TRATTATO DI FORTIFICAZIONE, di Galileo Galilei - pagina 2
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Supponiamo dunque una terra esser circondata di cortine che si ripieghino e faccino angolo all'infuori, due delle quali siano nell'infrascritto essempio [v.
figura 13] secondo le linee BAC.
E perché la cortina AB non può da per sé stessa difendersi, né è difesa da altre, bisogna uscire infuori con una muraglia secondo la linea DE, dalla quale verranno vedute e difese tutte le parti della cortina DB; e così di sopra la muraglia DE tenendosi artiglieria, si potrà difendere la cortina DB.
E perché per esser l'artiglieria strumento, il quale, per la sua grandezza e per lo stornare che fa quando si scarica, non può adoperarsi in ogni breve spazio, però fa di mestiero che la muraglia DE, quale dimanderemo fianco della cortina DB, sia tanto lontana dall'angolo A, che vi resti spazio capace per l'uso delle artiglierie.
Sia dunque tale spazio quello che si vede racchiuso dentro le linee EGHD, il qual domanderemo piazza da basso.
Ecco dunque ritrovata di già la necessità di fare le piazze da basso.
Ma perché bisogna pensare di potere tenere nelle piazze l'artiglierie di maniera che non possino dal nimico esser offese, ed il lasciarle nella piazza così scoperte sarebbe molto pericoloso, è stato conosciuto necessario l'armare e ricoprire con una fortissima e saldissima muraglia le dette piazze, la quale s'inalzi ancora tanto, che togli di vista al nimico l'artiglierie: e però, spingendosi avanti secondo la drittura DE nel punto F, si è fatto di grossa muraglia il sodo EFNG, che doppo è stato dimandato spalla.
E così abbiamo la cagione, perché il fianco si distingue in piazza ed in spalla.
E quello che si è fatto sopra la cortina AB, intendasi ancora, per la medesima ragione, fatto sopra la cortina AC; cioè la piazza KILM, e la spalla MSOL.
Resta finalmente che, per fare il corpo di difesa perfetto, serriamo la figura, congiungendo l'una spalla all'altra: il che si potrebbe fare tirando per linea diritta, dall'una all'altra, la muratura NPO, o vero in arco secondo la linea NQO.
Ma né l'uno né l'altro di questi due modi manca d'imperfezione; attesoché le dette due linee restariano senza difesa, non sendo da i fianchi opposti B, C, né da altro luogo, vedute.
Però si chiuderà il corpo di difesa con le due linee rette FR, SR, ordinandole in maniera, che almeno da i punti B, C, dove saranno due altri fianchi, venghino scoperte e difese.
E tali due linee si dimanderanno faccie o fronti del corpo di difesa.
Concludiamo dunque: ogni corpo di difesa, il quale deve fiancheggiare una cortina, per il discorso fatto, deve esser composto di quattro linee, cioè di due fianchi e due faccie.
DELLI DIVERSI CORPI DI DIFESA.
Abbiamo per le cose dette potuto comprendere, come quelli corpi di difesa, che hanno a difender le cortine, devono esser composti di dui fianchi e due faccie.
Séguita adesso che veggiamo le diverse maniere di essi, ed i diversi luoghi ove vanno collocati.
E prima è da sapere, che se si accommoderanno corpi di difesa sopra li angoli del recinto (e per recinto doviamo intendere tutto il circuito delle cortine, che abbracciano e circondano la terra e luogo da fortificarsi), verranno ciascheduna cortina ad aver doppia difesa, sendo poste in mezo di due fianchi: e però il corpo di difesa posto sopra l'angolo sarà il più reale e principale di tutti gli altri, e si adimanda bellovardo, quasi che belliguardo, cioè guardia e difesa della guerra; e sarà, come nella prima seguente figura [v.
figura 14], il baluardo BAEDC, e il baluardo KLMNO.
