COSI' E' (SE VI PARE), di Luigi Pirandello - pagina 8
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Secondo lei, dunque, si può prestar fede anche a ciò che dice la signora?
LAUDISI Altro che! Perfettamente.
Come a ciò che dice lui !
IL PREFETTO Ma allora, scusi?
SIRELLI Se dicono il contrario!
AGAZZI (irritato, risolutamente) Da' ascolto a me, per favore! Io posso non essere né per l'una né per l'altro.
Può aver ragione lui, può aver ragione lei.
Bisogna venirne a capo! C'è un solo mezzo.
SIRELLI E l'ha suggerito lui appunto!
Indica Laudisi.
IL PREFETTO Ah sì?...
- E dunque!...
Sentiamo....
AGAZZI Poiché ci manca ogni altra prova di fatto, l'unica che ci resti è questa: che tu, con la tua autorità, ottenga la confessione della moglie.
IL PREFETTO Della signora Ponza?
SIRELLI Ma senza la presenza del marito, s'intende!
AGAZZI Perché possa dir la verità!
SIRELLI Se è la figlia della signora, come sembra a noi di dover credere....
AGAZZI O una seconda moglie che si presta a rappresentare la parte della figlia, come dice il signor Ponza....
IL PREFETTO E come io credo senz'altro! - Ma sì! Pare l'unica anche a me.
Quel poverino, credete, non desidera altro che far tacere tutte queste voci.
L'ho trovato così arrendevole....
Ne sarà felicissimo! E voi vi tranquillerete subito, amici miei.
- Mi faccia il favore, Centuri.
II Centuri si alza
Vada a chiamarmi il signor Ponza qua accanto.
Lo preghi a nome mio di venire qua un momento.
CENTURI Vado subito!
S'inchina, e via per l'uscio in fondo.
AGAZZI Eh, se accettasse....
IL PREFETTO Ma vedrai che accetta subito! La faremo finita in un quarto d'ora! Qua, qua davanti a voi stessi....
AGAZZI Come! Qua?
SIRELLI Che voglia portare la moglie qua stesso?
IL PREFETTO Lasciate fare a me! Qua stesso, sì.
Perché, altrimenti - io lo so - tra voi, qua, seguiterete a supporre che io....
AGAZZI Ma no, per carità!
SIRELLI Questo, mai!
IL PREFETTO Andate là.
Sapendomi così sicuro che la ragione sta dalla parte di lui....
- pensereste che per mettere in tacere la cosa, trattandosi d'un pubblico funzionario....
- No no: voglio che ascoltiate anche voi.
Poi, ad Agazzi.
La tua signora?
AGAZZI È di là, con altre signore....
IL PREFETTO Eh....
voi avete stabilito qua un vero quartiere di congiura, eh?
SCENA QUINTA
DETTI, CENTURI, il SIGNOR PONZA
CENTURI Permesso? - Ecco il signor Ponza.
IL PREFETTO Grazie, Centuri.
Il signor Ponza si presenta su la soglia.
Venga, venga avanti, caro Ponza.
Il signor Ponza s'inchina.
AGAZZI S 'accomodi, prego.
Il signor Ponza s'inchina e siede.
IL PREFETTO Lei conosce i signori....
- Sirelli....
II signor Ponza si alza e s'inchina.
AGAZZI Sì, l'ho già presentato.
Mio cognato Laudisi.
Il signor Ponza s'inchina.
IL PREFETTO L'ho fatto chiamare, caro Ponza, per dirle che qua, coi miei amici....
S'interrompe, notando che il signor Ponza a queste prime parole dà a vedere un gran
turbamento e una viva agitazione.
Ha da dire qualche cosa?
PONZA Sì.
Che io intendo, signor Prefetto, di domandare oggi stesso il mio trasferimento.
IL PREFETTO Ma perché? - Scusi....
Come? poc'anzi, così ragionevole, parlava con me....
