SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE, di Luigi Pirandello - pagina 2
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Il Padre sarà sulla cinquantina: stempiato, ma non calvo, fulvo di pelo, con baffetti folti quasi acchiocciolati attorno alla bocca ancor fresca, aperta spesso a un sorriso incerto e vano.
Pallido, segnatamente nell'ampia fronte; occhi azzurri ovati, lucidissimi e arguti; vestirà calzoni chiari e giacca scura: a volte sarà mellifluo, a volte avrà scatti aspri e duri.
La Madre sarà come atterrita e schiacciata da un peso intollerabile di vergogna e d'avvilimento.
Velata da un fitto crespo vedovile, vestirà umilmente di nero, e quando solleverà il velo, mostrerà un viso non patito, ma come di cera, e terrà sempre gli occhi bassi.
La Figliastra, di diciotto anni, sarà spavalda, quasi impudente.
Bellissima, vestirà a lutto anche lei, ma con vistosa eleganza.
Mostrerà dispetto per l'aria timida, afflitta e quasi smarrita del fratellino, squallido Giovinetto di quattordici anni, vestito anch'egli di nero; e una vivace tenerezza, invece, per la sorellina, Bambina di circa quattro anni, vestita di bianco con una fascia di seta nera alla vita.
Il Figlio, di ventidue anni, alto, quasi irrigidito in un contenuto sdegno per il Padre e in un'accigliata indifferenza per la Madre, porterà un soprabito viola e una lunga fascia verde girata attorno al collo.
L'uscere (col berretto in mano)
Scusi, signor Commendatore.
Il capocomico (di scatto, sgarbato)
Che altro c'è?
L'uscere (timidamente)
Ci sono qua certi signori, che chiedono di lei.
Il Capocomico e gli Attori si volteranno stupiti a guardare dal palcoscenico giù nella sala.
Il capocomico (di nuovo sulle furie)
Ma io qua provo! E sapete bene che durante la prova non deve passar nessuno!
Rivolgendosi in fondo:
Chi sono lor signori? Che cosa vogliono?
Il padre (facendosi avanti, seguito dagli altri, fino a una delle due scalette)
Siamo qua in cerca d'un autore
Il capocomico (fra stordito e irato)
D'un autore? Che autore?
Il padre
D'uno qualunque, signore.
Il capocomico
Ma qui non c'è nessun autore, perché non abbiamo in prova nessuna commedia nuova.
La Figliastra (con gaja vivacità, salendo di furia la scaletta).
Tanto meglio, tanto meglio, allora, signore! Potremmo esser noi la loro commedia nuova.
Qualcuno degli attori (fra i vivaci commenti e le risate degli altri)
Oh, senti, senti!
Il padre (seguendo sul palcoscenico la Figliastra).
Già, ma se non c'è l'autore!
Al Capocomico:
Tranne che non voglia esser lei...
La Madre, con la Bambina per mano, e il Giovinetto saliranno i primi scalini della scaletta e resteranno lì in attesa.
Il Figlio resterà sotto, scontroso.
Il capocomico
Lor signori vogliono scherzare?
Il padre
No, che dice mai, signore! Le portiamo al contrario un dramma doloroso.
La figliastra
E potremmo essere la sua fortuna!
Il capocomico
Ma mi facciano il piacere d'andar via, che non abbiamo tempo da perdere coi pazzi!
Il padre (ferito e mellifluo)
Oh, signore, lei sa bene che la vita è piena d'infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere.
Il capocomico
Ma che diavolo dice?
Il padre
Dico che può stimarsi realmente una pazzia, sissignore, sforzarsi di fare il contrario; cioè, di crearne di verosimili, perché pajano vere.
Ma mi permetta di farle osservare che, se pazzia è, questa è pur l'unica ragione del loro mestiere.
Gli Attori si agiteranno, sdegnati.
Il capocomico (alzandosi e squadrandolo)
Ah sì? Le sembra un mestiere da pazzi, il nostro?
Il padre
Eh, far parer vero quello che non è; senza bisogno, signore: per giuoco...
Non è loro ufficio dar vita sulla scena a personaggi fantasticati?
Il capocomico (subito facendosi voce dello sdegno crescente dei suoi Attori)
Ma io la prego di credere che la professione del comico, caro signore, è una nobilissima professione! Se oggi come oggi i signori commediografi nuovi ci danno da rappresentare stolide commedie e fantocci invece di uomini, sappia che è nostro vanto aver dato vita - qua, su queste tavole - a opere immortali!
