmissima.
Tutta l'agitazione, invece, l'abbiamo finora notata in lei, signor Ponza, e anche adesso....
PONZA Perché loro non sanno quello che mi stanno facendo soffrire!
IL PREFETTO Via, via....
si calmi, caro Ponza....
Che cos'è? Ci sono qua io! E lei sa con quale fiducia e quanto compatimento io abbia ascoltato le sue ragioni.
Non è così?
PONZA Mi perdoni.
Sì, lei.....
E gliene sono grato, signor Prefetto.
IL PREFETTO Poiché venera come una madre la sua povera suocera, scusi, deve pensare che qua questi signori mostrano tanta curiosità di sapere, appunto perché s'interessano molto della signora....
PONZA Ma la uccidono, signor Prefetto! E l'ho fatto notare!
IL PREFETTO Bene, bene....
Finiranno, appena si sarà chiarito tutto: ora stesso, guardi! Non ci vuol niente.
- Lei ha il mezzo più semplice e più sicuro di levare ogni dubbio a questi signori.
Non a me, perché io non ne ho.
PONZA Ma se non vogliono credermi in nessun modo!
AGAZZI Questo non è vero.
- Quando lei venne qua, dopo la prima visita di sua suocera, a dichiararci ch'era pazza, noi tutti - con meraviglia, ma le abbiamo creduto.
Al Prefetto.
Ma subito dopo, capisci? tornò la suocera....
IL PREFETTO Sì, sì, lo so, me l'hai detto.
Seguiterà rivolgendosi al Ponza.
....a dare quelle ragioni, che lei stesso cerca di tener vive in lei.
Bisogna che abbia pazienza, se un dubbio angoscioso nasce nell'animo di chi ascolta.
Di fronte a ciò che dice sua suocera, questi signori, ecco, non credono d'esser più sicuri di poter potere prestar fede a ciò che dice lei.
Dunque, è chiaro.
Lei e sua suocera - via! tiratevi in disparte per un momento! - Lei è sicuro di dir la verità, come ne sono sicuro io; non può aver nulla in contrario, certo, che sia ripetuta qua, ora, dall'unica persona che possa affermarla, all'infuori di voi due.
PONZA E chi?
IL PREFETTO Ma la sua signora....
PONZA Mia moglie?
Con forza, con sdegno:
Ah, no! Mai, signor Prefetto!
IL PREFETTO E perché no, scusi?
PONZA Portare mia moglie qua a dare soddisfazione a chi non vuol credermi?
IL PREFETTO (pronto) A me ! Scusi....
Può aver difficoltà?
PONZA Ma signor Prefetto....
no! mia moglie, no! Lasciamo stare mia moglie! Si può ben credere a me!
IL PREFETTO Ma mi pare che lei voglia far di tutto per non essere creduto!
AGAZZI Tanto più che ha cercato anche d'impedire in tutti i modi - anche a costo d'un doppio sgarbo a mia moglie e alla mia figliuola - che la suocera venisse qua a parlare....
PONZA Ma che vogliono loro da me? In nome di Dio! Non basta quella disgraziata? vogliono qua anche mia moglie? Signor Prefetto, io non posso sopportare questa violenza! Mia moglie non esce di casa mia! Io non la porto ai piedi di nessuno! Mi basta che mi creda lei! E del resto vado a far subito l'istanza per andar via di qua!
IL PREFETTO Ah, no: scusi! Prima di tutto io non tollero, signor Ponza, che lei assuma codesto tono davanti a un suo superiore e a me, che le ho parlato con tanta cortesia e tanta deferenza.
In secondo luogo le dico che comincia a dar da pensare anche a me codesta sua ostinazione nel rifiutare una prova che le chiedo io e non altri, nel suo stesso interesse, e in cui non vedo nulla di male! - Possiamo bene, io e il mio collega, ricevere una signora....
- o anche, se lei vuole, venire a casa sua....
PONZA Lei dunque mi obbliga?
IL PREFETTO Le ripeto che gliel'ho chiesto nel suo interesse.
Potrei anche chiederglielo come suo superiore!
PONZA Sta bene.
Sta bene.
Quand'è così....
porterò qua mia moglie....
pur di finirla! Ma chi mi garantisce che quella poveretta non la veda?
IL PREFETTO Ah già....
perché sta qui accanto....
AGAZZI (subito) Ma possiamo andar noi in casa della signora....
PONZA Nossignore.
- Io lo dico per loro.
Che non mi si faccia un'altra sorpresa, che avrebbe conseguenze spaventevoli!
AGAZZI Ma no, per carità, che pensa!
IL PREFETTO Se no....
ecco....
a suo comodo potrebbe condurre la signora alla Prefettura.
PONZA No, no - subito, qua....
subito....
Starò io, di là, a guardia di lei.
Vado subito, signor Prefetto, e sarà finita, sarà finita!
Esce sulle furie per l'uscio in fondo.