PONZA Io sono fatto segno qua, signor Prefetto, a una vessazione inaudita!
IL PREFETTO Ma no, via....
non esageriamo....
AGAZZI Vessazione, scusi....
- intende, da parte mia?
PONZA Di tutti.
E me ne vado! Me ne vado, signor Prefetto, perché non posso tollerare quest'inchiesta accanita, feroce, che finirà di compromettere, guasterà irreparabilmente un'opera di carità che mi costa tanta pena e tanti sacrifizii! - Io venero più che una madre quella povera vecchia, e mi sono veduto costretto, qua, jeri, a investirla con la più crudele violenza.
Ora l'ho trovata di là, in tale stato d'avvilimento e d'agitazione....
AGAZZI È strano! Perché la signora, con noi, ha parlato sempre calmissima.
Tutta l'agitazione, invece, l'abbiamo finora notata in lei, signor Ponza, e anche adesso....
PONZA Perché loro non sanno quello che mi stanno facendo soffrire!
IL PREFETTO Via, via....
si calmi, caro Ponza....
Che cos'è? Ci sono qua io! E lei sa con quale fiducia e quanto compatimento io abbia ascoltato le sue ragioni.
Non è così?
PONZA Mi perdoni.
Sì, lei.....
E gliene sono grato, signor Prefetto.
IL PREFETTO Poiché venera come una madre la sua povera suocera, scusi, deve pensare che qua questi signori mostrano tanta curiosità di sapere, appunto perché s'interessano molto della signora....
PONZA Ma la uccidono, signor Prefetto! E l'ho fatto notare!
IL PREFETTO Bene, bene....
Finiranno, appena si sarà chiarito tutto: ora stesso, guardi! Non ci vuol niente.
- Lei ha il mezzo più semplice e più sicuro di levare ogni dubbio a questi signori.
Non a me, perché io non ne ho.
PONZA Ma se non vogliono credermi in nessun modo!
AGAZZI Questo non è vero.
- Quando lei venne qua, dopo la prima visita di sua suocera, a dichiararci ch'era pazza, noi tutti - con meraviglia, ma le abbiamo creduto.
Al Prefetto.
Ma subito dopo, capisci? tornò la suocera....
IL PREFETTO Sì, sì, lo so, me l'hai detto.
Seguiterà rivolgendosi al Ponza.
....a dare quelle ragioni, che lei stesso cerca di tener vive in lei.
Bisogna che abbia pazienza, se un dubbio angoscioso nasce nell'animo di chi ascolta.
Di fronte a ciò che dice sua suocera, questi signori, ecco, non credono d'esser più sicuri di poter potere prestar fede a ciò che dice lei.
Dunque, è chiaro.
Lei e sua suocera - via! tiratevi in disparte per un momento! - Lei è sicuro di dir la verità, come ne sono sicuro io; non può aver nulla in contrario, certo, che sia ripetuta qua, ora, dall'unica persona che possa affermarla, all'infuori di voi due.
PONZA E chi?
IL PREFETTO Ma la sua signora....
PONZA Mia moglie?
Con forza, con sdegno:
Ah, no! Mai, signor Prefetto!
IL PREFETTO E perché no, scusi?
PONZA Portare mia moglie qua a dare soddisfazione a chi non vuol credermi?
IL PREFETTO (pronto) A me ! Scusi....
Può aver difficoltà?
PONZA Ma signor Prefetto....
no! mia moglie, no! Lasciamo stare mia moglie! Si può ben credere a me!
IL PREFETTO Ma mi pare che lei voglia far di tutto per non essere creduto!
AGAZZI Tanto più che ha cercato anche d'impedire in tutti i modi - anche a costo d'un doppio sgarbo a mia moglie e alla mia figliuola - che la suocera venisse qua a parlare....