Gli Attori, soddisfatti, approveranno e applaudiranno il loro Capocomico.
Il padre (interrompendo e incalzando con foga).
Ecco! benissimo! a esseri vivi, più vivi di quelli che respirano e vestono panni! Meno reali, forse; ma più veri! Siamo dello stessissimo parere!
Gli Attori si guardano tra loro, sbalorditi.
Il direttore
Ma come! Se prima diceva...
Il padre
No, scusi, per lei dicevo, signore, che ci ha gridato di non aver tempo da perdere coi pazzi, mentre nessuno meglio di lei può sapere che la natura si serve da strumento della fantasia umana per proseguire, più alta, la sua opera di creazione.
Il capocomico
Sta bene, sta bene.
Ma che cosa vuol concludere con questo?
Il padre
Niente, signore.
Dimostrarle che si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme: albero o sasso, acqua o farfalla...
o donna.
E che si nasce anche personaggi!
Il capocomico (con finto ironico stupore)
E lei, con codesti signori attorno, è nato personaggio?
Il padre
Appunto, signore.
E vivi, come ci vede.
Il Capocomico e gli Attori scoppieranno a ridere, come per una burla.
Il Padre (ferito)
Mi dispiace che ridano così, perché portiamo in noi, ripeto, un dramma doloroso, come lor signori possono argomentare da questa donna velata di nero.
Così dicendo porgerà la mano alla Madre per aiutarla a salire gli ultimi scalini e, seguitando a tenerla per mano, la condurrà con una certa tragica solennità dall'altra parte del palcoscenico, che s'illuminerà subito di una fantastica luce.
La Bambina e il Giovinetto seguiranno la Madre; poi il Figlio, che si terrà discosto, in fondo; poi la Figliastra, che s'apparterà anche lei sul davanti, appoggiata all'arcoscenico.
Gli Attori, prima stupefatti, poi ammirati di questa evoluzione, scoppieranno in applausi come per uno spettacolo che sia stato loro offerto.
Il capocomico (prima sbalordito, poi sdegnato)
Ma via! Facciano silenzio!
Poi, rivolgendosi ai Personaggi:
E loro si levino! Sgombrino di qua!
Al Direttore di scena:
Perdio, faccia sgombrare!
Il direttore di scena (facendosi avanti, ma poi fermandosi, come trattenuto da uno strano sgomento)
Via! Via!
Il padre (al Capocomico)
Ma no, veda, noi...
Il capocomico (gridando)
Insomma, noi qua dobbiamo lavorare!
Il primo attore
Non è lecito farsi beffe così...
Il padre (risoluto, facendosi avanti)
Io mi faccio maraviglia della loro incredulità! Non sono forse abituati lor signori a vedere balzar vivi quassù, uno di fronte all'altro, i personaggi creati da un autore? Forse perché non c'è là
indicherà la buca del Suggeritore
un copione che ci contenga?
La Figliastra (facendosi avanti al Capocomico, sorridente, lusingatrice)
Creda che siamo veramente sei personaggi, signore, interessantissimi! Quantunque, sperduti.
Il Padre (scartandola)
Sì, sperduti, va bene!
Al Capocomico subito:
Nel senso, veda, che l'autore che ci creò, vivi, non volle poi, o non potè materialmente, metterci al mondo dell'arte.
E fu un vero delitto, signore, perché chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte.
Non muore più! Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più! E per vivere eterna non ha neanche bisogno di straordinarie doti o di compiere prodigi.
Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché - vivi germi - ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità!
Il capocomico
Tutto questo va benissimo! Ma che cosa vogliono loro qua?
Il padre
Vogliamo vivere, signore!
Il capocomico (ironico)
Per l'eternità?
Il padre
No, signore: almeno per un momento, in loro.
Un attore
Oh, guarda, guarda!
La prima attrice
Vogliono vivere in noi!
L'attor giovane (indicando la Figliastra)
Eh, per me volentieri, se mi toccasse quella lì!
Il padre
Guardino, guardino: la commedia è da fare;
al Capocomico:
ma se lei vuole e i suoi attori vogliono, la concerteremo subito tra noi!
Il capocomico (seccato)
Ma che vuol concertare! Qua non si fanno di questi concerti! Qua si recitano drammi e commedie!
Il padre
E va bene! Siamo venuti appunto per questo qua da lei!
