Letteratura Italiana
>
TERENZIO, di Carlo Goldoni
Carlo Goldoni
TERENZIO
Commedia di cinque Atti, in versi rappresentata per la prima volta
in Venezia nell'Autunno dell'anno 1754.
AL CHIARISSIMO SIGNOR ABATE
PIETRO METASTASIO
POETA CESAREO
Un uomo come Voi, celebratissimo Signor Abate, che ha gustato il piacer della Gloria, risguarderà pietosamente coloro che anelano a un sì gran bene, e poiché tanta ne ha egli per se medesimo conseguita, non ricuserà di farne parte, con altri ancora.
Voi, che occupato avete il primo seggio della Drammatica Poesia; Voi che l'avete resa cotanto amabile, adornandola di nuove grazie, senza punto scemarle la maestà sua conveniente; Voi in somma, che il primo siete di quei che furono, e lo sarete per molti secoli di quei che succederanno, mirate me tra la folla degli Scenici Componitori, e veggendomi a Voi rivolto, dite in cuor vostro: ecco uno che mi seguita di lontano, per altra strada, e vorrebbe che a Lui porgessi la mano per sollevarlo dal fango, e col mostrarmi di Lui contento, fonda le sue speranze nella mia medesima riputazione.
Può essere che la vostra modestia fare non vi conceda un simile ragionamento; ma lo faranno tutti coloro che intendono bene il mistero di questa Lettera, e a Voi mi veggono quella Commedia raccomandare, che maggior fatica mi ha costato di tutte le altre, e che a maggiori critiche può andar soggetta.
Io per altro, che nel modo mio di pensare ho sempre dinanzi agli occhi la verità, confesso di buona voglia essere questo lo scopo della mia Lettera, e che non per altro fine, a Voi mi rivolgo, che per ottenere da Voi, mercé la grazia vostra, un raggio di quella Gloria che può diffondere sopra de' suoi seguaci il valoroso Maestro.
Spero offendervi non saprete, che uno Scrittor di Commedie ardisca nominare Voi per Maestro, poiché l'Arte vostra, seguitando le tracce della Tragedia, suole la severità di quella raddolcire, per modo che la giocondità destando negli uditori, solleva al grado nobile la seconda ispezione della Commedia.
Il Dramma per Musica è un componimento per se medesimo irregolare, non conosciuto né da Aristotile, né da Orazio, né da altri precettori antichi della Drammatica facoltà.
Il Canto usato nei cori delle Tragedie destò la voglia negli amatori di novità di assoggettare alla Musica tutto il Dramma, e per divertire il Popolo colla melodia, si è dovuto discendere da quella tragica gravità, che risvegliava negli spettatori, anziché il divertimento, il terrore e la commozione.
Le prime opere di cotal genere furono talmente imperfette, che Farse piuttosto potevano nominarsi.
Alcuni nel secolo oltrepassato le ridussero a miglior forma, e il vostro benemerito Antecessore, il Signor Apostolo Zeno, si distinse fra tutti gli altri nella condotta del Dramma, nella verità dei caratteri, e nella robustezza dei sentimenti.
Ma la perfezion di quest'opera era a Voi risserbata.
Sorgeste Voi per onore del nostro secolo ad innalzare sopra di tutti gli altri questo genere di Drammatica Poesia, e la Patria vostra, che diede al mondo nei prischi tempi gli originali più rispettabili della Tragedia e della Commedia, produsse in Voi a' dì nostri il celeberrimo ristauratore del Melodramma.
Grande obbligazione vi hanno i Compositori di Musica, poiché le dolcissime ariette vostre, che sono altrettanti elegantissimi Madrigali, cantano, si può dire, da per se stesse, e svegliano talmente la fantasia del Maestro, ch'egli con poco studio può farsi onore grandissimo.
Ecco il perché, allora quando eletto viene dagl'Impressari il componitor della Musica, suol egli raccomandarsi che gli sia dato da scrivere un Dramma del Metastasio, e quantunque fatto e rifatto parecchie volte, lo preferisce a qualunque altro d'Autore antico e moderno, sicuro che la melodia non può essere meglio appoggiata, e che le scene cento volte rivedute di un vostro Libro, non lasciano di piacere, e di fermare il Popolo ad ascoltarle.
Fortunato quell'Impressario, che alla Rappresentazione de' vostri Drammi cerca di scegliere buoni Attori; allora è certo de
...