E perché può talvolta avvenire che la distanza tra l'uno e l'altro baluardo sia tanto grande, che le difese che venghino da i fianchi di essi non possino difendere scambievolmente l'uno e l'altro baluardo, allora in simile caso sopra la cortina tra essi sarà lecito collocare un altro baluardo: come nella medesima figura si vede il baluardo PQR, li cui fianchi difendono le due fronti DE, LM.
Ma se la lontananza tra l'uno e l'altro baluardo fusse così grande, che le difese de i fianchi per difendere le fronti de i baluardi fussero ben deboli, ma non però del tutto inutili, e volessimo, comunque le si fussero, mantenerle ed accrescervene altre; in tal caso non faremo il baluardo PQR, perché, come si vede, impedisce la vista degli altri baluardi a i fianchi opposti; ma faremo, come nel secondo essempio si vede [v.
figura 15], il corpo di difesa KHGIL tanto accosto alla cortina, che non impedisca a i fianchi AF, DE la vista delle fronti EB, FC: e questo corpo di difesa si addimanda piattaforma, per esser una figura piatta e schiacciata.
Ma però, se bene non occupa le fronti de' baluardi, impedisce pure le artiglierie poste in A, D, che non possino liberamente scorrere tutta la cortina AD.
Per lo che si è ritrovato un terzo corpo di difesa, come nell'altra figura [v.
figura 16] si vede: dove si è aperta la cortina, e, ritirandosi in dentro, si sono accommodate le due piazze E, F, dalle quali venghino difese le fronti de i baluardi, senza impedire il libero passaggio dall'uno all'altro de i fianchi de i baluardi opposti.
E questo terzo corpo di difesa è stato nominato piattaforma rovescia.
Li corpi di difesa dichiarati di sopra, pare che per lo più servino per difesa della muraglia e della fossa; ma volendo offendere e travagliare il nimico alla campagna e da lontano, fa di bisogno che abbiamo altri corpi di difesa, li quali, sendo più rilevati delli altri, possino meglio scoprire e dominare la campagna.
Per questo sono stati ordinati li cavallieri, li quali altro non sono che alcuni luoghi dentro della cortina, i quali s'inalzano sopra essa e li altri corpi di difesa; e perché vengono compresi dentro dal recinto, non importa qual figura ei si abbino.
Parimente ancora, per il medesimo rispetto, si possono collocare in qual si voglia luogo [v.
figura 17]: cioè, o sopra i baluardi, come si veggono i cavallieri A, D; o vero a canto il baluardo, come si vede il cavalliero B; o pure tra l'uno baluardo e l'altro, come il cavalliero C.
E questi si fanno ordinariamente di terra pura, né hanno altro offizio che di nettare la campagna.
Altri architetti, con migliore providenza, hanno ordinati alcuni cavallieri, li quali abbino l'uno e l'altro uso, cioè di difendere la fossa e spazzare la campagna: e però li hanno posti tra l'uno e l'altro baluardo, con una parte di essi fuori della muraglia, e l'altra dentro, come nella seconda figura [v.
figura 18] si vede il cavalliero DABCE, facendoli nella parte di fuori due piazze basse per difesa della fossa; ed alzandoli sopra la cortina, la piazza da alto scuopre la campagna.
Se li fanno ancora dalla parte di dentro due altre piazze, come si veggono le D, E; quali servono per difesa della ritirata, come più distintamente a suo luogo diremo.
E sono stati dimandati tali corpi di difesa cavallieri a cavallo.
Sono alcune altre maniere di difese dette case matte, l'offizio delle quali non è se non offendere l'inimico, quando fusse entrato nella fossa: e sono alcune picciole stanze, le quali s'accommodano dentro alla cortina giù al piano della fossa, facendoli delle feritoie, per le quali si possa con archibugi offendere il nemico.
Accommodansi ancora nella fossa, come la casa matta K; nelli angoli della contrascarpa, come le I, L; ed in somma si possono collocare in qual si voglia luogo, come ancora sotto a i fianchi ed alle fronti de i baluardi.
E quelle che si fanno nella fossa per lo più si costumano tonde, facendoli intorno molte feritoie, per le quali con archibugi si molesta l'inimico.