Il capocomico
E dov'è il copione?
Il padre
È in noi, signore.
Gli attori rideranno.
Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione!
La figliastra (schernevole, con perfida grazia di caricata impudenza)
La passione mia, se lei sapesse, signore! La passione mia...per lui!
Indicherà il Padre e farà quasi per abbracciarlo; ma scoppierà poi in una stridula risata.
Il padre (con scatto iroso)
Tu statti a posto, per ora! E ti prego di non ridere così!
La figliastra
No? E allora mi permettano: benché orfana da appena due mesi, stiano a vedere lor signori come canto e come danzo!
Accennerà con malizia il "Prends garde ...
Tchou-Thin-Tchou" di Dave Stamper ridotto a Fox-trot o One-Step lento da Francis Salabert: la prima strofa, accompagnandola con passo di danza.
Les chinois sont un peuple malin,
De Shangai...
Pekin,
Ils ont mis des criteaux partout:
Prenez garde...
Tchou -Thin -Tchou!
Gli Attori, segnatamente i giovani, mentre ella canterà e ballerà, come attratti da un fascino strano, si moveranno verso lei e leveranno appena le mani quasi a ghermirla.
Ella sfuggirà e, quando gli Attori scoppieranno in applausi, resterà, alla riprensione del Capocomico, come astratta e lontana.
Gli attori e le attrici (ridendo e applaudendo)
Bene! Brava! Benissimo!
Il capocomico (irato)
Silenzio! Si credono forse in un caffè-concerto?
Tirandosi un po' in disparte il Padre, con una certa costernazione:
Ma dica un po', è pazza?
Il padre
No, che pazza! È peggio!
La figliastra (subito accorrendo al Capocomico)
Peggio! Peggio! Eh altro, signore! Peggio! Senta, per favore: ce lo faccia rappresentar subito, questo dramma, perché vedrà che a un certo punto, io - quando questo amorino qua
prenderà per mano la Bambina che se ne starà presso la Madre e la porterà davanti al Capocomico
vede com'è bellina?
la prenderà in braccio e la bacerà
cara! cara!
La rimetterà a terra e aggiungerà, quasi senza volere, commossa:
ebbene, quando quest'amorino qua, Dio la toglierà d'improvviso a quella povera madre: e quest'imbecillino qua
spingerà avanti il Giovinetto, afferrandolo per una manina sgarbatamente
farà la più grossa delle corbellerie, proprio da quello stupido che è
lo ricaccerà con una spinta verso la Madre
allora vedrà che io prenderò il volo! Sissignore! prenderò il volo! il volo! E non mi par l'ora, creda, non mi par l'ora! Perché, dopo quello che è avvenuto di molto intimo tra me e lui
indicherà il Padre con un orribile ammiccamento
non posso più vedermi in questa compagnia, ad assistere allo strazio di quella madre per quel tomo là
indicherà il Figlio
lo guardi! lo guardi! indifferente, gelido lui, perché è il figlio legittimo, lui! pieno di sprezzo per me, per quello là,
indicherà il Giovinetto
per quella creaturina; ché siamo bastardi - ha capito? bastardi.
Si avvicinerà alla Madre e l'abbraccerà.
E questa povera madre - lui - che è la madre comune di noi tutti - non la vuol riconoscere per madre anche sua - e la considera dall'alto in basso, lui, come madre soltanto di noi tre bastardi - vile!
Dirà tutto questo, rapidamente, con estrema eccitazione e arrivata al "vile" finale, dopo aver gonfiato la voce sul "bastardi", lo pronunzierà piano, quasi sputandolo.
La madre (con infinita angoscia al Capocomico)
Signore, in nome di queste due creaturine, la supplico...
si sentirà mancare e vacillerà
oh Dio mio...
Il padre (accorrendo a sorreggerla con quasi tutti gli Attori sbalorditi e costernati).
Per carità una sedia, una sedia a questa povera vedova!
Gli attori (accorrendo)
- Ma è dunque vero? - Sviene davvero?
Il capocomico
Qua una sedia, subito!
Uno degli Attori offrirà una sedia; gli altri si faranno attorno premurosi.
La Madre, seduta, cercherà d'impedire che il Padre le sollevi il velo che le nasconde la faccia.
Il padre
La guardi, signore, la guardi...
La madre
Ma no, Dio, smettila!
Il padre
Lasciati vedere!
