SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE, di Luigi Pirandello - pagina 3
...
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Il padre
La guardi, signore, la guardi...
La madre
Ma no, Dio, smettila!
Il padre
Lasciati vedere!
Le solleverà il velo.
La madre (alzandosi e recandosi le mani al volto, disperatamente).
Oh, signore, la supplico d'impedire a quest'uomo di ridurre a effetto il suo proposito, che per me è orribile!
Il capocomico (soprappreso, stordito)
Ma io non capisco più dove siamo, né di che si tratti!
Al Padre:
Questa è la sua signora?
Il padre (subito)
Sissignore, mia moglie!
Il capocomico
E com'è dunque vedova, se lei è vivo?
Gli Attori scaricheranno tutto il loro sbalordimento in una fragorosa risata.
Il padre (ferito, con aspro risentimento)
Non ridano! Non ridano così, per carità! È appunto questo il suo dramma, signore.
Ella ebbe un altro uomo.
Un altro uomo che dovrebbe esser qui!
La madre (con un grido)
No! No!
La figliastra
Per sua fortuna è morto: da due mesi, glie l'ho detto.
Ne portiamo ancora il lutto, come vede.
Il padre
Ma non è qui, veda, non già perché sia morto.
Non è qui perché - la guardi, signore, per favore, e lo comprenderà subito! - Il suo dramma non potè consistere nell'amore di due uomini, per cui ella, incapace, non poteva sentir nulla - altro, forse, che un po' di riconoscenza (non per me: per quello!) - Non è una donna, è una madre! - E il suo dramma - (potente, signore, potente!) consiste tutto, difatti, in questi quattro figli dei due uomini ch'ella ebbe.
La madre
Io, li ebbi? Hai il coraggio di dire che fui io ad averli, come se li avessi voluti? Fu lui, signore! Me lo diede lui, quell'altro, per forza! Mi costrinse, mi costrinse ad andar via con quello!
La figliastra (di scatto, indignata)
Non è vero!
La madre (sbalordita)
Come non è vero?
La figliastra
Non è vero! Non è vero!
La madre
E che puoi saperne tu?
La figliastra
Non è vero!
Al Capocomico:
Non ci creda! Sa perché lo dice? Per quello lì
indicherà il Figlio
lo dice! Perché si macera, si strugge per la noncuranza di quel figlio lì, a cui vuol dare a intendere che, se lo abbandonò di due anni, fu perché lui
indicherà il Padre
la costrinse.
La madre (con forza)
Mi costrinse, mi costrinse, e ne chiamo Dio in testimonio!
Al Capocomico:
Lo domandi a lui
indicherà il marito
se non è vero! Lo faccia dire a lui!...Lei
indicherà la Figlia
non può saperne nulla.
La figliastra
So che con mio padre, finché visse, tu fosti sempre in pace e contenta.
Negalo, se puoi!
La madre
Non lo nego, no...
La figliastra
Sempre pieno d'amore e di cure per te!
Al Giovinetto, con rabbia:
Non è vero? Dillo! Perché non parli, sciocco?
La madre
Ma lascia questo povero ragazzo! Perché vuoi farmi credere un'ingrata, figlia? Io non voglio mica offendere tuo padre! Ho risposto a lui, che non per mia colpa né per mio piacere abbandonai la sua casa e mio figlio!
Il padre
È vero, signore.
Fui io.
Pausa.
Il primo attore (ai suoi compagni)
Ma guarda che spettacolo!
La prima attrice
Ce lo danno loro, a noi!
L'attor giovane
Una volta tanto!
Il capocomico (che comincerà a interessarsi vivamente)
Stiamo a sentire! stiamo a sentire!
E così dicendo, scenderà per una delle scalette nella sala e resterà in piedi davanti al palcoscenico, come a cogliere, da spettatore, l'impressione della scena.
Il figlio (senza muoversi dal suo posto, freddo, piano, ironico)
Sì, stiano a sentire che squarcio di filosofia, adesso! Parlerà loro del Demone dell'Esperimento.
Il padre
Tu sei un cinico imbecille, e te l'ho detto cento volte!
Al Capocomico già nella sala:
Mi deride, signore, per questa frase che ho trovato in mia scusa.
Il figlio (sprezzante)
Frasi.
Il Padre
Frasi! Frasi! Come se non fosse il conforto di tutti, davanti a un fatto che non si spiega, davanti a un male che si consuma, trovare una parola che non dice nulla, e in cui ci si acquieta!
La figliastra
Anche il rimorso, già! sopra tutto.
Il padre
Il rimorso? Non è vero; non l'ho acquietato in me soltanto con le parole.
La figliastra
Anche con un po' di danaro, sì, sì, anche con un po' di danaro! Con le cento lire che stava per offrirmi in pagamento, signori!
Movimento d'orrore degli Attori.
Il figlio (con disprezzo alla sorellastra)
Questo è vile!
La figliastra
Vile? Erano là, in una busta cilestrina sul tavolino di mogano, là nel retrobottega di Madama Pace.