Oltre a i corpi di difesa già dimostrati, ne sono stati usati altri ancora; perché delli detti, alcuni in alcuni siti non sono necessarii, ed altri in altri siti non si possono accommodare: come, per essempio, in una fortezza di monte, ogni volta che non abbia vicino qualche luogo più elevato, sarebbe superfluo il far cavallieri; ed in una fortezza posta in mare non occorre far baluardi; sì come ancora se un sito, per esser circondato da rupi e precipizii, sarà per natura inaccessibile, sarebbe superfluo il farvi corpi di difesa.
E ritornando al nostro intento, poi che non tutti i luoghi ricercano e sono capaci delle medesime fortificazioni, bisogna ritrovarne le proprie di ciascheduno sito particolare.
E perché accade alcuna volta, doversi fortificare un luogo che da due o più parti viene assicurato da qualche precipizio, come nella prima seguente figura [v.
figura 19] si veggono li dui precipizii X, R, i quali per natura rendono forte tal sito; in questo caso basterà chiuder i luoghi pericolosi con la cortina AD, accommodandovi per sua difesa li fianchi AB, DE, con le fronti BC, EF facendo dui mezzi baluardi, quali vengono a terminare sopra i precipizii.
E questa maniera di fortificazione si dimanda forbicia o tanaglia.
Ma se ci occorresse dover fortificare una china d'un colle, la quale, per la disugualità del sito, non fusse capace di baluardi o altri corpi di difesa reali e grandi, allora si accommodano alcune picciole cortine, difendendo ciascheduna con fianco; come nella seconda figura [v.
figura 20] si veggono i fianchi e cortine A, B, C, D: e questo modo si dice fortificare a denti.
E tal maniera di fortificazione si costuma ancora per circondare li alloggiamenti; perché, oltre all'esser tale, che in breve tempo si può condurre a fine, non avendo corpi di difesa grandi, può ancora esser difesa da artiglieria minuta, anzi da archibugi ancora.
L'essempio del circondare li alloggiamenti con denti si ha nella terza figura ABCD [v.
figura 21] .
Connumerasi ancora tra i corpi di difesa il rivellino, il quale è un picciol forte separato e spiccato da tutto il corpo della fortificazione; per il che è stato così detto, quasi che sia revulso e separato dalli altri.
E simili forti si costumano porre incontro alle porte delle fortezze per loro maggiore guardia e difesa: ed a questi rivellini si può andare per strade sotterranee, che rieschino nella fortezza, acciò che il nemico non possa impedire il transito.
DELLE DIVERSITÀ DE' TIRI.
Prima che descendiamo alle regole particolari di ordinare i corpi di difesa, è necessario che dichiariamo alcuni termini attenenti a i tiri delle artiglierie; però che con questi, come nel progresso sarà manifesto, abbiamo a disegnare tutta la nostra fortezza.
E prima, quando un tiro d'artiglieria va parallelo o equidistante a una cortina, senza toccarla in luogo nessuno, s'addimanda tiro di striscio; come nella seguente figura [v.
figura 22] si vede il tiro AB, il quale striscia la cortina EF.
Ma quando il tiro va a percuotere e ferir la muraglia, in un sol punto, come si vede sopra la medesima cortina il tiro CD, questo vien dimandato tiro di ficco, o ficcare.
Il medesimo ancora si deve considerare rispetto al piano della campagna, dimandando tiro di striscio quello che la va radendo, e di ficco quello che, venendo da alto, la percuote in un sol punto.
E così nel secondo essempio [v.
figura 23], rappresentandoci la linea AB il piano dell'orizonte il tiro CD lo verrà a strisciare, ed il tiro EF, venendo da luogo sublime E, ficcherà nel punto F.
Ma più propriamente, in quanto appartiene al piano della campagna, potremo considerare tre diverse maniere di tiri, cioè: il tiro che viene da alto a basso, quale si chiamerà inclinato; il tiro da basso ad alto che domanderemo elevato; ed il tiro paralello al piano, detto tiro a livello, o vero di punto bianco.