Le solleverà il velo.
La madre (alzandosi e recandosi le mani al volto, disperatamente).
Oh, signore, la supplico d'impedire a quest'uomo di ridurre a effetto il suo proposito, che per me è orribile!
Il capocomico (soprappreso, stordito)
Ma io non capisco più dove siamo, né di che si tratti!
Al Padre:
Questa è la sua signora?
Il padre (subito)
Sissignore, mia moglie!
Il capocomico
E com'è dunque vedova, se lei è vivo?
Gli Attori scaricheranno tutto il loro sbalordimento in una fragorosa risata.
Il padre (ferito, con aspro risentimento)
Non ridano! Non ridano così, per carità! È appunto questo il suo dramma, signore.
Ella ebbe un altro uomo.
Un altro uomo che dovrebbe esser qui!
La madre (con un grido)
No! No!
La figliastra
Per sua fortuna è morto: da due mesi, glie l'ho detto.
Ne portiamo ancora il lutto, come vede.
Il padre
Ma non è qui, veda, non già perché sia morto.
Non è qui perché - la guardi, signore, per favore, e lo comprenderà subito! - Il suo dramma non potè consistere nell'amore di due uomini, per cui ella, incapace, non poteva sentir nulla - altro, forse, che un po' di riconoscenza (non per me: per quello!) - Non è una donna, è una madre! - E il suo dramma - (potente, signore, potente!) consiste tutto, difatti, in questi quattro figli dei due uomini ch'ella ebbe.
La madre
Io, li ebbi? Hai il coraggio di dire che fui io ad averli, come se li avessi voluti? Fu lui, signore! Me lo diede lui, quell'altro, per forza! Mi costrinse, mi costrinse ad andar via con quello!
La figliastra (di scatto, indignata)
Non è vero!
La madre (sbalordita)
Come non è vero?
La figliastra
Non è vero! Non è vero!
La madre
E che puoi saperne tu?
La figliastra
Non è vero!
Al Capocomico:
Non ci creda! Sa perché lo dice? Per quello lì
indicherà il Figlio
lo dice! Perché si macera, si strugge per la noncuranza di quel figlio lì, a cui vuol dare a intendere che, se lo abbandonò di due anni, fu perché lui
indicherà il Padre
la costrinse.
La madre (con forza)
Mi costrinse, mi costrinse, e ne chiamo Dio in testimonio!
Al Capocomico:
Lo domandi a lui
indicherà il marito
se non è vero! Lo faccia dire a lui!...Lei
indicherà la Figlia
non può saperne nulla.
La figliastra
So che con mio padre, finché visse, tu fosti sempre in pace e contenta.
Negalo, se puoi!
La madre
Non lo nego, no...
La figliastra
Sempre pieno d'amore e di cure per te!
Al Giovinetto, con rabbia:
Non è vero? Dillo! Perché non parli, sciocco?
La madre
Ma lascia questo povero ragazzo! Perché vuoi farmi credere un'ingrata, figlia? Io non voglio mica offendere tuo padre! Ho risposto a lui, che non per mia colpa né per mio piacere abbandonai la sua casa e mio figlio!
Il padre
È vero, signore.
Fui io.
Pausa.
Il primo attore (ai suoi compagni)
Ma guarda che spettacolo!
La prima attrice
Ce lo danno loro, a noi!
L'attor giovane
Una volta tanto!
Il capocomico (che comincerà a interessarsi vivamente)
Stiamo a sentire! stiamo a sentire!
E così dicendo, scenderà per una delle scalette nella sala e resterà in piedi davanti al palcoscenico, come a cogliere, da spettatore, l'impressione della scena.
Il figlio (senza muoversi dal suo posto, freddo, piano, ironico)
Sì, stiano a sentire che squarcio di filosofia, adesso! Parlerà loro del Demone dell'Esperimento.
Il padre
Tu sei un cinico imbecille, e te l'ho detto cento volte!
Al Capocomico già nella sala:
Mi deride, signore, per questa frase che ho trovato in mia scusa.
Il figlio (sprezzante)
Frasi.
Il Padre
Frasi! Frasi! Come se non fosse il conforto di tutti, davanti a un fatto che non si spiega, davanti a un male che si consuma, trovare una parola che non dice nulla, e in cui ci si acquieta!
La figliastra
Anche il rimorso, già! sopra tutto.
Il padre
Il rimorso? Non è vero; non l'ho acquietato in me soltanto con le parole.