Sa, signore? una di quelle Madame che con la scusa di vendere "Robes et Manteaux" attirano nei loro "ateliers" noi ragazze povere, di buona famiglia.
Il figlio
E s'è comperato il diritto di tiranneggiarci tutti, con quelle cento lire che lui stava per pagare, e che per fortuna non ebbe poi motivo - badi bene - di pagare.
La figliastra
Eh, ma siamo stati proprio lì lì, sai!
Scoppia a ridere.
La madre (insorgendo)
Vergogna, figlia! Vergogna!
La figliastra (di scatto)
Vergogna? È la mia vendetta! Sto fremendo, signore, fremendo di viverla, quella scena! La camera...
qua la vetrina dei mantelli; là, il divano-letto; la specchiera; un paravento; e davanti la finestra, quel tavolino di mogano con la busta cilestrina delle cento lire.
La vedo! Potrei prenderla! Ma lor signori si dovrebbero voltare: son quasi nuda! Non arrossisco più, perché arrossisce lui adesso!
Indicherà il Padre.
Ma vi assicuro ch'era molto pallido, molto pallido in quel momento!
Al Capocomico:
Creda a me, signore!
Il capocomico
Io non mi raccapezzo più!
Il Padre
Sfido! Assaltato così! Imponga un po' d'ordine, signore, e lasci che parli io, senza prestare ascolto all'obbrobrio, che con tanta ferocia costei le vuol dare a intendere di me, senza le debite spiegazioni.
La figliastra
Qui non si narra! qui non si narra!
Il padre
Ma io non narro! voglio spiegargli.
La figliastra
Ah, bello, sì! A modo tuo!
Il Capocomico, a questo punto, risalirà sul palcoscenico per rimettere l'ordine.
Il padre
Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo d'intenderci; non c'intendiamo mai! Guardi la mia pietà, tutta la mia pietà per questa donna
indicherà la Madre
è stata assunta da lei come la più feroce delle crudeltà.
La madre
Ma se m'hai scacciata!
Il padre
Ecco, la sente? Scacciata! Le è parso ch'io l'abbia scacciata!
La madre
Tu sai parlare; io non so...Ma creda, signore, che dopo avermi sposata...
chi sa perché! (ero una povera, umile donna...)
Il padre
Ma appunto per questo, per la tua umiltà ti sposai, che amai in te, credendo...
S'interromperà alle negazioni di lei; aprirà le braccia, in atto disperato, vedendo l'impossibilità di farsi intendere da lei, e si rivolgerà al Capocomico:
No, vede? Dice di no! Spaventevole, signore, creda, spaventevole, la sua
si picchierà sulla fronte
sordità, sordità mentale! Cuore, sì, per i figli! Ma sorda, sorda di cervello, sorda, signore, fino alla disperazione!
La figliastra
Sì, ma si faccia dire, ora, che fortuna è stata per noi la sua intelligenza.
Il padre
Se si potesse prevedere tutto il male che può nascere dal bene che crediamo di fare!
A questo punto la Prima Attrice, che si sarà macerata vedendo il Primo Attore civettare con la Figliastra, si farà avanti e domanderà al Capocomico:
La prima attrice
Scusi, signor Direttore, seguiterà la prova?
Il capocomico
Ma sì! ma sì! Mi lasci sentire adesso!
L'attor Giovane
È un caso così nuovo!
L'attrice giovane
Interessantissimo!
La prima attrice
Per chi se n'interessa!
E lancerà un'occhiata al Primo Attore.
Il capocomico (al Padre)
Ma bisogna che lei si spieghi chiaramente.
Si metterà a sedere.
Il padre
Ecco, sì.
Veda, signore, c'era con me un pover'uomo, mio subalterno, mio segretario, pieno di devozione, che se la intendeva in tutto e per tutto con
indicherà la Madre
senz'ombra di male - badiamo! - buono, umile come lei, incapaci l'uno e l'altra, non che di farlo, ma neppure di pensarlo, il male!
La figliastra
Lo pensò lui, invece, per loro - e lo fece!
Il padre
Non è vero! Io intesi di fare il loro bene - e anche il mio, sì, lo confesso! Signore, ero arrivato al punto che non potevo dire una parola all'uno o all'altra, che subito non si scambiassero tra loro uno sguardo d'intelligenza; che l'una non cercasse subito gli occhi dell'altro per consigliarsi, come si dovesse prendere quella mia parola, per non farmi arrabbiare.
Bastava questo, lei lo capisce, per tenermi in una rabbia continua, in uno stato di esasperazione intollerabile!
Il capocomico
E perché non lo cacciava via, scusi, quel suo segretario?
Il padre
Benissimo! Lo cacciai difatti, signore! Ma vidi allora questa povera donna restarmi per casa come sperduta, come una di quelle bestie senza padrone, che si raccolgono per carità.
La madre
Eh, sfido!
Il padre (subito, voltandosi a lei, come per prevenire)
figlio, è vero?
La madre
Mi aveva tolto prima dal petto il figlio, signore.