E così nell'istessa figura il tiro EF sarà l'inclinato, GH elevato, e CD a livello o di punto bianco.
E chiamasi a livello, quasi che ad libellam; cioè in bilancio, e che non inchini più nell'una che nell'altra parte.
E dicesi di punto bianco, essendo che, usando i bombardieri la squadra con l'angolo retto diviso in dodici punti, chiamando l'elevazione al primo punto, al secondo, terzo e quarto, tiro di punto uno, di punto dua, di punto tre e di punto quattro etc., quel tiro, che non ha elevazione alcuna, vien detto tiro di punto bianco, cioè di punto nessuno, di punto zero.
E questo basti al presente circa i tiri.
QUELLO S'INTENDA PER PIGLIARE LE DIFESE.
Essendo che, come nel progresso sarà noto, tutte le parti della fortezza devono avere le loro difese, fa di bisogno che dichiariamo quello che appresso gli architetti significhi pigliare le difese.
Diciamo dunque che il pigliare le difese di alcuna cortina o faccia di qualche corpo di difesa non vuol dir altro, che drizzarla verso quella parte dalla quale vengono le sue prime difese: come nel sottoposto essempio [v.
figura 24], la fronte del baluardo AB piglia le difese dal punto G, perché prolungata per dritto la linea AB batte nel punto G, di maniera che il punto posto in G viene a strisciare la faccia AB.
E se bene altri luoghi ancora veggono e difendono la medesima faccia, come il punto I, il quale vi ficca, niente di meno si dice pigliare le difese dal punto G, per essere il primo luogo che la difende partendosi dal punto C, venendo verso il D.
E per la medesima ragione la fronte EF piglia le difese dal punto H, dal quale è strisciata, e non dal punto K, dal quale è ficcata.
DELLE TRE CAUSE DELLA PRIMA IMPERFEZIONE DE' BALUARDI.
Per una delle imperfezioni di maggiore importanza che possono accadere al baluardo, connumerano gli architetti l'essere l'angolo della fronte troppo acuto; perché, oltre all'esser debole e facilissimo ad esser tagliato, con gran lunghezza di fronti si circonda piccola piazza; il che è cagione che non vi possono stare molti difensori, né commodamente maneggiarvisi artiglierie, ed in tempo di bisogno non vi si può fare ritirata.
Però, come difetto notabile, doveremo esser cauti in ovviare a tale acutezza; il che potrà da noi più facilmente esser fatto, quando sapremo quali siano le cause che fanno riuscire l'angolo acuto.
Le quali sono tre:
la prima è quando l'angolo del ricinto, sopra il quale va posto il baluardo, non sarà ottuso;
la seconda è il pigliare le difese delle faccie troppo da vicino;
la terza è l'ordinare i fianchi molto lunghi.
L'essempio della prima causa si vede nella prima sotto posta figura [v.
figura 25]: nella quale, sendo sopra l'angolo del ricinto ABC constituito l'angolo del baluardo FGH, quale di necessità è sempre minore dell'angolo del ricinto (come facilmente si può trarre dalla 21ª proposizione del Primo d'Euclide), sendo dentro alle linee AGC dalli punti A, C constituite le due linee AB, BC, ogni volta che l'angolo B sarà o retto o acuto, l'angolo G sarà più acuto.
Nella seconda figura [v.
figura 26] si vede manifestamente che le due fronti LI, LH, pigliando le difese da i punti D, E, constituiscono l'angolo L più acuto dell'angolo K contenuto dalle faccie KI, KH, le quali prendono le loro difese da i punti A, C, più lontani.
E però è manifesta la verità della seconda causa che produce l'angolo del baluardo acuto, la quale dicemmo essere la vicinanza delle difese.
Conoscesi finalmente per la terza figura [v.
figura 27], come, pigliandosi le difese da i medesimi punti A, C, le cortine LH, LI, fondate sopra i più lunghi fianchi DH, EI, constituiscono l'angolo L più acuto dell'angolo K, compreso dalle fronti KF, KG, terminate sopra i fianchi più corti DF, EG; il che dipende dalla medesima proposizione d'Euclide.