La figliastra
Anche con un po' di danaro, sì, sì, anche con un po' di danaro! Con le cento lire che stava per offrirmi in pagamento, signori!
Movimento d'orrore degli Attori.
Il figlio (con disprezzo alla sorellastra)
Questo è vile!
La figliastra
Vile? Erano là, in una busta cilestrina sul tavolino di mogano, là nel retrobottega di Madama Pace.
Sa, signore? una di quelle Madame che con la scusa di vendere "Robes et Manteaux" attirano nei loro "ateliers" noi ragazze povere, di buona famiglia.
Il figlio
E s'è comperato il diritto di tiranneggiarci tutti, con quelle cento lire che lui stava per pagare, e che per fortuna non ebbe poi motivo - badi bene - di pagare.
La figliastra
Eh, ma siamo stati proprio lì lì, sai!
Scoppia a ridere.
La madre (insorgendo)
Vergogna, figlia! Vergogna!
La figliastra (di scatto)
Vergogna? È la mia vendetta! Sto fremendo, signore, fremendo di viverla, quella scena! La camera...
qua la vetrina dei mantelli; là, il divano-letto; la specchiera; un paravento; e davanti la finestra, quel tavolino di mogano con la busta cilestrina delle cento lire.
La vedo! Potrei prenderla! Ma lor signori si dovrebbero voltare: son quasi nuda! Non arrossisco più, perché arrossisce lui adesso!
Indicherà il Padre.
Ma vi assicuro ch'era molto pallido, molto pallido in quel momento!
Al Capocomico:
Creda a me, signore!
Il capocomico
Io non mi raccapezzo più!
Il Padre
Sfido! Assaltato così! Imponga un po' d'ordine, signore, e lasci che parli io, senza prestare ascolto all'obbrobrio, che con tanta ferocia costei le vuol dare a intendere di me, senza le debite spiegazioni.
La figliastra
Qui non si narra! qui non si narra!
Il padre
Ma io non narro! voglio spiegargli.
La figliastra
Ah, bello, sì! A modo tuo!
Il Capocomico, a questo punto, risalirà sul palcoscenico per rimettere l'ordine.
Il padre
Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo d'intenderci; non c'intendiamo mai! Guardi la mia pietà, tutta la mia pietà per questa donna
indicherà la Madre
è stata assunta da lei come la più feroce delle crudeltà.
La madre
Ma se m'hai scacciata!
Il padre
Ecco, la sente? Scacciata! Le è parso ch'io l'abbia scacciata!
La madre
Tu sai parlare; io non so...Ma creda, signore, che dopo avermi sposata...
chi sa perché! (ero una povera, umile donna...)
Il padre
Ma appunto per questo, per la tua umiltà ti sposai, che amai in te, credendo...
S'interromperà alle negazioni di lei; aprirà le braccia, in atto disperato, vedendo l'impossibilità di farsi intendere da lei, e si rivolgerà al Capocomico:
No, vede? Dice di no! Spaventevole, signore, creda, spaventevole, la sua
si picchierà sulla fronte
sordità, sordità mentale! Cuore, sì, per i figli! Ma sorda, sorda di cervello, sorda, signore, fino alla disperazione!
La figliastra
Sì, ma si faccia dire, ora, che fortuna è stata per noi la sua intelligenza.
Il padre
Se si potesse prevedere tutto il male che può nascere dal bene che crediamo di fare!
A questo punto la Prima Attrice, che si sarà macerata vedendo il Primo Attore civettare con la Figliastra, si farà avanti e domanderà al Capocomico:
La prima attrice
Scusi, signor Direttore, seguiterà la prova?
Il capocomico
Ma sì! ma sì! Mi lasci sentire adesso!
L'attor Giovane
È un caso così nuovo!
L'attrice giovane
Interessantissimo!
La prima attrice
Per chi se n'interessa!
E lancerà un'occhiata al Primo Attore.
Il capocomico (al Padre)
Ma bisogna che lei si spieghi chiaramente.
Si metterà a sedere.
Il padre
Ecco, sì.
Veda, signore, c'era con me un pover'uomo, mio subalterno, mio segretario, pieno di devozione, che se la intendeva in tutto e per tutto con
indicherà la Madre
senz'ombra di male - badiamo! - buono, umile come lei, incapaci l'uno e l'altra, non che di farlo, ma neppure di pensarlo, il male!