Il padre
Ma non per crudeltà! Per farlo crescere sano e robusto, a contatto della terra!
La figliastra (additandolo, ironica)
E si vede!
Il padre (subito)
Ah, è anche colpa mia, se poi è cresciuto così? Lo avevo dato a balia, signore, in campagna, a una contadina, non parendomi lei forte abbastanza, benché di umili natali.
È stata la stessa ragione, per cui avevo sposato lei.
Ubbie, forse; ma che ci vuol fare? Ho sempre avuto di queste maledette aspirazioni a una certa solida sanità morale!
La Figliastra, a questo punto, scoppierà di nuovo a ridere fragorosamente.
Ma la faccia smettere! È insopportabile!
Il capocomico
La smetta! Mi lasci sentire, santo Dio!
Subito, di nuovo, alla riprensione del Capocomico, ella resterà come assorta e lontana, con la risata a mezzo.
Il Capocomico ridiscenderà dal palcoscenico per cogliere l'impressione della scena.
Il padre
Io non potei più vedermi accanto questa donna.
Indicherà la Madre.
Ma non tanto, creda, per il fastidio, per l'afa - vera afa - che ne avevo io, quanto per la pena - una pena angosciosa - che provavo per lei.
La madre
E mi mandò via!
Il padre
Ben provvista di tutto, a quell'uomo, sissignore, - per liberarla di me!
La madre
E liberarsi lui!
Il padre
Sissignore, anch'io - lo ammetto! E n'è seguito un gran male.
Ma a fin di bene io lo feci...
e più per lei che per me: lo giuro!
Incrocerà le braccia sul petto; poi, subito, rivolgendosi alla Madre:
Ti perdei mai d'occhio, dì, ti perdei mai d'occhio, finché colui non ti portò via, da un giorno all'altro, a mia insaputa, in un altro paese, scioccamente impressionato di quel mio interessamento puro, puro, signore, creda, senza il minimo secondo fine.
M'interessai con una incredibile tenerezza della nuova famigliuola che le cresceva.
Glielo può attestare anche lei!
Indicherà la Figliastra.
La figliastra
Eh, altro! Piccina piccina, sa? con le treccine sulle spalle e le mutandine più lunghe della gonna - piccina così - me lo vedevo davanti al portone della scuola, quando ne uscivo.
Veniva a vedermi come crescevo.
Il padre
Questo è perfido! Infame!
La figliastra
No, perché?
Il padre
Infame! Infame!
Subito, concitatamente, al Capocomico, in tono di spiegazione:
La mia casa, signore, andata via lei,
indicherà la Madre
mi parve subito vuota.
Era il mio incubo; ma me la riempiva! Solo, mi ritrovai per le stanze come una mosca senza capo.
Quello lì,
indicherà il Figlio
allevato fuori - non so - appena ritornato in casa, non mi parve più mio.
Mancata tra me e lui la madre, è cresciuto per sè, a parte, senza nessuna relazione né affettiva né intellettuale con me.
E allora (sarà strano, signore, ma è così), io fui incuriosito prima, poi man mano attratto verso la famigliuola di lei, sorta per opera mia: il pensiero di essa cominciò a riempire il vuoto che mi sentivo attorno.
Avevo bisogno, proprio bisogno di crederla in pace, tutta intesa alle cure più semplici della vita, fortunata perché fuori e lontana dai complicati tormenti del mio spirito.
E per averne una prova, andavo a vedere quella bambina all'uscita della scuola.
La figliastra
Già! Mi seguiva per via: mi sorrideva e, giunta a casa, mi salutava con la mano - così! Lo guardavo con tanto d'occhi, scontrosa.
Non sapevo chi fosse! Lo dissi alla mamma.
E lei dovette subito capire ch'era lui.
La Madre farà cenno di sì col capo.
Dapprima non volle mandarmi più a scuola, per parecchi giorni.
Quando ci tornai, lo rividi all'uscita - buffo! - con un involtone di carta tra le mani.
Mi s'avvicinò, mi carezzò; e trasse da quell'involto una bella, grande paglia di Firenze con una ghirlandina di roselline di maggio - per me!
Il capocomico
Ma tutto questo è racconto, signori miei!
Il figlio (sprezzante)
Ma sì, letteratura! letteratura!
Il padre
Ma che letteratura! Questa è vita, signore! Passione!
Il capocomico
Sarà! Ma irrappresentabile!
Il padre
D'accordo, signore! Perché tutto questo è antefatto.
E io non dico di rappresentar questo.
Come vede, infatti, lei
indicherà la Figliastra
non è più quella ragazzetta con le treccine sulle spalle
La figliastra
e le mutandine fuori della gonna!
Il padre
Il dramma viene adesso, signore! Nuovo, complesso.
La figliastra (cupa, fiera, facendosi avanti)
Appena morto mio padre.
Il padre (subito, per non darle tempo di parlare)
...la miseria, signore! Ritornano qua, a mia insaputa, per la stolidaggine di lei.