PONZA Ma che vogliono loro da me? In nome di Dio! Non basta quella disgraziata? vogliono qua anche mia moglie? Signor Prefetto, io non posso sopportare questa violenza! Mia moglie non esce di casa mia! Io non la porto ai piedi di nessuno! Mi basta che mi creda lei! E del resto vado a far subito l'istanza per andar via di qua!
IL PREFETTO Ah, no: scusi! Prima di tutto io non tollero, signor Ponza, che lei assuma codesto tono davanti a un suo superiore e a me, che le ho parlato con tanta cortesia e tanta deferenza.
In secondo luogo le dico che comincia a dar da pensare anche a me codesta sua ostinazione nel rifiutare una prova che le chiedo io e non altri, nel suo stesso interesse, e in cui non vedo nulla di male! - Possiamo bene, io e il mio collega, ricevere una signora....
- o anche, se lei vuole, venire a casa sua....
PONZA Lei dunque mi obbliga?
IL PREFETTO Le ripeto che gliel'ho chiesto nel suo interesse.
Potrei anche chiederglielo come suo superiore!
PONZA Sta bene.
Sta bene.
Quand'è così....
porterò qua mia moglie....
pur di finirla! Ma chi mi garantisce che quella poveretta non la veda?
IL PREFETTO Ah già....
perché sta qui accanto....
AGAZZI (subito) Ma possiamo andar noi in casa della signora....
PONZA Nossignore.
- Io lo dico per loro.
Che non mi si faccia un'altra sorpresa, che avrebbe conseguenze spaventevoli!
AGAZZI Ma no, per carità, che pensa!
IL PREFETTO Se no....
ecco....
a suo comodo potrebbe condurre la signora alla Prefettura.
PONZA No, no - subito, qua....
subito....
Starò io, di là, a guardia di lei.
Vado subito, signor Prefetto, e sarà finita, sarà finita!
Esce sulle furie per l'uscio in fondo.
SCENA SESTA
DETTI, meno il SIGNOR PONZA.
IL PREFETTO Vi confesso che non m'aspettavo da parte sua questa opposizione.
AGAZZI E vedrai che andrà a imporre alla moglie di dire ciò che vuol lui!
IL PREFETTO Ah no! Di questo state tranquilli.
Interrogherò io la signora!
SIRELLI Quest'esasperazione continua, scusi....
IL PREFETTO È la prima volta - che! che! - è la prima volta che lo vedo così....
- Forse l'idea di portare qua la moglie....
SIRELLI Di scarcerarla....
IL PREFETTO Oh, questo, scusi, non c'è bisogno di spiegarlo con la pazzia....
AGAZZI Già....
Dice che la tiene così per paura della suocera....
IL PREFETTO Ma anche se non fosse per questo....
Senz'esser pazzo, scusate, potrebbe esserne geloso!
SIRELLI Fino al punto, di non tenere neppure una donna di servizio? Costringe la moglie a fare in casa tutto da sé....
AGAZZI E va a farsi lui la spesa, ogni mattina....
CENTURI Sissignore, è vero: l'ho visto io! Se la porta in casa con un ragazzotto....
SIRELLI Che fa restare sempre fuori la porta!
IL PREFETTO Oh Dio, signori, via....
l'ha deplorato lui stesso, questo, parlandomene....
LAUDISI Servizio d'informazione inappuntabile!
IL PREFETTO Lo fa per risparmio, Laudisi! Deve tener due case....
SIRELLI Ma no, non diciamo per questo, noi! Scusi, signor Prefetto, crede lei che questa seconda moglie, come lui dice, si sobbarcherebbe a tanto....
AGAZZI (incalzando) Ai più umili servizii di casa!
SIRELLI (seguitando) ....per una che fu suocera di suo marito, e che sarebbe un'estranea per lei?
AGAZZI Via! Via! Non ti par troppo?
IL PREFETTO Troppo, sì....
LAUDISI (interrompendo) Per una seconda moglie qualunque!