La figliastra
Lo pensò lui, invece, per loro - e lo fece!
Il padre
Non è vero! Io intesi di fare il loro bene - e anche il mio, sì, lo confesso! Signore, ero arrivato al punto che non potevo dire una parola all'uno o all'altra, che subito non si scambiassero tra loro uno sguardo d'intelligenza; che l'una non cercasse subito gli occhi dell'altro per consigliarsi, come si dovesse prendere quella mia parola, per non farmi arrabbiare.
Bastava questo, lei lo capisce, per tenermi in una rabbia continua, in uno stato di esasperazione intollerabile!
Il capocomico
E perché non lo cacciava via, scusi, quel suo segretario?
Il padre
Benissimo! Lo cacciai difatti, signore! Ma vidi allora questa povera donna restarmi per casa come sperduta, come una di quelle bestie senza padrone, che si raccolgono per carità.
La madre
Eh, sfido!
Il padre (subito, voltandosi a lei, come per prevenire)
figlio, è vero?
La madre
Mi aveva tolto prima dal petto il figlio, signore.
Il padre
Ma non per crudeltà! Per farlo crescere sano e robusto, a contatto della terra!
La figliastra (additandolo, ironica)
E si vede!
Il padre (subito)
Ah, è anche colpa mia, se poi è cresciuto così? Lo avevo dato a balia, signore, in campagna, a una contadina, non parendomi lei forte abbastanza, benché di umili natali.
È stata la stessa ragione, per cui avevo sposato lei.
Ubbie, forse; ma che ci vuol fare? Ho sempre avuto di queste maledette aspirazioni a una certa solida sanità morale!
La Figliastra, a questo punto, scoppierà di nuovo a ridere fragorosamente.
Ma la faccia smettere! È insopportabile!
Il capocomico
La smetta! Mi lasci sentire, santo Dio!
Subito, di nuovo, alla riprensione del Capocomico, ella resterà come assorta e lontana, con la risata a mezzo.
Il Capocomico ridiscenderà dal palcoscenico per cogliere l'impressione della scena.
Il padre
Io non potei più vedermi accanto questa donna.
Indicherà la Madre.
Ma non tanto, creda, per il fastidio, per l'afa - vera afa - che ne avevo io, quanto per la pena - una pena angosciosa - che provavo per lei.
La madre
E mi mandò via!
Il padre
Ben provvista di tutto, a quell'uomo, sissignore, - per liberarla di me!
La madre
E liberarsi lui!
Il padre
Sissignore, anch'io - lo ammetto! E n'è seguito un gran male.
Ma a fin di bene io lo feci...
e più per lei che per me: lo giuro!
Incrocerà le braccia sul petto; poi, subito, rivolgendosi alla Madre:
Ti perdei mai d'occhio, dì, ti perdei mai d'occhio, finché colui non ti portò via, da un giorno all'altro, a mia insaputa, in un altro paese, scioccamente impressionato di quel mio interessamento puro, puro, signore, creda, senza il minimo secondo fine.
M'interessai con una incredibile tenerezza della nuova famigliuola che le cresceva.
Glielo può attestare anche lei!
Indicherà la Figliastra.
La figliastra
Eh, altro! Piccina piccina, sa? con le treccine sulle spalle e le mutandine più lunghe della gonna - piccina così - me lo vedevo davanti al portone della scuola, quando ne uscivo.
Veniva a vedermi come crescevo.
Il padre
Questo è perfido! Infame!
La figliastra
No, perché?
Il padre
Infame! Infame!
Subito, concitatamente, al Capocomico, in tono di spiegazione:
La mia casa, signore, andata via lei,
indicherà la Madre
mi parve subito vuota.
Era il mio incubo; ma me la riempiva! Solo, mi ritrovai per le stanze come una mosca senza capo.
Quello lì,
indicherà il Figlio
allevato fuori - non so - appena ritornato in casa, non mi parve più mio.
Mancata tra me e lui la madre, è cresciuto per sè, a parte, senza nessuna relazione né affettiva né intellettuale con me.
E allora (sarà strano, signore, ma è così), io fui incuriosito prima, poi man mano attratto verso la famigliuola di lei, sorta per opera mia: il pensiero di essa cominciò a riempire il vuoto che mi sentivo attorno.
Avevo bisogno, proprio bisogno di crederla in pace, tutta intesa alle cure più semplici della vita, fortunata perché fuori e lontana dai complicati torment
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