Indicherà la Madre.
Sa scrivere appena; ma poteva farmi scrivere dalla figlia, da quel ragazzo, che erano in bisogno!
La madre
Mi dica lei, signore, se potevo indovinare in lui tutto questo sentimento.
Il padre
Appunto questo è il tuo torto, di non aver mai indovinato nessuno dei miei sentimenti!
La madre
Dopo tanti anni di lontananza, e tutto ciò che era accaduto...
Il padre
E che è colpa mia, se quel brav'uomo vi portò via così?
Rivolgendosi al Capocomico:
Le dico, da un giorno all'altro...perché aveva trovato fuori non so che collocamento.
Non mi fu possibile rintracciarli; e allora per forza venne meno il mio interessamento, per tanti anni.
Il dramma scoppia, signore, impreveduto e violento, al loro ritorno; allorché io, purtroppo, condotto dalla miseria della mia carne ancora viva...Ah, miseria, miseria veramente, per un uomo solo, che non abbia voluto legami avvilenti; non ancor tanto vecchio da poter fare a meno della donna, e non più tanto giovane da poter facilmente e senza vergogna andarne in cerca! Miseria? che dico! orrore, orrore: perché nessuna donna più gli può dare amore.
- E quando si capisce questo, se ne dovrebbe fare a meno...
Mah! Signore, ciascuno - fuori, davanti agli altri - è vestito di dignità: ma dentro di sè sa bene tutto ciò che nell'intimità con se stesso si passa, d'inconfessabile.
Si cede, si cede alla tentazione; per rialzarcene subito dopo, magari, con una gran fretta di ricomporre intera e solida, come una pietra su una fossa, la nostra dignità, che nasconde e seppellisce ai nostri stessi occhi ogni segno e il ricordo stesso della vergogna.
È così di tutti! Manca solo il coraggio di dirle, certe cose!
La figliastra
Perché quello di farle, poi, lo hanno tutti!
Il padre
Tutti! Ma di nascosto! E perciò ci vuol più coraggio a dirle! Perché basta che uno le dica - è fatta! - gli s'appioppa la taccia di cinico.
Mentre non è vero, signore: è come tutti gli altri; migliore, migliore anzi, perché non ha paura di scoprire col lume dell'intelligenza il rosso della vergogna, là, nella bestialità umana, che chiude sempre gli occhi per non vederlo.
La donna - ecco - la donna, infatti, com'è? Ci guarda, aizzosa, invitante.
La afferri! Appena stretta, chiude subito gli occhi.
È il segno della sua dedizione.
Il segno con cui dice all'uomo: "Accecati, io son cieca!".
La figliastra
E quando non li chiude più? Quando non sente più il bisogno di nascondere a se stessa, chiudendo gli occhi, il rosso della sua vergogna, e invece vede, con occhi ormai aridi e impassibili, quello dell'uomo, che pur senz'amore s'è accecato? Ah, che schifo, allora che schifo di tutte codeste complicazioni intellettuali, di tutta codesta filosofia che scopre la bestia e poi la vuol salvare, scusare...Non posso sentirlo, signore! Perché quando si è costretti a "semplificarla" la vita - così, bestialmente - buttando via tutto l'ingombro "umano" d'ogni casta aspirazione, d'ogni puro sentimento, idealità, doveri, il pudore, la vergogna, niente fa più sdegno e nausea di certi rimorsi: lagrime di coccodrillo!
Il capocomico
Veniamo al fatto, veniamo al fatto, signori miei! Queste son discussioni!
Il padre
Ecco, sissignore! Ma un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge.
Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato.
Io non potevo sapere che, morto là quell'uomo, e ritornati essi qua in miseria, per provvedere al sostentamento dei figliuoli, ella
indicherà la Madre
si fosse data attorno a lavorare da sarta, e che giusto fosse andata a prender lavoro da quella...
da quella Madama Pace!
La figliastra
Sarta fina, se lor signori lo vogliono sapere! Serve in apparenza le migliori signore, ma ha tutto disposto, poi, perché queste migliori signore servano viceversa a lei...senza pregiudizio delle altre così così!
La madre
Mi crederà, signore, se le dico che non mi passò neppur lontanamente per il capo il sospetto che quella megera mi dava lavoro perché aveva adocchiato mia figlia...
La figliastra
Povera mamma! Sa, signore, che cosa faceva quella lì, appena le riportavo il lavoro fatto da lei? Mi faceva notare la roba che aveva sciupata, dandola a cucire a mia madre; e diffalcava, diffalcava.
Cosicché, lei capisce, pagavo io, mentre quella poverina credeva di sacrificarsi per me e per quei due, cucendo anche di notte la roba di Madama Pace!
Azione ed esclamazioni di sdegno degli Attori.
Il capocomico (subito)
E là, lei, un giorno, incontrò-
La figliastra (indicando il Padre)
- lui, lui, sissignore! vecchio cliente! Vedrà che scena da rappresentare!
Superba!