Però, nell'ordinare le fortezze, dobbiamo avere l'occhio all'acutezza degli angoli del ricinto, al non prendere le difese troppo da vicino, ed al non fare i fianchi troppo grandi; perché da tutti tre questi capi si verrebbe a causare imperfezione nell'angolo del baluardo.
DELLA FOSSA, SCARPA, CONTRASCARPA E STRADA COPERTA.
L'uso ed introduzione della fossa è stato utilissimo per i molti commodi che da essa si cavano, ed in particolare per le fortezze di piano.
Perciò che, quando non si cavasse la fossa intorno alla fortezza, ma si alzasse la muraglia tutta sopra il piano della campagna, verrebbe di maniera scoperta ed esposta alla batteria, che, sendo battuta dalla radice, facilmente sarebbe tratta alla rovina; dove che l'avere intorno la fossa fa che dall'altezza del suo argine viene ricoperta tal parte della muraglia, che non può essere battuta se non molto alto: come dal sottoposto disegno [v.
figura 28] si può comprendere; nel quale per le lettere, A, B, C ci si rappresenta la muraglia; CD è il fondo della fossa; DEF l'argine di essa fossa, il quale ricuopre tal parte della muraglia, che il tiro H, posto in campagna, non può battere se non dal punto I in su.
È di grandissima commodità il far la fossa, ancora perché, dovendosi terrapienare la muraglia, la terra che si cava dalla fossa può servire per fare il terrapieno.
Aggiungesi alle cose dette, che dovendo tal volta quelli della fortezza sortire fuori, per disturbare il nemico o per altra occorrenza, quando, sopragiungendogli la calca de' nimici, gli fosse necessità di ritirarsi, se la fortezza fusse sfasciata di fossa ed argine, non avendo tempo i difensori d'entrare nella fortezza repentinamente per una piccola porta, verrebbono tagliati a pezzi; dove che avendo la ritirata dell'argine e strada coperta, possono, in tal luogo fatti forti, volger la fronte al nimico e ribatterlo.
Nella medesima figura l'argine detto DEF si adimanda contrascarpa: e quel picciol piano segnato EK ci figura la strada coperta, coperta dico dall'altezza KF, quale chiameremo parapetto della strada coperta.
La parte della muraglia segnata CB, la qual si vede pendere in dentro, si dimanda la scarpa; e si fa in tale maniera pendente, acciò che dal peso del terrapieno, dal quale viene calcata, non sia arrovesciata nella fossa.
Giova ancora tal pendenza, perché, venendo battuta, minore effetto vi faranno le botte dall'artiglieria, ferendo non ad angoli retti, ma obliqui.
DELL'ORECCHIONE.
Parlando di sopra del baluardo e sue parti, mostrammo come, per sicurtà delle piazze da basso, si facevano le spalle, le quali ricoprivano e difendevano dette piazze dall'artiglierie nimiche.
Ma l'esperienza ha poi dimostrato che tale difesa non basta, perché non assicura e difende da tutte le parti: come nella figura appresso [v.
figura 29] chiaramente si vede, che dal punto I della campagna si può tirare nella cannoniera E, ed offendere quelli che fussero nella piazza; ed a questo non reca difesa alcuna la spalla EB.
Per il che, volendo pure li architetti ovviare a tal pericolo, andorno considerando che, non avendo altro fine le piazze da basso se non difendere la fossa, si poteva trovar modo che le cannoniere non fossino così esposte all'essere imboccate ed accecate; e questo fu col tirare innanzi la spalla, secondo che ne mostra la figura BDE, facendo un sodo di una grossa muraglia, la quale ricoprisse la cannoniera E, in modo che non fusse veduta dalla campagna; e questa tale ricoperta fu dimandata orecchione, e da altri musone.
Ma bisogna avvertire, per disegnarlo, di accommodarlo in modo che non impedisca le cannoniere, che non possino far l'ufficio loro nel difendere tutta la fossa.