SCENA SESTA
DETTI, meno il SIGNOR PONZA.
IL PREFETTO Vi confesso che non m'aspettavo da parte sua questa opposizione.
AGAZZI E vedrai che andrà a imporre alla moglie di dire ciò che vuol lui!
IL PREFETTO Ah no! Di questo state tranquilli.
Interrogherò io la signora!
SIRELLI Quest'esasperazione continua, scusi....
IL PREFETTO È la prima volta - che! che! - è la prima volta che lo vedo così....
- Forse l'idea di portare qua la moglie....
SIRELLI Di scarcerarla....
IL PREFETTO Oh, questo, scusi, non c'è bisogno di spiegarlo con la pazzia....
AGAZZI Già....
Dice che la tiene così per paura della suocera....
IL PREFETTO Ma anche se non fosse per questo....
Senz'esser pazzo, scusate, potrebbe esserne geloso!
SIRELLI Fino al punto, di non tenere neppure una donna di servizio? Costringe la moglie a fare in casa tutto da sé....
AGAZZI E va a farsi lui la spesa, ogni mattina....
CENTURI Sissignore, è vero: l'ho visto io! Se la porta in casa con un ragazzotto....
SIRELLI Che fa restare sempre fuori la porta!
IL PREFETTO Oh Dio, signori, via....
l'ha deplorato lui stesso, questo, parlandomene....
LAUDISI Servizio d'informazione inappuntabile!
IL PREFETTO Lo fa per risparmio, Laudisi! Deve tener due case....
SIRELLI Ma no, non diciamo per questo, noi! Scusi, signor Prefetto, crede lei che questa seconda moglie, come lui dice, si sobbarcherebbe a tanto....
AGAZZI (incalzando) Ai più umili servizii di casa!
SIRELLI (seguitando) ....per una che fu suocera di suo marito, e che sarebbe un'estranea per lei?
AGAZZI Via! Via! Non ti par troppo?
IL PREFETTO Troppo, sì....
LAUDISI (interrompendo) Per una seconda moglie qualunque!
IL PREFETTO (subito) Ammettiamolo.
Troppo, sì.
- Ma anche questo però, scusate - se non con la generosità - può spiegarsi ancora benissimo con la gelosia.
E che sia geloso - pazzo o non pazzo - mi pare che non si possa mettere neppure in discussione....
Si ode a questo punto dal salotto un clamore di voci confuse.
AGAZZI Oh....
- e che avviene di là?
SCENA SETTIMA
DETTI, la SIGNORA AMALIA
AMALIA (entra di furia, costernatissima, dall'uscio a sinistra, annunziando) La signora Frola! La signora Frola è qua!
AGAZZI No! Perdio, chi l'ha chiamata?
AMALIA Nessuno! È venuta da sé!
IL PREFETTO No! Per carità! Ora? No! La faccia andar via, signora!
AGAZZI Subito via! Non la fate entrare! Bisogna assolutamente impedirglielo!
SCENA OTTAVA
DETTI, la SIGNORA FROLA, TUTTI GLI ALTRI.
La signora Frola s'introduce tremante, piangente, supplicante, con un fazzoletto in mano, in mezzo
alla ressa degli altri, tutti esagitati.
SIGNORA FROLA Signori miei, per pietà! per pietà! Lo dica lei a tutti, signor Consigliere!
AGAZZI Io le dico, signora, di andar via subito! Perché qua lei, per ora, non può stare!
SIGNORA FROLA (smarrita) E perché? perché?
Alla signora Amalia.
Mi rivolgo a lei, mia buona signora....
AMALIA Ma guardi....
guardi, c'è qua il Prefetto.
SIGNORA FROLA Oh! lei, signor Prefetto! Per pietà! Io volevo venire da lei!
IL PREFETTO No, abbia pazienza, signora! Per ora io non posso darle ascolto.
Bisogna che lei vada!
SIGNORA FROLA Sì, me ne vado! Me ne vado oggi stesso! Me ne parto, signor Prefetto! per sempre me ne parto!
AGAZZI Ma no, in questo momento, sia buona, basta che lei si ritiri.
Mi faccia la grazia! Poi parlerà col signor Prefetto!
SIGNORA FROLA Ma perché?...
Che cos'è? Che cos'è?
AGAZZI Deve tornare subito qua suo genero, ecco! Ha capito?
SIGNORA FROLA Ah! Sì?....
E allora, sì....
sì, mi ritiro....
mi ritiro subito! Volevo dir loro questo soltanto: che per pietà, la finiscano! Loro credono di farmi un bene, così, e mi fanno tanto male! Io sono costretta ad andarmene, così, a partirmene oggi stesso! perché lui sia lasciato in pace! - Ma che vogliono, che vogliono ora qua da lui? Che deve venire a fare qua lui?...
- Oh, signor Prefetto!
IL PREFETTO Niente, signora, stia tranquilla! Stia tranquilla, e se ne vada, per piacere....