Il padre
Col sopravvenire di lei, della madre
La figliastra (subito, perfidamente)
- quasi a tempo! -
Il padre (gridando)
- no, a tempo, a tempo! Perché, per fortuna, la riconosco a tempo! E me li riporto tutti a casa, signore! Lei s'immagini, ora, la situazione mia e la sua, una di fronte all'altro: ella, così come la vede; e io che non posso più alzarle gli occhi in faccia!
La figliastra
Buffissimo! Ma possibile, signore, pretendere da me - "dopo" - che me ne stessi come una signorinetta modesta, bene allevata e virtuosa, d'accordo con le sue maledette aspirazioni "a una solida sanità morale"?
Il padre
Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti", secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno per tutti", e sempre "quest'uno" che ci crediamo, in ogni nostro atto.
Non è vero! non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto! Ora lei intende la perfidia di questa ragazza? M'ha sorpreso in un luogo, in un atto, dove e come non doveva conoscermi, come io non potevo essere per lei; e mi vuol dare una realtà, quale io non potevo mai aspettarmi che dovessi assumere per lei, in un momento fugace, vergognoso, della mia vita! Questo, questo, signore, io sento sopratutto.
E vedrà che da questo il dramma acquisterà un grandissimo valore.
Ma c'è poi la situazione degli altri! Quella sua..
.
indicherà il Figlio.
Il figlio (scrollandosi sdegnosamente)
Ma lascia star me, ché io non c'entro!
Il padre
Come non c'entri?
Il figlio
Non c'entro, e non voglio entrarci, perché sai bene che non son fatto per figurare qua in mezzo a voi!
La figliastra
Gente volgare, noi! - Lui, fino! - Ma lei può vedere, signore, che tante volte io lo guardo per inchiodarlo col mio disprezzo, e tante volte egli abbassa gli occhi - perché sa il male che m'ha fatto.
Il figlio (guardandola appena)
Io?
La figliastra
Tu! tu! Lo devo a te, caro, il marciapiedi! a te!
Azione d'orrore degli Attori.
Vietasti, sì o no, col tuo contegno - non dico l'intimità della casa - ma quella carità che leva d'impaccio gli ospiti? Fummo gli intrusi, che venivamo a invadere il regno della tua "legittimità"! Signore, vorrei farlo assistere a certe scenette a quattr'occhi tra me e lui! Dice che ho tiranneggiato tutti.
Ma vede? E stato proprio per codesto suo contegno, se mi sono avvalsa di quella ragione ch'egli chiama "vile"; la ragione per cui entrai nella casa di lui con mia madre - che è anche sua madre - da padrona!
Il figlio (facendosi avanti lentamente)
Hanno tutti buon giuoco, signore, una parte facile tutti contro di me.
Ma lei s'immagini un figlio, a cui un bel giorno, mentre se ne sta tranquillo a casa, tocchi di veder arrivare, tutta spavalda, così, "con gli occhi alti", una signorina che gli chiede del padre, a cui ha da dire non so che cosa; e poi la vede ritornare, sempre con la stess'aria, accompagnata da quella piccolina là; e infine trattare il padre - chi sa perché - in modo molto ambiguo e "sbrigativo" chiedendo danaro, con un tono che lascia supporre che lui deve, deve darlo, perché ha tutto l'obbligo di darlo -
Il padre
- ma l'ho difatti davvero, quest'obbligo: è per tua madre!
Il figlio
E che ne so io? Quando mai l'ho veduta io, signore? Quando mai ne ho sentito parlare? Me la vedo comparire, un giorno, con lei,
indicherà la Figliastra
con quel ragazzo, con quella bambina, mi dicono: "Oh sai? è anche tua madre!".
Riesco a intravedere dai suoi modi
indicherà di nuovo la Figliastra
per qual motivo, così da un giorno all'altro, sono entrati in casa...
Signore, quello che io provo, quello che sento, non posso e non voglio esprimerlo.
Potrei al massimo confidarlo, e non vorrei neanche a me stesso.
Non può dunque dar luogo, come vede, a nessuna azione da parte mia.
Creda, creda, signore, che io sono un personaggio non "realizzato" drammaticamente; e che sto male, malissimo, in loro compagnia! -Mi lascino stare!
Il padre
Ma come? Scusa! Se proprio perché tu sei così -
Il figlio (con esasperazione violenta)
- e che ne sai tu, come sono? quando mai ti sei curato di me?
Il padre
Ammesso! Ammesso! E non è una situazione anche questa? Questo tuo appartarti, così crudele per me, per tua madre che, rientrata in casa, ti vede quasi per la prima volta, così grande, e non ti conosce, ma sa che tu sei suo figlio...
Additando la Madre al Capocomico
Eccola, guardi: piange!
La figliastra (con rabbia, pestando un piede)
Come una stupida!
Il padre (subito additando anche lei al Capocomico)
E lei non può soffrirlo, si sa!