E con quali regole vadi disegnato, dichiareremo a suo luogo.
CONSIDERAZIONI NEL DETERMINARE LE DIFESE.
In due maniere, come già si è detto, si può usare la difesa dell'artiglieria, cioè strisciando o ficcando; e tra gli architetti è qualche differenza nel determinare quale delle due maniere sia più accommodata alla difesa della fossa e sue parti; atteso che alcuni vogliono che i tiri striscino la contrascarpa e fronte del baluardo, come si vede il tiro della cannoniera H [v.
figura 30], il quale striscia la contrascarpa IL e la faccia AF: dicendo che in questo modo un solo tiro offenderà tutti quelli, che fussero scesi nella strada coperta, o si fussero posti sotto il baluardo, o vero vi avessero appressate le scale; il che non può fare il tiro che ficca, quale ferisce in un solo luogo.
A ciò rispondono quelli che vogliono il tiro di ficco, dicendo tal considerazione essere vana, essendo che i nimici mai verranno in ordinanza su la contrascarpa o sotto il baluardo, se prima non sarà aperto, e fattovi scala per la salita; e volendo condursi nella fossa, non verrà se non ricoperto da trincere, ed aprirà la contrascarpa, e per l'apertura cercherà di traversare la fossa; nel qual caso le artiglierie di striscio non gli potranno arrecare impedimento alcuno, ma sì bene quelle che ficcano: come si vede per il tiro GM, il quale, quando il nemico avesse aperta la contrascarpa nel punto M, potrà tirare nell'apertura e travagliarlo.
E quando ancora si fosse condotto sotto la faccia del baluardo DE, e l'avesse incominciato ad aprire nel punto O, il tiro GO non ve lo lascierebbe dimorare, ficcando nell'apertura: il che non può fare il tiro HF, che striscia la fronte AF; anzi in ogni picciola apertura, come si vede nel punto P, potrà ricoprirsi un uomo, e cavando allargare luogo per molti.
Rispondono quelli che vogliono i tiri di striscio, che il ficcare nella contrascarpa deve essere officio delle piazze da alto de' baluardi, e non delle piazze basse; perché, sendo i tiri delle piazze da basso poco elevati sopra il piano della fossa, non possono così bene scoprire il nimico come quelli della piazza alta; e così, quando il nimico avesse tagliata la contrascarpa nel punto M, molto meglio si potrà travagliare dalla piazza alta del baluardo vicino, come dal punto O, che dalla cannoniera G, bassa e lontana.
A questo s'aggiunge, che dovendo la cannoniera G ficcare nella contrascarpa IK, non si potrà ricoprire in modo con l'orecchione, che non possa essere imboccata dalla campagna: come si vede per il tiro GM, che, prolungandolo oltre il punto M, passa fuora della contrascarpa, come si vede in R, di dove potrà essere imboccata la cannoniera G; e così verrà impedito l'uso dell'orecchione, il quale era di fare che le cannoniere non fussero vedute di fuori della fossa.
Oltre a ciò, il volere tiri che ficchino nella fronte del baluardo, farà venire l'angolo del baluardo acuto: perché, se vorremo che il tiro HA ficchi nella fronte del baluardo opposto, bisognerà mutare la fronte AF, la quale dal detto tiro è strisciata, e ritirarla più in fuori, secondo che si vede per la linea AS; il che facendosi, non vi è dubbio alcuno che l'angolo del baluardo s'inacutisce.
Tuttavia soggiunge l'altra parte, che lo sperare che la piazza alta possa molestare il nemico, che abbia aperta la contrascarpa, è cosa vana: perché, quando sarà ridotto a questo termine, avrà ancora ordinato modo di fare sì che i difensori in conto alcuno non possino affacciarsi sopra la muraglia; per lo che le loro difese saranno del tutto tolte, di maniera che solamente il fianco del baluardo opposto potrà recar travaglio all'inimico.
E quanto al dire che il tiro di ficco sia causa che le cannoniere possino essere imboccate, rispondesi che, volendo li avversarii che la piazza alta possi
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