AMALIA Via, signora, sì! sia buona!
SIGNORA FROLA Ah Dio, signora mia, loro mi priveranno dell'unico bene, dell'unico conforto che mi restava: vederla almeno da lontano la mia figliuola!
Si mette a piangere.
IL PREFETTO Ma chi glielo dice? Perché? Lei non ha bisogno di partirsene! Le diciamo di ritirarsi ora per un momento.
Stia tranquilla!
SIGNORA FROLA Ma è per lui! per lui, signor Prefetto! Io sono venuta qua a pregare tutti per lui, non per me!
IL PREFETTO Sì, va bene....
E lei può star tranquilla anche per lui, gliel'assicuro io.
Vedrà che ora si accomoderà tutto....
SIGNORA FROLA E come? E come? Li vedo qua tutti accaniti addosso a lui!
IL PREFETTO No, signora! Non è vero! Ci sono qua io per lui! Stia tranquilla!
SIGNORA FROLA Ah! Lei lo crede? Ah, grazie! Vuol dire che lei ha compreso....
IL PREFETTO Sì, sì, signora, io ho compreso....
SIGNORA FROLA E io l'ho detto qua, a tutti questi signori....
È una disgrazia già superata....
veda! su cui non bisogna più ritornare....
IL PREFETTO Sì, va bene, signora....
Se le dico che io ho compreso!
SIGNORA FROLA Ecco, sì, signor Prefetto! Se ci costringe a vivere così - non importa! Non ci fa niente! Perché noi siamo contente....
La mia figliuola è contenta così, e questo mi basta!...
- Ci pensi lei, ci pensi lei....
perché, se no, non mi resta altro che andarmene, proprio! e non vederla più, neanche così da lontano....
Lo lascino in pace, per carità!
A questo punto, tra la ressa si fa un movimento d'ansia e di sgomento, tutti fanno cenni, alcuni guardano verso l'uscio; qualche voce repressa si fa sentire.
VOCI Oh Dio....
Eccola....
Oh Dio....
SIGNORA FROLA (notando lo sgomento, lo scompiglio, geme perplessa, tremante) Che cos'è?...
Che cos'è?
SCENA NONA
DETTI, la SIGNORA PONZA, poi il SIGNOR PONZA.
Tutti si scostano da una parte e dall'altra per dar passo alla signora Ponza che si fa avanti rigida, in gramaglie, col volto nascosto da un fitto velo nero, impenetrabile.
SIGNORA FROLA (cacciando un grido straziante di frenetica gioja ) Ah! Lina....
Lina....
Lina....
E si precipita e s'avvinghia alla donna velata, con l'arsura d'una madre che da anni e anni non abbraccia più la sua figliuola.
Ma contemporaneamente, dall'interno, si odono le grida del signor Ponza che si precipita sulla scena.
PONZA Giulia!...
Giulia!...
Giulia!...
La signora Ponza, alle grida di lui, s'irrigidisce tra le braccia della signora Frola che la cingono.
Il signor Ponza s'accorge della suocera così perdutamente abbracciata alla moglie, e inveisce, furente.
Ah! Questo hanno fatto! L'avevo detto io! Si sono approfittati così, vigliaccamente, della mia buona fede?
SIGNORA PONZA (volgendo il capo velato, quasi con austera solennità, verso il marito) Non temere! - Non temere! Conducila via....
- Andate, andate....
SIGNORA FROLA (si stacca subito, da sé, tutta tremante, umile, dall'abbraccio, e accorre, premurosa, a lui) Sì, sì....
andiamo, caro, andiamo....
andiamo....
E tutti e due abbracciati, carezzandosi a vicenda, tra due diversi pianti, si ritirano.
Silenzio.
Dopo aver seguito con gli occhi fino all'ultimo i due, tutti si rivolgono ora sbigottiti e commossi alla signora velata.
SIGNORA PONZA Che altro possono voler da me, dopo questo, lor signori? Qui c'è una sventura, come vedono, che deve restar nascosta, perché solo così può valere il rimedio che la pietà le ha prestato.
IL PREFETTO (commosso) Ma noi vogliamo, vogliamo rispettar la pietà, signora....
Vorremmo però che lei ci dicesse....
SIGNORA PONZA Che cosa? la verità: è solo questa: che io sono, sì, la figlia della signora Frola, - e la seconda moglie del signor Ponza; sì, e per me nessuna! nessuna!
IL PREFETTO Ah, no, per sé, lei, signora, sarà l'una o l'altra!
SIGNORA PONZA Nossignori.
- Per me, io sono colei che mi si crede!
Guarda, attraverso il velo, tutti, fieramente, e si ritira.
Un silenzio.
LAUDISI Ecco, o signori, come parla la verità!
Volge attorno uno sguardo di sfida derisoria.
Siete contenti?
Scoppia a ridere
Ah! ah! ah! ah!
Tela
...
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