Tornando a riferirsi al Figlio:
- Dice che non c'entra, mentre è lui quasi il pernio dell'azione! Guardi quel ragazzo, che se ne sta sempre presso la madre, sbigottito, umiliato...È così per causa di lui! Forse la situazione più penosa è la sua: si sente estraneo, più di tutti; e prova, poverino, una mortificazione angosciosa di essere accolto in casa - cosi per carità...
In confidenza:
Somiglia tutto al padre! Umile; non parla...
Il capocomico
Eh, ma non è mica bello! Lei non sa che impaccio danno i ragazzi sulla scena.
Il padre
Oh, ma lui glielo leva subito, l'impaccio, sa! E anche quella bambina, che è anzi la prima ad andarsene...
Il capocomico
Benissimo, sì! E le assicuro che tutto questo m'interessa, m'interessa vivamente.
Intuisco, intuisco che c'è materia da cavarne un bel dramma!
La figliastra (tentando d'intromettersi)
Con un personaggio come me!
Il padre (scacciandola, tutto in ansia come sarà, per la decisione del Capocomico)
Stai zitta, tu!
Il capocomico (seguitando senza badare all'interruzione)
Nuova, sì...
Il padre
Eh, novissima, signore!
Il capocomico
Ci vuole un bel coraggio però - dico - venire a buttarmelo davanti così..
.
Il padre
Capirà, signore: nati, come siamo, per la scena...
Il capocomico
Sono comici dilettanti?
Il padre
No: dico nati per la scena, perché...
Il capocomico
Eh via, lei deve aver recitato!
Il padre
Ma no, signore: quel tanto che ciascuno recita nella parte che si è assegnata, o che gli altri gli hanno assegnato nella vita.
E in me, poi, è la passione stessa, veda, che diventa sempre, da sè, appena si esalti - come in tutti - un po' teatrale...
Il capocomico
Lasciamo andare, lasciamo andare! - Capirà, caro signore, che senza l'autore...
- Io potrei indirizzarla a qualcuno...
Il padre
Ma no, guardi: sia lei!
Il capocomico
Io? Ma che dice?
Il padre
Sì, lei! lei! Perché no?
Il capocomico
Perché non ho mai fatto l'autore, io!
Il padre
E non potrebbe farlo adesso, scusi? Non ci vuol niente.
Lo fanno tanti! Il suo compito è facilitato dal fatto che siamo qua, tutti, vivi davanti a lei.
Il capocomico
Ma non basta!
Il padre
Come non basta? Vedendoci vivere il nostro dramma...
Il capocomico
Già! Ma ci vorrà sempre qualcuno che lo scriva!
Il padre
No - che lo trascriva, se mai, avendolo così davanti - in azione - scena per scena.
Basterà stendere in prima, appena appena, una traccia - e provare!
Il capocomico (risalendo, tentato, sul palcoscenico)
Eh...quasi quasi, mi tenta...Così, per un giuoco...Si potrebbe veramente provare...
Il padre
Ma sì, signore! Vedrà che scene verranno fuori! Gliele posso segnar subito io!
Il capocomico
Mi tenta...
mi tenta.
Proviamo un po'...
Venga qua con me nel mio camerino.
Rivolgendosi agli Attori:
- Loro restano per un momento in libertà; ma non s'allontanino di molto.
Fra un quarto d'ora, venti minuti, siano di nuovo qua.
Al Padre:
Vediamo, tentiamo...Forse potrà venir fuori veramente qualcosa di straordinario...
Il padre
Ma senza dubbio! Sarà meglio, non crede? far venire anche loro.
Indicherà gli altri Personaggi.
Il capocomico
Sì, vengano, vengano!
S'avvierà; ma poi tornando a volgersi agli Attori:
- Mi raccomando, eh! puntuali! Fra un quarto d'ora.
Il Capocomico e i Sei Personaggi attraverseranno il palcoscenico e scompariranno.
Gli Attori resteranno, come storditi, a guardarsi tra loro.
Il primo attore
Ma dice sul serio? Che vuol fare?
L'attor giovane
Questa è pazzia bell'e buona!
Un terzo attore
Ci vuol fare improvvisare un dramma, così su due piedi?
L'attor giovane
Già! Come i Comici dell'Arte!
La prima attrice
Ah, se crede che io debba prestami a simili scherzi...
L'attrice giovane
Ma non ci sto neanch'io!
Un quarto attore
Vorrei sapere chi sono quei là.
Alluderà ai Personaggi.
Il terzo attore
Che vuoi che siano! Pazzi o imbroglioni!
L'attor giovane
E lui si presta a dar loro ascolto?
L'attrice giovane
La vanità! La vanità di figurare da autore...
Il primo attore
Ma cose inaudite! Se il teatro, signori miei, deve ridursi a questo...
Un quinto attore
Io mi ci diverto!
Il terzo attore
Mah! Dopo tutto, stiamo a vedere che cosa ne nasce.
E così conversando tra loro, gli Attori sgombreranno il palcoscenico, parte escendo dalla porticina in fondo, parte rientrando nei loro camerini.
Il sipario resterà alzato.