IL PREFETTO (subito) Ammettiamolo.
Troppo, sì.
- Ma anche questo però, scusate - se non con la generosità - può spiegarsi ancora benissimo con la gelosia.
E che sia geloso - pazzo o non pazzo - mi pare che non si possa mettere neppure in discussione....
Si ode a questo punto dal salotto un clamore di voci confuse.
AGAZZI Oh....
- e che avviene di là?
SCENA SETTIMA
DETTI, la SIGNORA AMALIA
AMALIA (entra di furia, costernatissima, dall'uscio a sinistra, annunziando) La signora Frola! La signora Frola è qua!
AGAZZI No! Perdio, chi l'ha chiamata?
AMALIA Nessuno! È venuta da sé!
IL PREFETTO No! Per carità! Ora? No! La faccia andar via, signora!
AGAZZI Subito via! Non la fate entrare! Bisogna assolutamente impedirglielo!
SCENA OTTAVA
DETTI, la SIGNORA FROLA, TUTTI GLI ALTRI.
La signora Frola s'introduce tremante, piangente, supplicante, con un fazzoletto in mano, in mezzo
alla ressa degli altri, tutti esagitati.
SIGNORA FROLA Signori miei, per pietà! per pietà! Lo dica lei a tutti, signor Consigliere!
AGAZZI Io le dico, signora, di andar via subito! Perché qua lei, per ora, non può stare!
SIGNORA FROLA (smarrita) E perché? perché?
Alla signora Amalia.
Mi rivolgo a lei, mia buona signora....
AMALIA Ma guardi....
guardi, c'è qua il Prefetto.
SIGNORA FROLA Oh! lei, signor Prefetto! Per pietà! Io volevo venire da lei!
IL PREFETTO No, abbia pazienza, signora! Per ora io non posso darle ascolto.
Bisogna che lei vada!
SIGNORA FROLA Sì, me ne vado! Me ne vado oggi stesso! Me ne parto, signor Prefetto! per sempre me ne parto!
AGAZZI Ma no, in questo momento, sia buona, basta che lei si ritiri.
Mi faccia la grazia! Poi parlerà col signor Prefetto!
SIGNORA FROLA Ma perché?...
Che cos'è? Che cos'è?
AGAZZI Deve tornare subito qua suo genero, ecco! Ha capito?
SIGNORA FROLA Ah! Sì?....
E allora, sì....
sì, mi ritiro....
mi ritiro subito! Volevo dir loro questo soltanto: che per pietà, la finiscano! Loro credono di farmi un bene, così, e mi fanno tanto male! Io sono costretta ad andarmene, così, a partirmene oggi stesso! perché lui sia lasciato in pace! - Ma che vogliono, che vogliono ora qua da lui? Che deve venire a fare qua lui?...
- Oh, signor Prefetto!
IL PREFETTO Niente, signora, stia tranquilla! Stia tranquilla, e se ne vada, per piacere....
AMALIA Via, signora, sì! sia buona!
SIGNORA FROLA Ah Dio, signora mia, loro mi priveranno dell'unico bene, dell'unico conforto che mi restava: vederla almeno da lontano la mia figliuola!
Si mette a piangere.
IL PREFETTO Ma chi glielo dice? Perché? Lei non ha bisogno di partirsene! Le diciamo di ritirarsi ora per un momento.
Stia tranquilla!
SIGNORA FROLA Ma è per lui! per lui, signor Prefetto! Io sono venuta qua a pregare tutti per lui, non per me!
IL PREFETTO Sì, va bene....
E lei può star tranquilla anche per lui, gliel'assicuro io.
Vedrà che ora si accomoderà tutto....
SIGNORA FROLA E come? E come? Li vedo qua tutti accaniti addosso a lui!
IL PREFETTO No, signora! Non è vero! Ci sono qua io per lui! Stia tranquilla!
SIGNORA FROLA Ah! Lei lo crede? Ah, grazie! Vuol dire che lei ha compreso....