La rappresentazione sarà interrotta per una ventina di minuti.
* * *
I campanelli del teatro avviseranno che la rappresentazione ricomincia.
Dai camerini, dalla porta e anche dalla sala ritorneranno sul palcoscenico gli Attori, il Direttore di scena, il Macchinista, il Suggeritore, il Trovarobe e, contemporaneamente, dal suo camerino il Direttore-Capocomico coi Sei Personaggi.
Spenti i lumi della sala, si rifarà sul palcoscenico la luce di prima.
Il capocomico
Su, su, signori! Ci siamo tutti? Attenzione, attenzione.
Si comincia!
Macchinista!
Il macchinista
Eccomi qua!
Il capocomico
Disponga subito la scena della saletta.
Basteranno due fiancate e un fondalino con la porta.
Subito, mi raccomando!
Il Macchinista correrà subito ad eseguire, e mentre il Capocomico s'intenderà col Direttore di scena, col Trovarobe, col Suggeritore e con gli Attori intorno alla rappresentazione imminente, disporrà quel simulacro di scena indicata: due fiancate e un fondalino con la porta, a strisce rosa e oro.
Il capocomico (al Trovarobe)
Lei veda un po' se c'è in magazzino un letto a sedere.
Il trovarobe
Sissignore, c'è quello verde.
La figliastra
No no, che verde! Era giallo, fiorato, di "peluche", molto grande!
Comodissimo.
Il trovarobe
Eh, così non c'è.
Il capocomico
Ma non importa! Metta quello che c'è.
La figliastra
Come non importa? La greppina famosa di Madama Pace!
Il capocomico
Adesso è per provare! La prego, non s'immischi!
Al Direttore di scena:
Guardi se c'è una vetrina piuttosto lunga e bassa.
La figliastra
Il tavolino, il tavolino di mogano per la busta cilestrina!
Il direttore di scena (al Capocomico).
C'è quello piccolo, dorato.
Il capocomico
Va bene, prenda quello!
Il padre
Una specchiera.
La figliastra
E il paravento! Un paravento, mi raccomando: se no, come faccio?
Il direttore di scena
Sissignora, paraventi ne abbiamo tanti, non dubiti.
Il capocomico (alla Figliastra)
Poi qualche attaccapanni, è vero?
La figliastra
Sì, molti, molti!
Il capocomico (al Direttore di scena)
Veda quanti ce n'è, e li faccia portare.
Il direttore di scena
Sissignore, penso io!
Il Direttore di scena correrà anche lui a eseguire: e, mentre il Capocomico seguiterà a parlare col Suggeritore e poi coi Personaggi e gli Attori, farà trasportare i mobili indicati dai Servi di scena e li disporrà come crederà più opportuno.
Il capocomico (al Suggeritore)
Lei, intanto, prenda posto.
Guardi: questa è la traccia delle scene, atto per atto.
Gli porgerà alcuni fogli di carta.
Ma bisogna che ora lei faccia una bravura.
Il suggeritore
Stenografare?
Il capocomico (con lieta sorpresa)
Ah, benissimo! Conosce la stenografia?
Il suggeritore
Non saprò suggerire; ma la stenografia...
Il capocomico
Ma allora di bene in meglio!
Rivolgendosi a un Servo di scena:
Vada a prendere la carta nel mio camerino.
- molta, molta - quanta ne trova!
Il Servo di scena correrà, e ritornerà poco dopo con un bel fascio di carta, che porgerà al Suggeritore.
Il capocomico (seguitando, al Suggeritore)
Segua le scene, man mano che saranno rappresentate, e cerchi di fissare le battute, almeno le più importanti!
Poi, rivolgendosi agli Attori:
Sgombrino, signori! Ecco, si mettano da questa parte
indicherà la sinistra
e stiano bene attenti!
La prima attrice
Ma, scusi, noi...
Il capocomico (prevenendola)
Non ci sarà da improvvisare, stia tranquilla!
Il primo attore
E che dobbiamo fare?
Il capocomico
Niente! Stare a sentire e guardare per ora! Avrà ciascuno, poi, la sua parte scritta.
Ora si farà così alla meglio, una prova! La faranno loro!
Indicherà i Personaggi.
Il padre (come cascato dalle nuvole, in mezzo alla confusione del palcoscenico)
Noi? Come sarebbe a dire, scusi, una prova?
Il capocomico
Una prova - una prova per loro!
Indicherà gli Attori.
Il padre
Ma se i personaggi siamo noi...
Il capocomico
E va bene: "i personaggi"; ma qua, caro signore, non recitano i personaggi.
Qua recitano gli attori.
I personaggi stanno lì nel copione
indicherà la buca del Suggeritore
- quando c'è un copione!
Il padre
Appunto! Poiché non c'è e lor signori hanno la fortuna d'averli qua vivi davanti, i personaggi...
Il capocomico
Oh bella! Vorrebbero far tutto da sè? recitare, presentarsi loro davanti al pubblico?
Il padre
Eh già, per come siamo.
Il capocomico
Ah, le assicuro che offrirebbero un bellissimo spettacolo!
Il primo attore
E che ci staremmo a fare nojaltri, qua, allora?
Il capocomico
Non s'immagineranno mica di saper recitare loro! Fanno ridere...
Gli Attori, difatti, rideranno.
Ecco, vede, ridono!
Sovvenendosi:
Ma già, a proposito! Bisognerà assegnar le parti.
Oh, è facile: sono già di per sè assegnate:
alla Seconda Donna:
lei signora, La Madre.
Al Padre
Bisognerà trovarle un nome.
Il Padre
Amalia, signore
Il capocomico
Ma questo è il nome della sua signora.
Non vorremo mica chiamarla col suo vero nome!
Il padre
E perché no, scusi? se si chiama così...Ma già, se dev'essere la signora...
Accennerà appena con la mano alla Seconda Donna.
Io vedo questa
accennerà alla Madre
come Amalia, signore.
Ma faccia lei...
Si smarrirà sempre più.
Non so più che dirle...Comincio già...
non so, a sentir come false, con un altro suono, le mie stesse parole.
Il capocomico
Ma non se ne curi, non se ne curi, quanto a questo! Penseremo noi a trovare il tono giusto! E per il nome, se lei vuole "Amalia", sarà Amalia; o ne troveremo un altro.
Per adesso designeremo i personaggi così:
all'Attor Giovane:
lei "Il Figlio",
alla Prima Attrice:
lei, signorina, s'intende, "La Figliastra".
La figliastra (esilarata)
Come come? Io, quella lì?
Scoppierà a ridere.
Il capocomico (irato)
Che cos'ha da ridere?
La prima attrice (indignata)
Nessuno ha mai osato ridersi di me! Pretendo che mi si rispetti, o me ne vado!
La Figliastra
Ma no, scusi, io non rido di lei.
Il capocomico (alla Figliastra)
Dovrebbe sentirsi onorata d'esser rappresentata da...
La prima attrice (subito, con sdegno)
"Quella lì!"
La figliastra
Ma non dicevo per lei, creda! dicevo per me, che non mi vedo affatto in lei, ecco.
Non so, non...non m'assomiglia per nulla!
Il padre
Già, è questo; veda, signore! La nostra espressione -
Il capocomico
ma che loro espressione! Credono d'averla in sè, loro, l'espressione? Nient'affatto!
Il padre
Come! Non abbiamo la nostra espressione?
Il capocomico
Nient'affatto! La loro espressione diventa materia qua, a cui dan corpo e figura, voce e gesto gli attori, i quali - per sua norma - han saputo dare espressione a ben più alta materia: dove la loro è così piccola, che se si reggerà sulla scena, il merito, creda pure, sarà tutto dei miei attori.
Il padre
Non oso contraddirla, signore.
Ma creda che è una sofferenza orribile per noi che siamo così come ci vede, con questo corpo, con questa figura -
Il capocomico (troncando, spazientito)
ma si rimedia col trucco, si rimedia col trucco, caro signore, per ciò che riguarda la figura!
Il padre
Già; ma la voce, il gesto -
Il capocomico
oh, insomma! Qua lei, come lei, non può essere! Qua c'è l'attore che lo rappresenta; e basta!
Il padre
Ho capito, signore.
Ma ora forse indovino anche perché il nostro autore, che ci vide vivi così, non volle poi comporci per la scena.
Non voglio fare offesa ai suoi attori.
Dio me ne guardi! Ma penso che a vedermi adesso rappresentato...
non so da chi...
Il primo attore (con alterigia alzandosi e venendogli incontro, seguito dalle gaje giovani Attrici che rideranno).
Da me, se non le dispiace.
Il padre (umile e mellifluo).
Onoratissimo, signore.
S'inchinerà.
Ecco, penso che, per quanto il signore s'adoperi con tutta la sua volontà e tutta la sua arte ad accogliermi in sè...
Si smarrirà.
Il primo attore
Concluda, concluda.
Risata delle Attrici.
Il padre
Eh, dico, la rappresentazione che farà - anche forzandosi col trucco a somigliarmi...
- dico, con quella statura...
tutti gli Attori rideranno
difficilmente potrà essere una rappresentazione di me, com'io realmente sono.
Sarà piuttosto - a parte la figura - sarà piuttosto com'egli interpreterà ch'io sia, com'egli mi sentirà - se mi sentirà - e non com'io dentro di me mi sento.
E mi pare che di questo, chi sia chiamato a giudicare di noi, dovrebbe tener conto.
Il capocomico
Si dà pensiero dei giudizi della critica adesso? E io che stavo ancora a sentire! Ma lasci che dica, la critica.
E noi pensiamo piuttosto a metter su la commedia, se ci riesce!
Staccandosi e guardando in giro:
Su, su! È già disposta la scena?
Agli Attori e ai Personaggi:
Si levino, si levino d'attorno! Mi lascino vedere.
Discenderà dal palcoscenico.
Non perdiamo altro tempo!
Al
...
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