IL PREFETTO Sì, sì, signora, io ho compreso....
SIGNORA FROLA E io l'ho detto qua, a tutti questi signori....
È una disgrazia già superata....
veda! su cui non bisogna più ritornare....
IL PREFETTO Sì, va bene, signora....
Se le dico che io ho compreso!
SIGNORA FROLA Ecco, sì, signor Prefetto! Se ci costringe a vivere così - non importa! Non ci fa niente! Perché noi siamo contente....
La mia figliuola è contenta così, e questo mi basta!...
- Ci pensi lei, ci pensi lei....
perché, se no, non mi resta altro che andarmene, proprio! e non vederla più, neanche così da lontano....
Lo lascino in pace, per carità!
A questo punto, tra la ressa si fa un movimento d'ansia e di sgomento, tutti fanno cenni, alcuni guardano verso l'uscio; qualche voce repressa si fa sentire.
VOCI Oh Dio....
Eccola....
Oh Dio....
SIGNORA FROLA (notando lo sgomento, lo scompiglio, geme perplessa, tremante) Che cos'è?...
Che cos'è?
SCENA NONA
DETTI, la SIGNORA PONZA, poi il SIGNOR PONZA.
Tutti si scostano da una parte e dall'altra per dar passo alla signora Ponza che si fa avanti rigida, in gramaglie, col volto nascosto da un fitto velo nero, impenetrabile.
SIGNORA FROLA (cacciando un grido straziante di frenetica gioja ) Ah! Lina....
Lina....
Lina....
E si precipita e s'avvinghia alla donna velata, con l'arsura d'una madre che da anni e anni non abbraccia più la sua figliuola.
Ma contemporaneamente, dall'interno, si odono le grida del signor Ponza che si precipita sulla scena.
PONZA Giulia!...
Giulia!...
Giulia!...
La signora Ponza, alle grida di lui, s'irrigidisce tra le braccia della signora Frola che la cingono.
Il signor Ponza s'accorge della suocera così perdutamente abbracciata alla moglie, e inveisce, furente.
Ah! Questo hanno fatto! L'avevo detto io! Si sono approfittati così, vigliaccamente, della mia buona fede?
SIGNORA PONZA (volgendo il capo velato, quasi con austera solennità, verso il marito) Non temere! - Non temere! Conducila via....
- Andate, andate....
SIGNORA FROLA (si stacca subito, da sé, tutta tremante, umile, dall'abbraccio, e accorre, premurosa, a lui) Sì, sì....
andiamo, caro, andiamo....
andiamo....
E tutti e due abbracciati, carezzandosi a vicenda, tra due diversi pianti, si ritirano.
Silenzio.
Dopo aver seguito con gli occhi fino all'ultimo i due, tutti si rivolgono ora sbigottiti e commossi alla signora velata.
SIGNORA PONZA Che altro possono voler da me, dopo questo, lor signori? Qui c'è una sventura, come vedono, che deve restar nascosta, perché solo così può valere il rimedio che la pietà le ha prestato.
IL PREFETTO (commosso) Ma noi vogliamo, vogliamo rispettar la pietà, signora....
Vorremmo però che lei ci dicesse....
SIGNORA PONZA Che cosa? la verità: è solo questa: che io sono, sì, la figlia della signora Frola, - e la seconda moglie del signor Ponza; sì, e per me nessuna! nessuna!
IL PREFETTO Ah, no, per sé, lei, signora, sarà l'una o l'altra!
SIGNORA PONZA Nossignori.
- Per me, io sono colei che mi si crede!
Guarda, attraverso il velo, tutti, fieramente, e si ritira.
Un silenzio.
LAUDISI Ecco, o signori, come parla la verità!
Volge attorno uno sguardo di sfida derisoria.
Siete contenti?
Scoppia a ridere
Ah! ah! ah! ah!
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